Pubblicato in: creatività

LA STREGA MALALA


Racconto di Angela Dipalo (6 anni)

La strega Malala andava nella notte oscura a rubare i bambini. La sua casa era antica ed era piena di ragnatele. Malala aveva una gemella in sé: ovvero in un corpo due teste. Un bambino andò una volta in un negozio che vendeva torte a forma di scheletri, di fantasmi, di gormiti e altri giocattoli che piacciono ai maschietti. Inoltre, vendeva pasticcini assai buoni.
La strega Malala era così cattiva da uccidere senza pietà una lumachina calpestandola con i suoi tacchi neri. Sua figlia si chiamava Delfina. Anche lei era cattiva come la madre ed aveva piani diabolici come la madre. Ma torniamo al bambino. Appena addentato uno di quei dolci magici il bambino diventò invisibile e fu rapito da Malala che era in grado di vedere ciò che era invisibile (solo la testa Malala, perché l’altra testa, di nome Crata non ci riusciva).
Nella notte una bambina, Angela, che era più intelligente di tutti i maschi, vide in cielo una lucetta rossa ed udì una voce spettrale che faceva ahahahah! Allora le due streghe (in un solo corpo) si trasformarono in forme di fuoco.
Nella città dove abitava Angela – in estrema periferia – c’era una fattoria con un mulino a vento. In questa fattoria abitavano due signori anziani di nome Marilù e Giustino. Erano fortunati poiché la strega non poteva prenderli grazie al loro cagnolino di nome Leone (cane fifone).
La notte successiva una bambina fu rapita dallo stesso negozio dopo essere diventata invisibile. Ancora una volta Angela affacciata alla finestra vide tracciarsi nel cielo oscuro una orribile faccia di fuoco lasciata lì dalle streghe.
Un altro bambino mentre stava giocando nella sua cameretta con i gormiti fu afferrato da una mano grigia con le unghie lunghe e taglienti. Era la mano della strega Crata che non sapeva vedere il mondo invisibile, ma in compenso era in grado di attraversare i muri.
Siccome Angela stava a dieta, chiese, una volta, alla mimmina di comprarle un dolcetto al negozio fatato da dove erano scomparsi il bambino e la bambina. La mamma glielo comprò. Angela stava per mangiare il dolcetto in camera sua quando vide un luccichio nel dolce e, insospettita, decise di buttarlo via. Allora le streghe dissero: “non vale! doveva pur mangiarlo questo dolce squisito!”. Perché a questo punto della storia ormai lo sappiamo tutti che i bambini venivano rapiti dopo aver assaggiato il dolcetto magico. Ad ogni modo le streghe entrarono nella sua camera. Stavano per afferrarla, quando Angela, che studiava karaté, diede loro un bel pugno in faccia e dopo un calcio nella pancia. Successivamente le schiaffeggiò entrambe sulle facce (ne avevano due) chiedendo loro: “dove stanno i bambini? sputate il rospo altrimenti vi dò un altro pugno in faccia e vi ammazzo!” Le streghe rimasero in silenzio e lei le uccise.
In seguito Angela rintracciò Delfina, la figlia delle streghe, per costringerla a parlare. Ma anche lei rimase in silenzio. Allora le diede un altro pugno. A questo punto Delfina, terrorizzata, parlò. I bambini rapiti si trovavano in un passaggio segreto. Angela li liberò, li ricondusse a casa dai loro genitori e vissero tutti felici e contenti, soprattutto Angela che era stata l’eroina della storia.

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).