Pubblicato in: politica mente

“TANTE LEUCEMIE E LINFOMI ANCHE A OTTAVIA E PALMAROLA”


UN MEDICO DI ZONA: “E’ UNA SITUAZIONE ASSURDA”

“Non sa quanta gente, miei pazienti, hanno linfomi o leucemia, è una situazione assurda…”: Sono le parole pronunciate da un medico che, la mattina di domenica 16 ottobre 2011 presso il mercato di Montemario, si è avvicinato ai banchetti di raccolta firme del Comitato Bambini Senza Onde, presentandosi come un medico condotto di Ottavia e Palmarola.

Non sappiamo, non possiamo dire se ci sia un collegamento tra questo allarme proveniente da un singolo medico e quanto è stato scritto nella perizia epidemiologica del dott Andrea Micheli dell’Istituto Nazionale Tumori, perizia disposta dal Tribunale di Roma nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo a carico di Radio Vaticana.

La ricerca epidemiologica, durata cinque anni, ha evidenziato quanto segue: “Per quanto riguarda le sole leucemie, il rischio di decesso per chi ha vissuto per almeno dieci anni nell’area compresa tra sei e dodici chilometri di distanza dall’emittente è circa 500 per cento più elevato rispetto a quello di chi abita più lontano…. per un bambino che vive ad una distanza tra i sei e i dodici chilometri dall’area considerata, il rischio di ammalarsi è superiore di 363 per cento rispetto ad un bambino di un’altra area geografica.” (dal libro “Bomba atomica” E.R.).

I MEDICI DEVONO VUOTARE IL SACCO E DIRE QUELLO CHE SANNO.

Le parole informali del medico condotto di Ottavia e Palmarola sono gravissime ma riteniamo che siano solo la punta di un grande iceberg sommerso, fatto di reticenze e silenzi di molti suoi colleghi medici del territorio di Roma nord e Roma nord ovest. Si preferisce non dire, non parlare pubblicamente di quest’anomalia epidemiologica in atto. E’ quasi come se il personale sanitario del territorio, che sa molte cose ma non parla, stia imitando il comportamento omertoso e inerte assunto in questi anni dalle istituzioni locali, Comune, Asl, Municipi e politici. Eppure basterebbero incrociare i dati di studi medici, delle farmacie e dell’Inps per avere una visione più chiara del fenomeno per assumere idonee decisioni politiche e amministrative conseguenti a tutela dei cittadini. E per informare l’opinione pubblica sulla portata di questo problema di salute pubblica.

Noi riteniamo che i medici e i pediatri dei tre municipi limitrofi (XX, XIX e XVIII) debbano “vuotare il sacco”, essere a fianco dei cittadini, come lo è stato negli anni 80 il dott. Carlo Santi di Cesano, unico professionista coraggioso che, con le sue ricerche personali, ha gettato le basi di una lotta civica contro l’elettrosmog per la salvaguardia della salute nel territorio circostante gli impianti trasmittenti di Radio Vaticana.

Da tempo il Coordinamento Comitati Roma Nord chiede l’istituzione di un Registro tumori nel territorio oggetto d’indagine che comprende Anguillara Sabazia, Formello, Campagnano di Roma, Sacrofano, zone del comune di Roma (Municipi XIX e XX), di Santa Maria di Galeria, La Storta, Cesano, Polline Martignano, La Giustiniana, Isola Farnese.

E’ bene ricordare che la perizia del dott. Micheli, è un documento scientifico unico nel suo genere. Non vi sono al momento perizie di natura pubblica o privata che smentiscano i dati o ne producano altri. Esistono solo alcune controdeduzioni sull’argomento (ad es. dell’ex ministro Veronesi) che non hanno alcun valore se rapportate ad uno studio scientifico quinquennale.

E’ NECESSARIO IL BLOCCO DELLE AUTORIZZAZIONI A COSTRUIRE NUOVI EDIFICI RESIDENZIALI.

In ultimo, è bene ribadire ciò che il Coordinamento Comitati Roma Nord ha chiesto da tempo al Comune di Roma: il blocco di tutte le autorizzazioni a costruire nuovi edifici residenziali nei municipi colpiti dall’elettrosmog di Radio Vaticana. Una richiesta che è perfettamente aderente anche alla lettera aperta al Sindaco su un altro problema evidenziato, quello del caos quotidiano, del traffico, degli incidenti stradali, dei disservizi del trasporto pubblico, generati dalla crescita esponenziale di milioni di metri cubi di cemento a fronte di infrastrutture viarie e di urbanizzazione inadeguate.

Il blocco di nuove autorizzazioni edilizie sarebbe una soluzione dolorosa ma necessaria, aderente al principio di precauzione in materia di salute pubblica. E il Sindaco, in qualità di primo responsabile, dovrebbe esercitare le sue funzioni e prerogative di garanzia a tutela dei cittadini.

22 ottobre 2011

Domenico Ciardulli

Segretario del Coordinamento Comitati Roma Nord

[Fonte: http://www.ciardullidomenico.it/ARTICOLI/leucemieottavia.htm]

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).

2 pensieri riguardo ““TANTE LEUCEMIE E LINFOMI ANCHE A OTTAVIA E PALMAROLA”

  1. Per favore cambiare il passaggio sopra in questo modo:

    “Per quanto riguarda le sole leucemie, il rischio di decesso per chi ha vissuto per almeno dieci anni nell’area compresa tra sei e dodici chilometri di distanza dall’emittente è circa 500 per cento più elevato rispetto a quello di chi abita più lontano…. per un bambino che vive ad una distanza tra i sei e i dodici chilometri dall’area considerata, il rischio di ammalarsi è superiore di 363 per cento rispetto ad un bambino di un’altra area geografica”

    GRAZIE

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