Pubblicato in: didattica, storia

Perché Hitler dopo aver concluso il patto Molotov-Ribbentrop tradisce la Russia?


Il patto Molotov-Ribbentrop (dal nome dei ministri degli esteri sovietico e tedesco) fu siglato nell’agosto del 1939 pochi giorni prima della data fissata per l’operazione contro la Polonia (1 settembre 1939) con la quale ebbe inizio la Seconda Guerra Mondiale. Il patto prevedeva, tra le altre cose, la spartizione della Polonia che fu effettivamente messa in atto da parte di entrambi gli eserciti (articolo II del Protocollo segreto aggiuntivo). Il patto M.-R. dal punto di vista hitleriano doveva essere puramente “tattico”, legato alla convenienza del momento. La sua strategia di ampio respiro, già tratteggiata nelle pagine del Mein Kampf scritto nel lontano 1924, prevedeva la conquista dell’oriente europeo e russo, quel “Drang nach Osten” che avrebbe dovuto garantire al popolo tedesco l’acquisizione del suo sacrosanto “Lebensraum” ai danni dei popoli slavi (definiti, sprezzantemente, “untermenschen”). Per Hitler, quindi, aveva una validità provvisoria. Serviva cioè a prender tempo, liquidare la Polonia e poi gli alleati occidentali (Francia e Gran Bretagna) senza che la Wehrmacht fosse costretta a combattere su due fronti, come era avvenuto durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la capitolazione della Francia, nonostante la strenua resistenza britannica (che però non possedeva i mezzi per una controffensiva sul continente), Hitler immaginò che i tempi erano maturi per mettere in atto il suo piano a lungo termine, abbattere il regime sovietico – che peraltro arrivava alla guerra largamente impreparato – e conquistare la Russia fino al Caucaso, trasformandola in una colonia di popolamento tedesca. A quel punto, il patto M.-R. era già, di fatto, carta straccia nelle mani del dittatore, che non si era certamente fatto scrupoli violando in precedenza ben altri accordi (ricordo quello di Monaco del 1938 con Francia e GB, con la garanzia dell’Italia fascista). Ma il calcoli di Hitler non erano proprio esatti… e risvegliare dal suo letargo l’orso russo costò alla Germania milioni di morti, la distruzione di gran parte del suo territorio e la sconfitta nella seconda guerra mondiale.

Annunci

Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).