Pubblicato in: pratica filosofica

I Dervisci Rotanti di Konya


 

 

La confraternita dei Mevlevi ha sviluppato a Konya fin dal XII secolo, una musica colta fondata sul sistema dei makam, modi analoghi ai maqam arabi, ai datsgah iraniani e ai raga indiani. La musica sufi della setta Mevlevi, per le sue caratteristiche spirituali e meditative, aiuta i credenti ad avvicinarsi a Dio con un rituale che prevede una danza rotatoria dove la mano sinistra è abbassata verso terra, mentre la mano destra è girata verso il cielo. Il danzatore diviene così il medium tra la terra ed il cielo. La musica è dominata dal nay (flauto verticale) che ha un ruolo mistico nella musica turca, i Küdum (piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e gli halile (piatti in rame). Con tali strumenti si esegue la musica del rito mevlevi (ayîn), elemento principale del sema, concerto spirituale preconizzato dal fondatore della confraternita, Mevlänä Djelâleddin el Rûmi («il nostro maestro Djelâleddin del paese di Rum») e divenuto la base della musica colta turca.

Il nome Mevlevi deriva da quello di Mevlana, con il quale era conosciuto presso i Dervisci il grande poeta mistico del 13° sec., Jelaluddin Rûmi. Il canto cerimoniale è basato soprattutto su poemi tratti dal Masnavi o da altri scritti di Rûmi. Egli non diede origine alla danza religiosa presso i Sufi, poiché essa gli preesisteva, ma le diede enorme importanza. Così scriveva: “Molte strade portano a Dio. Io ho scelto quella della danza e della musica.
Il rituale ha inizio con un lento assolo di preghiera al profeta Maometto, poi i danzatori si tolgono i neri mantelli e chiedono al Semazen il permesso di danzare; benedetti da lui, cominciano lentamente a volteggiare, con le braccia incrociate. A mano a mano che i giri si fanno più veloci i lunghi abiti di discostano dal corpo dei danzatori e le loro braccia si distendono. Il percorso descritto dai Dervisci sul pavimento della sala simboleggia i movimenti dei pianeti intorno al sole: ciascun Derviscio ruota intorno al proprio asse e al tempo stesso si muove intorno al leader Semazen, che rappresenta il sole.

[Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=kz3epAGvUy0]

Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nel 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X). Utilizzo la filosofia in pratica sia durante le lezioni ordinarie che in altre "straordinarie" occasioni (passeggiate filosofiche nel bosco, dialoghi socratici a tema, ecc.). A scuola provo a tener aperto uno "sportello" di consulenza filosofica rivolto ai grandi ed ai meno grandi.

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