Pubblicato in: pratica filosofica

Andare oltre il nichilismo accademico


 

Con altri rottami ideali – la politica d’un tempo, fitta di discorsi a tutto tondo, la bella parola del retore, l’arte intesa come creazione di simboli immortali, la scienza come ricerca dell’essenza del reale – giace illanguidita, vecchia baldracca da salotto, la filosofia accademica. Priva di linfa vitale, s’accartoccia, come foglia d’autunno. Ebbra di formule autoreferenziali, rigurgita burocrazia. È difficile fare vere esperienze di pensiero in libertà tra persone che confondono consapevolezza e giochi di parole, che hanno imparato a maneggiare libri, ma non sanno trattare se stesse negli altri. Fanno corsi sul nichilismo, scrivono saggi sul nichilismo, indicono convegni sul nichilismo. Ma non sono consapevoli di incarnarlo. Urlando cercano il silenzio. A chi volesse davvero studiare filosofia – per studiare intendo “praticare”, “sforzarsi di fare”, “sperimentare” – consiglio di imparare preliminarmente la nobile arte del camminare in silenzio. Vicino ad un bosco, poi, sarebbe meglio. Ci si perde più facilmente. Perché, come afferma Thoreau, «solo quando ci siamo perduti, in altre parole, solo quando abbiamo perduto il mondo, cominciamo a trovare noi stessi, e a capire dove siamo, e l’infinita ampiezza delle nostre relazioni». È un modo efficace per rompere l’incantesimo di un certo sterile mentalismo. Per tornare a vivere pensando, occorre smettere di pensare astrattamente la vita. Il vero potere non sta nelle nozioni, ma nella capacità di sperimentare quel che si pensa. Nel diventare quel che si pensa.

 

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).