Pubblicato in: storia

Che cos’è l’economia? Concetti chiave in pillole


Il termine economia indica:

a) il modo in cui a partire dalla terra e dalle materie prime (materie di base necessarie alla lavorazione industriale, sostanze grezze che poi vengono lavorate), una società produce:
1. alimenti
2. beni:
a) grezzi (con poco valore aggiunto, cioè poco lavorati dall’uomo),
b) finiti (con molto valore aggiunto cioè molto lavorati dall’uomo),
c) di largo consumo (destinati a soddisfare i bisogni primari),
d) di lusso (destinati ad una cerchia ristretta di persone ricche)
3. servizi: attività collegate al commercio:
a) al trasporto delle merci,
b) alla comunicazione tra persone, merci e conoscenze.

La produzione si può suddividere in tre settori:
1. Primario: agricoltura, allevamento e pesca
2. Secondario: artigianato e industria
3. Terziario: servizi.

b) il modo in cui tra i vari membri di una società viene suddiviso il lavoro (attività umana che impegna le energie dell’uomo sia fisiche che mentali, per la produzione di beni e servizi) necessario alla produzione. Essa infatti richiede una certa quantità di lavoro. Ora, non tutti i lavori sono ugualmente faticosi e neppure tutti gli uomini lavorano in ugual misura.

c) il modo in cui, tra i vari membri di una società, vengono suddivisi i servizi e distribuiti o accumulati i beni e/o il loro equivalente in danaro.

In sintesi:

L’ECONOMIA è quell’aspetto dell’attività umana da cui dipendono:
b) la produzione di beni e servizi
c) la divisione del lavoro
d) la distribuzione del benessere e della ricchezza

(testo adattato da G. Mezzetti, Geografia 2, La Nuova Italia, Firenze, 1993)

La produzione di beni è un processo che richiede molti elementi:
1. un capitale da investire cioè una somma di denaro da utilizzare per mettere in moto la catene produttive. Chi decide di spendere questo denaro vuole alla fine ottenere un aumento del suo valore iniziale: vuole cioè realizzare un profitto.
Con questo denaro acquisterà:
2. le materie prime
3. i mezzi di produzione, cioè gli strumenti necessari per produrre cioè per trasformare le materie prime in prodotto finito. Si va dal piccolo attrezzo alla grande macchina
e pagherà:
– la forza – lavoro cioè le persone che “vendono” il proprio lavoro in cambio di un salario. Le spese sostenute per il ciclo della produzione rappresentano il costo di produzione.
Ciò che invece si ricava dalla vendita della merce prodotta è il suo prezzo cioè il suo valore di scambio. Il profitto si otterrà dunque dalla differenza tra prezzo di vendita e costo di produzione.
La presenza dei beni prodotti (offerta) si incontra poi con la richiesta di beni (domanda) e dal rapporto tra questi due elementi nasce il mercato.
E’ proprio il mercato a determinare il prezzo delle merci: quanto più alta è l’offerta, cioè la disponibilità di beni, tanto più il prezzo si abbassa e viceversa.
E’ possibile vendere e acquistare merci sia all’interno che all’esterno di uno stato.
Quando uno stato fa uscire dal proprio territorio una merce per venderla all’estero si parla di esportazione; quando invece fa entrare una merce acquistandola dall’estero si parla di importazione
Se la produzione di beni è superiore al fabbisogno (consumo immediato + scorte) si parla di surplus.

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).