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RESPONSABILIZZIAMOCI


Ricevo e pubblico con vivo piacere questo scritto di Francesca Nozzolillo studentessa del Liceo “Ignazio Vian” di Bracciano. Mi sembra che renda assai bene lo stato d’animo di molti studenti di fronte alla situazione in cui versa oggi la nostra scuola e testimoni in positivo la voglia di fare, il coraggio dell’impegno e l’onestà intellettuale che contraddistingue molti giovani cittadini. Occorre difendere un’istituzione che appartiene alla comunità nella sua interezza e di fatto rappresenta per tutti i cittadini un (a volte l’unico o l’ultimo) presidio sul territorio di cultura civile, di legalità, di confronto razionale e pacato, di formazione al lavoro, di speranza nel futuro. Lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli, ai figli dei nostri figli.

Senza una scuola pubblica e ben funzionante l’ennesimo articolo della Costituzione rischia di diventare carta straccia.

Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Quando ho pensato di scrivere questo articolo, o intervento, o fascio di pensieri, come volete chiamarlo, per cercare di rendervi partecipi di una consapevolezza che ho raggiunto poche ore fa, avevo intenzione di lamentarmi di tante cose, di riflettere attorno alle difficoltà del nostro presente, che non sono altro che indistinti sussurri di quello che accadrà da qui a poco tempo, di innalzare stereotipi catastrofici attorno a una situazione sicuramente difficile, di cui purtroppo mi rendo conto molti, anzi no, quasi tutti noi, non riusciamo a cogliere appieno. Non vorrei farlo… ma la tentazione è forte…

I tagli alla scuola e ai fondi scolastici porteranno a un progressivo abbassamento della nostra possibilità di apprendimento, a un futuro impiego verso ciò che volete: insegnamento, commercio, banca, negozi, servizi di tutti i tipi, a un’esasperazione che spero possa sempre più accrescere il desiderio di adoperarsi in maniera intelligente per cercare di creare una possibilità reale di riscatto, verso noi, i nostri figli, i nostri corrispondenti universitari che si vedono chiudere in faccia porte mai spalancate, i nostri genitori, che attualmente rischiano di rimanere senza lavoro, o i nostri nonni, che sono senza pensione.

Potrei parlare della disillusione, dei suicidi oscurati dalla televisione, della disperazione che assale la gente del nostro paese, dei politici corrotti infagottati dal trucco e dalla cipria, con il livello intellettivo di un uovo sodo e la tendenza a parlare di tutto, tranne di ciò che è veramente importante. Di promesse non mantenute, della sfiducia nella giustizia, del sistema sanitario che va a puttane, del crescente malcontento dei cittadini che stanno iniziando forse da poco a prendere consapevolezza di ciò che andrebbe fatto, e inizia un processo di lotta, di combattimento, di protesta. Di gente che decide di annullare il proprio voto, o non presentarsi proprio, troppo disillusa dalla realtà della politica contemporanea italiana.

Potrei elencare e discorrere dei problemi delle scuole italiane, o della nostra scuola, il liceo Vian, della discarica di Roma che forse verrà ampliata verso Fiumicino, aggravando la situazione di inquinamento già attualmente contestabile; dell’ospedale di bracciano che dopo innumerevoli proteste siamo per fortuna riusciti a tenere aperto, ma che purtroppo essendo limitato a pronto soccorso davanti a vere emergenze può poco; della poca attenzione che tutti noi diamo all’ambiente, alla natura, che si sta lentamente sgretolando sotto i nostri piedi, e poi in maniera selvaggia si manifesta quando meno ce lo aspettiamo, come il recente uragano che ha devastato gli Stati Uniti, al quale come sempre attribuiamo un nome femminile, Sandy, come si trattasse di una dea vendicatrice.

… di ragazze di 16 anni che vengono trovate morte a pochi chilometri da casa nostra… sulle rive del nostro lago… un fiore in sboccio, perso per sempre… e forse la conoscevamo, forse conoscevamo la famiglia… com’è successo? Perché è successo? Perché a scuola non se ne è parlato? Perché non c’è interesse da parte degli studenti o degli insegnanti di creare un dialogo, un dibattito, a proposito di fatti che ci toccano così da vicino…?

Potrei non fermarmi più… ci sono tante di quelle cose…

… È facile, non trovate…? È facile elencare uno dopo l’altro i problemi, innalzare l’esasperazione, creare stendardi di malcontento da sbandierare come vessilli di protesta, che non sono altro che una presa di coscienza tremendamente superflua… tutti sono capaci a lamentarsi.. ma cosa viene fatto realmente da parte nostra, nel nostro piccolo, per cambiare le cose? Ve lo dico io… quasi niente.

Noi non lo sappiamo. Noi, ragazzi del liceo Vian, tutti compresi in un età che va più o meno dai 15 ai 19 anni, non lo possiamo sapere. Non lo viviamo. Parliamoci chiaro, siamo stati tutti probabilmente abituati a confrontarsi con una realtà che rasenta il favolistico: Mamma e papà che ci aiutano, che portano i soldi a cada, due pasti caldi al giorno. Nessuna vera responsabilità. Nessun obbligo reale. Nessuna preoccupazione.

