Pubblicato in: politica mente

Bracciano Bene Comune


«La partecipazione democratica non può essere uno slogan, né può essere evocata a corrente alternata; deve essere, e per noi lo è, un modo nuovo di concepire l’impegno politico ed amministrativo. Il nostro primo impegno sarà, dunque, di attivare un vero ed efficace sistema per la democrazia partecipata basato su consigli di quartiere, consulte tematiche, forum cittadino e forum dei diritti e delle pari opportunità, e consulta dell’infanzia».

La “politica” ha logorato le parole. Rischiamo l’afasia. Afasia che deriva da un male culturale più profondo e radicato. Anni di nichilismo e trash sopra tutto hanno eroso orizzonti di speranze, tramutato in pozzanghere effluvi di buona volontà, di voglia di vivere e di fare. Il futuro per tutti noi, ma soprattutto per i giovani, si è tramutato in un non-luogo di terrore.

Di questo male non dirò nulla. Ho la bocca secca oramai. Bisogna diventare vuoti come l’abisso per poterlo abbracciare conferendogli un che di umano. O andare oltre l’umano. Che altrimenti non rimane che evocare antichi simboli: la forca o un muro sbrecciato da fori di proiettile.

Liberarsi da una certa idea di politica. Ripartire dall’etimo della parola: tà politikà, le cose della polis-città, che competono ad essa e dunque al bene comune. Perché questo era, è e sarà sempre Politica: occuparsi del bene comune. Su questo punto non può esservi alcuna partigianeria: non occuparsi del bene comune, ovvero perseguire i propri affari privati, loschi o meno che siano, non è politica. È una faccenda che riguarda tò idìon, il privato. Sfera che compete a chi si fa idiota.

Ci si può (e, entro certi limiti, ci si deve) dividere, invece, sui mezzi, sulle strade da battere per perseguire il bene comune.

Riuscire ad intravedere questi mezzi e queste strade è fondamentale. Tanto quanto il provare concretamente a percorrerli.

Il brano citato all’inizio è tratto dal Programma della lista Bracciano Bene Comune che si presenta alle prossime elezioni comunali. Il testo merita una lettura approfondita. Dedicargli del tempo significa dedicarsi del tempo. Per provare, quanto meno, ad uscire dal presente stato di afasia.

Il programma è scaricabile dal link:

http://www.braccianobenecomune.it/wp-content/uploads/2012/03/BBC_PROGRAMMA_G1-2-3-4-Rev10_29mar12.pdf

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).