Pubblicato in: pratica filosofica

Seminario – Nichilismo: abitare il mondo dopo la morte di Dio


Associazione Culturale Suaviter Costruiamo Futuro

con il patrocinio del Comune di Bracciano

CICLO DI SEMINARI

Quali indicazioni ci dà la filosofia contemporanea per far fronte all’attuale crisi di valori?

Primo incontro

Nichilismo: abitare il mondo dopo la morte di Dio

Sabato 7 febbraio 2015 ore 17.30

Sala Conferenze Archivio Storico,

Piazza Mazzini, 5 (Piazza del castello) – Bracciano

Conduce Francesco Dipalo consulente filosofico

e docente di filosofia presso il Liceo “I. Vian” di Bracciano

Gli incontri (di 1h e 30 circa) sono aperti a tutta la cittadinanza. Non occorre alcuna preparazione di base per parteciparvi.

“L’esito dell’aggirarsi del più inquietante fra tutti gli ospiti è lo spaesamento. Per questo non serve a niente metterlo alla porta, perché ovunque, già da tempo e in modo invisibile, esso si aggira per la casa. Ciò che occorre è accorgersi di quest’ospite e guardarlo bene in faccia”. (Heidegger)

Il nichilismo di cui parla Nietzsche è un fenomeno complesso ed ambivalente. Se, come sintomo di crisi e declino dell’Occidente, esso rappresenta la negazione, la svalutazione dei valori metafisici su cui per secoli si era sorretto l’impianto teo-politico europeo, d’altra parte, la sua comprensione e piena accettazione, una volta attraversate le forche caudine dello smarrimento iniziale, potrebbe produrre una visione del mondo ed una umanità nuove, più forti, più vitali, più radicalmente “terrestri”. Protagonista della fase declinante, è l’ “ultimo uomo”, “l’essere più di tutti spregevole”, banale, senza qualità. Egli, per così dire, s’attarda presso la salma di quel Dio che pure ha ammazzato dentro e fuori di sé, cercando consolazione nella narcosi degli ultimi effluvi d’incenso. Qualcun altro s’illude che Dio sia ancora vivo, che abbia soltanto mutato pelle: lo surroga nella Scienza, nella Tecnica, nella Storia, nel Sol dell’avvenire, estreme propaggini della plurisecolare farsa metafisica giudaico-platonica. Altri ancora disperano, si ripiegano su se stessi, si lasciano vincere dalla vertigine del Nulla.

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).