Tranne la scuola.

E grazie a Dio esiste la scuola! Sapete cos’è la scuola, in realtà? È apprendimento, crescita individuale, sviluppo di un pensiero personale; le materie che ci sembrano inutili, e forse a livello teorico lo sono anche, invece nella pratica possono davvero aiutarci a cambiare le cose che non vanno.

Bhè… va detto che anche la scuola, come tutto il resto, viene data tremendamente per scontato. Ma non lo è, non lo è per niente. La scuola. La scuola non è un edificio creato per torturare le persone, non è un luogo nato per catalogare gli studenti in voti standard che corrispondono alla persona come tale. Se prendere 4 al compito di latino… non valete 4 come persone! Mettetevelo bene in testa! È solo un voto, una goccia di fango. L’importante non è quanto prenderete alla prossima interrogazione, l’importante è confrontarsi con le persone, con gli insegnanti, che rappresentano sia delle guide che delle proiezioni di futuri capi di lavoro, rapportarsi con gli altri studenti. La scuola insegna a vivere in comunità, insegna ad apprezzare meglio la vita, le cose. Ricordo la mia professoressa di latino e greco, che una volta ci chiese perché avessimo scelto il liceo classico. Ci furono tante risposte diverse: Perché mi darà molti spunti lavorativi; perché sapevo che la matematica dello scientifico non l’avrei sopportata; perché mi hanno convinto i miei genitori; perché mi piacciono le materie letterarie; perché da grande, voglio diventare giornalista; perché non sapevo cosa volevo fare da grande; ecc., ecc., ecc. lei invece ci disse una cosa: sapete perché è bello che voi abbiate scelto il classico? A parte tutte queste motivazioni? Perché un giorno, voi camminerete per strada, passerete davanti a una chiesta, o ad un muro antico, sul quale vi saranno incise parole di centinaia di anni fa… in latino… voi lo guarderete, e magari saprete cosa significa… e in quel momento, la vostra vita avrà un senso di pienezza in più, quel momento lo avrete vissuto in maniera più intensa.

È tutto qui… è molto semplice… nel nostro piccolo, quello che possiamo fare veramente per cambiare le cose, è viverci la vita al massimo, godendoci ovviamente le piccole soddisfazioni giornaliere, formate da tante cose diverse, ma allo stesso tempo riuscendo a comprendere che la vita non si ferma a quello, che non saremo sempre legati al nido della nostra casa, come pulcini ancora troppo piccoli per spiccare il volo. Per crescere ragazzi, il guscio va rotto. E fa male, rompere il guscio. Quando poi raggiungeremo la consapevolezza di essere in grado di volare da soli… allora sapremo cosa significa veramente vivere. Quando nulla sarà scontato. Quando le cose dovremmo sudarcele. Quando le difficoltà ci porteranno alla vera frustrazione, e magari alla disperazione. Le ali si temprano affrontando la vita… non subendola. Volando.

Per quanto riguarda l’elenco con il quale ho iniziato questo articolo… non possiamo farci assolutamente niente, se non esserne consapevoli, che già è tanto. Ma quando mancherà un professore, e la vostra classe sarà scoperta perché non ci sono soldi per chiamare un supplente precario, o anche un insegnate di un’altra classe, non fate come ciechi in mezzo al fuoco, non cedete all’ottusità, allo stereotipo del dolce far niente… all’ora di casino dove si fa quello che si vuole. È tremendamente elementare. Godetevi la tranquillità, va bene, ma sappiate che dietro quelle ore che abbiamo perso, se ne va anche parte del diritto che abbiamo alla crescita individuale, e che un precario, che è senza lavoro, che è disilluso e disperato, poiché non riesce a vivere così, avrebbe potuto coprirla quell’ora… avrebbe potuto avere magari un ruolo importante, nel nostro percorso. Meglio saperlo.

Conoscenza è potere. Il potere di decidere della nostra vita, quando sarà il momento di spiccare il volo. E se non iniziamo alla nostra età, a conoscere… quando? Prendiamo coscienza. Da ciò, tutto sarà più facile. Anche provare a risolvere, nel nostro piccolo, problemi più grandi di noi. Perché saremo forti. Perché sapremo affrontare la vita.

Ognuno scelga il modo che preferisce. Io scelgo questo : Un articolo. Altri preferiscono il dibattito politico. Altri un’assemblea studentesca. L’importante è trovare un modo per esprimersi. Fatelo tutti. Responsabilizziamoci.

Francesca Nozzolillo (IIIX)

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).

Un pensiero riguardo “RESPONSABILIZZIAMOCI

  1. Mi viene subito in mente il grande Sandro Pertini: I giovani non hanno bisogno di sermoni ma di fatti… Spero che il pezzo dell’articolo ” (…) dei politici corrotti infagottati dal trucco e dalla cipria, con il livello intellettivo di un uovo sodo e la tendenza a parlare di tutto, tranne di ciò che è veramente importante” sia letto e compreso.

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