Pubblicato in: politica mente

I have a dream


L’unica metafora che esprime “decentemente” l’attuale situazione del paese a mio avviso è la metafora “indecente” di Luttazzi a Raiperunanotte: il sado-maso provincialistico, il sesso anale che celebra la cieca passività delle folle libertino-disperate, la maschera ubuesca del potere… Ma tra i giovani qualcosa sembra muoversi, a nord soprattutto. E la rete rappresenta una grande speranza. Good morning little Italy.

Il vecchio modo di fare politica dà concreti segni di cedimento. L’astensione cresce e con essa a nord i movimenti civici (lista 5 stelle). Giovani per lo più che non si piangono addosso ma hanno voglia di fare politica al di là della casta e dei centri di potere tradizionali. Si può cambiare, la crisi economica farà il resto.

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).

Un pensiero riguardo “I have a dream

  1. Queste riflessioni non dovrebbero indurci a cominciare a usare in modo più critico l’espressione “democrazia”?
    Gli antichi hanno argomentato “ad abundantiam” come tale regimi si rovesci facilmente in “demagogia”, “oclocrazia” (dominio della massa), come preludio alla tirannide.
    Il saggio Aristotele suggeriva un regime democratico temperato dal consiglio di “anziani” (per tacere dei “filosofi” al potere di Platone…).
    Oggi i pochi saggi che hanno il potere di “temperare” in qualche modo il regime attuale (alcuni magistrati, alcuni giornalisti coraggiosi, detentori del “quarto potere”) non godono di buona fama e il principio di maggioranza, usato come una clave o un macete, la fa da padrone (e permette al padrone di fare quello che vuole).
    Mi chiedo se certe derive postmoderne non favoriscano tutto questo e se alle parole “bene comune”, “giustizia”, “verità” non si debba restituire un significato più forte di quello che oggi l’intellighenzia, che dovrebbe combattere il pervasivo populismo, è disposta a conferire loro.

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