Pubblicato in: politica mente

Criteri per esprimere il proprio voto


Andare a votare non è cosa di poco conto. Nelle moderne democrazie significa esercitare il proprio inalienabile (e spesso unico) diritto politico. In questo gesto si concentra e si esprime il nostro essere cittadini.
Spesso ci capita di confondere politica e propaganda elettorale. Sono faccende ben diverse. Nelle righe che seguono vorrei sottoporre alla vostra riflessione alcuni criteri-guida per poter scegliere in maniera non superficiale a chi dare il voto.
Rifletteteci. Tutto qui. Come ebbe a dire Immanuel Kant: «Sapere aude! Abbiate il coraggio di usare la vostra propria intelligenza!»


Durante le elezioni, soprattutto in presenza di una politica sempre più corrotta e di un paese che diventa ogni giorno più povero ed ingiusto, le persone si interrogano intorno a quali criteri si debbano utilizzare per scegliere un candidato, o se non sia addirittura meglio votare scheda bianca o annullare il proprio voto.
In primo luogo, va ricordato che le elezioni rappresentano l’evento più importante in un regime democratico. Votando il popolo ha l’opportunità di scegliere chi governerà il paese ai vari livelli: nazionale, regionale, comunale.
Se, dopo aver passato in rassegna i vari candidati e i loro programmi, non si trovi alcuno che meriti il proprio voto, non bisogna farsi scrupolo di votare scheda bianca o di annullare la scheda elettorale. È un nostro preciso diritto. Giacché, alla fine, le schede bianche o i voti nulli rappresentano una forma di protesta con la quale i cittadini stanno dichiarando che non hanno fiducia in nessuno dei candidati presenti nelle liste. A nessuno di loro affiderebbero la guida del paese. Ad ogni modo, se non si è convinti, meglio annullare la scheda piuttosto che votare lasciandosi influenzare dal pensiero altrui.
Per scegliere un candidato si presti attenzione alle seguenti criteri:
1) Occorre informarsi sul passato del proprio candidato. Se durante un precedente mandato ha agito in maniera competente, si è dimostrato giusto, ci sono maggiori possibilità che egli in un prossimo mandato torni a comportarsi come ha già dimostrato di saper fare. Allo stesso modo, il fatto che in passato si sia dimostrato disonesto (o addirittura criminale) depone a sfavore di una sua ricandidatura. È importante ricordarsi che, se è vero che tutti gli esseri umani errano, la politica non è esattamente il posto giusto per concedere seconde o terze chance.
2) Bisogna fare attenzione alle promesse dei candidati. Giacché i candidati che vogliono ben governare non promettono quello che in concreto non saranno in grado di realizzare.
3) È bene cercare di capire chi sta finanziando la campagna elettorale (o altrimenti i gruppi di “potere” che sostengono il candidato). Chi appoggia il candidato può avere interessi sottobanco (più o meno leciti) ed esiste quasi sempre un accordo preliminare tra le parti. Pertanto, ci si orienti su candidati in grado di tutelare i tuoi interessi, ma nella misura in cui tali interessi coincidano il più possibile con quelli dell’intera comunità.
4) La politica deve essere giudicata in termini razionali e pragmatici (e non ideologici). Se si sceglie un candidato lo si vincola, di fatto, a realizzare quanto promesso nel suo programma elettorale. Quindi, ci si informi su tale programma e lo si valuti obiettivamente. Se il programma risulta raffazzonato, incoerente, pieno di promesse vane, o addirittura inesistente, o pieno di semplici “slogan”, è chiaro che il candidato non è affidabile.
5) Non si voti per qualcuno che agisca in maniera anti-etica, offrendo benefici particolari in cambio del voto. Per esempio, esistono città in cui i sindaci in carica rifanno l’asfalto alle vie urbane solo (o principalmente) durante la campagna elettorale e che, in questa maniera, sottopongono la cittadinanza ad una specie di ricatto morale: il voto in cambio di una strada senza buche. Un candidato che agisca in questa maniera dimostra mancanza di rispetto nei confronti dell’elettore.
6) Non si voti per un candidato che non è in grado di spiegare in modo chiaro e distinto le proposte inserite nel suo programma elettorale. Se non sa spiegarle o, addirittura, dimostra di non avere la minima conoscenza delle questioni sul tappeto, o ancora rifiuta un confronto diretto con la cittadinanza (o i mass media), non può essere un buon candidato.
7) In ogni caso è bene analizzare cosa ciascuno si aspetta concretamente dal governo del paese: un governo che si limiti a far rispettare le regole della vita civile riscuotendo poche tasse oppure un governo in grado di garantire cibo e diritti sociali per tutti, ma a prezzo di una elevata tassazione? In ultimo, dopo aver preso in considerazione quanto detto sopra, si voti per un candidato che rappresenti le proprie idee politiche in maniera libera e cosciente.

Betania Rodrigues

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).