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Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione


Signor Ministro dell’Istruzione,

come tutti i pomeriggi da quando è iniziato l’anno scolastico sto lavorando per i miei studenti. Pubblico articoli e lezioni on line, preparo i miei interventi per la giornata successiva, contatto qualche studente assente per sapere come sta. La mia giornata lavorativa, senza infingimenti, dura anche 8 o 10 ore al giorno. Perché, Lei lo sa bene, per preparare dignitosamente quattro o cinque ore di lezione si deve passarne altrettante studiando, costruendo supporti didattici (la mia scuola, nonostante le buone intenzioni dei vari ministri che L’hanno preceduta continua ad esserne in gran parte sprovvista), elaborando strategie e approcci ad hoc. In classe si può anche improvvisare, certo, ma per ben improvvisare devi essere preparato, come didatta, ma soprattutto come uomo. Lo faccio da più di un decennio perché credo che ne valga la pena. Perché ho fiducia in queste straordinarie giovani persone che la comunità mi ha affidato affinché le aiuti a sviluppare la loro innata capacità di pensare autonomamente e criticamente, affinché possano crescere consapevoli e libere, possano coltivare un minimo di fiducia in se stesse ed aspirare a quella felicità che deriva dall’autorealizzazione, come esseri umani, cittadini, e domani, come lavoratori-professionisti, in grado di essere utili a se stessi e alla comunità. Perché questo lavoro è bello e buono in sé, perché è dignitoso e rende la vita (la mia quanto meno) degna di essere vissuta. Non spenderò del tempo a commentare le Sue ultime dichiarazioni, così come le hanno riportate giornali e TV. Chi conosce la situazione della scuola italiana sa che sono assolutamente fuori luogo. Di più, umilianti. Non so se si tradurranno in legge di quello Stato di cui mi fregio d’esser un umile servitore. Vedremo. Ma già tanto è stato detto sulla rete che aggiungere un’ennesima voce a questo coro sarebbe superfluo. E mi farebbe rubare tempo da dedicare al mio lavoro. Tempo che io considero sacro.

Volevo soltanto esprimerLe la grande compassione che provo per chi si trova oggi a fare il suo “mestiere”. Compassione per chi è costretto a prendere decisioni così difficili comunicandole con parole e discorsi tanto inadeguati, inautentici, dolorosamente stridenti con la realtà. Non tutti sono così malvagi, infelici ed inconsapevoli come Lei immagina. Non tutti hanno bisogno di essere presi in giro con parole tanto ingannevoli.

Solo, La prego, non si unisca al coro dei tanti sofferenti che con atti, parole e omissioni stanno irresponsabilmente uccidendo la speranza cui hanno diritto i nostri figli e i figli dei nostri figli. La speranza non si misura in punti di spread. Della speranza non si può far mercato. Possano le future generazioni di italiane ed italiani guardare al proprio passato e ad uomini come Lei, se non proprio con ammirazione, quanto meno con rispetto. Non assegni loro il difficile compito di dover elaborare e trasformare il surplus di paura e rabbia – che deriva loro dal vivere in una comunità dove dignità e giustizia sono mere parole nell’aria – in compassione. Un certo grado di compassione, in fin dei conti, va anche meritato…

Prof. Francesco Dipalo

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).