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Talete: l’acqua è il principio di tutte le cose


La maggiore parte di coloro che per primi filosofarono ritennero che i soli principi di tutte le cose fossero quelli di specie materiali, perché ciò da cui tutte le cose hanno l’essere, da cui originariamente derivano e in cui alla fine si risolvono pur rimanendo la sostanza ma cambiando nelle sue qualità, questo essi dicono che è l’elemento, questo il principio delle cose e per questo ritengono che niente si produce e niente si distrugge, poiché una sostanza siffatta si conserva da sempre e per sempre. Ci deve essere una qualche sostanza, o una o più di una, da cui le altre cose vengono all’esistenza mentre essa permane. Ma riguardo al numero e alla forma di tale principio non affermano tutti la stessa cosa: Talete, il fondatore di tale forma del filosofare, afferma che è l’acqua tale sostanza; in virtù di ciò sosteneva che anche la terra poggia sull’acqua. È probabile che egli abbia tratto tale conclusione vedendo che il nutrimento di tutte le cose è umido, che il caldo stesso deriva da questa umidità e di questa vive e che ciò da cui le cose traggono vita è il loro principio. Da questo dunque egli ha tratto tale supposizione e dal fatto che i semi di tutte le cose hanno natura umida e l’acqua è il principio naturale delle cose umide. Ci sono alcuni secondo i quali anche gli antichissimi, molto anteriori all’attuale generazione e che per primi teologizzarono, ebbero le stesse idee sulla natura: infatti cantarono che Oceano e Tetide siano gli autori della generazione delle cose.

(DK 11 A 12 da Aristotele, Metafisica, Libro I)

Schema di lavoro:

  1. Individuare il genere letterario (p.e. poema, dialogo, trattato, ecc.) e la sua classificazione storiografica (testimonianza, frammento, ecc.);
  2. individua l’ambito generale del testo (p.e. fisica, etica, estetica, ecc.); di quale domanda esso potrebbe rappresentare la risposta? Prova a formulare tale domanda;
  3. individua le parole chiave del testo (ovvero quelle filosoficamente rilevanti). Sottolineale e prova a spiegarne il significato (puoi effettuare una ricerca sulla rete… o su qualche libro);
  4. prova a fare una breve sintesi del testo, ripetendo i concetti chiave e i passaggi argomentativi con parole tue;
  5. sottoponi la tesi (gli argomenti, le conclusioni) presenti nel testo ad esame critico: ci sono dei dubbi che è possibile e lecito sollevare? Prova a confrontare la tesi presente nel testo con altre tesi (concezioni, visioni del mondo) che ti sono familiari; quali domande ti sentiresti di porre al testo (o all’autore se lo avessi dinanzi a te)?

Il blog è aperto a tutti. Serve per interagire con l’insegnante e con i propri compagni (o con eventuali visitatori). Attraverso le mie risposte ad eventuali domande potremmo costruire insieme uno schema di analisi ed esegesi del testo. Quindi non vi resta che porre domande…

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).

Un pensiero riguardo “Talete: l’acqua è il principio di tutte le cose

  1. Breve sintesi della lezione

    -Cos’è una domanda filosofica?
    -Problema (pro-ballo) = ciò che mi viene scagliato dinanzi
    -Apollo arciere, il distruttore (apòllymi)
    -L’enigma: questione di vita o di morte
    -Dèi e uomini: Apollo il “luminoso”; Edipo e la Sfinge; Edipo abbattuto dopo aver sconfitto la Sfinge; Edipo redento: il sapiente “cieco”
    -Sapienza/filosofia
    -Mythos/Lògos
    -Distinzione tra intelligenza dialettica [dià-lego = collego insieme] (argomentativa, con passaggi logici) e intuizione [intubo = ficco, penetro]
    -Mistica, misteri da myo = stringo – gli occhi, “miope” per vedere più acutamente: dal piano umano al piano divino
    -La “luce” come metafora della conoscenza: predominanza del senso della vista nella cultura greca. Aancora su Apollo e il sapiente “cieco” per quanto concerne gli occhi sensibili, affinché possa acuire la vista “interiore”…
    … che consente di “vedere” l’idèa (visione, dalla radice id- del verbo orào)
    -Passaggio dalla tradizione orale alla tradizione scritta (secoli VI-V a.C.): il poema e il dialogo come generi letterari prossimi alla oralità
    -Classificazione dei frammenti dei filosofi/sapienti “presocratici” (Diels-Kranz, distinzione tra sezioni A, B e C)

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