Pubblicato in: filosofia

Il Tractatus di Wittgenstein in pillole


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1. Il mondo è tutto ciò che accade.
1.1 Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose.
1.21 Una cosa può accadere o non accadere e tutto l’altro restare uguale.

2. Ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose.
2.01 Lo stato di cose è un nesso di oggetti (enti, cose).
2.011 È essenziale alla cosa poter essere la parte costitutiva di uno stato di cose.
2.02 L’oggetto è semplice.
2.1 Noi ci facciamo immagini dei fatti.
2.18 Ciò che ogni immagine, di qualunque forma essa sia, deve avere in comune con la realtà per poterla raffigurare –correttamente o falsamente—è la forma logica, cioè la forma della realtà.

3. L’immagine logica dei fatti è il pensiero.
3.001 “Uno stato di cose è pensabile” vuol dire: noi ce ne possiamo fare un’immagine.
3.01 La totalità dei pensieri veri è un’immagine del mondo.
3.142 Solo i fatti possono esprimere un senso; non una classe di nomi.

4. Il pensiero è la proposizione munita di senso.
4.01 La proposizione è un’immagine della realtà. La proposizione è un modello della realtà quale noi la pensiamo.
4.021 La proposizione è un’immagine della realtà: infatti io conosco la situazione da essa rappresentata se comprendo la proposizione. E la proposizione la comprendo senza che me ne sia spiegato il senso.
4.024 Comprendere una proposizione vuol dire saper che accada se essa è vera. (La si può dunque comprendere senza saper se è vera). La si comprende se se ne comprendono le parti costitutive.
4.0311 Un nome sta per una cosa, un altro per un’altra cosa e sono connessi tra loro: così il tutto presenta –come un quadro plastico– lo stato di cose.
4.11 La totalità delle proposizioni vere è la scienza naturale tutta (o la totalità delle scienze naturali).
4.111 La filosofia non è una delle scienze naturali.
4.112 Scopo della filosofia è la chiarificazione logica dei pensieri. La filosofia non è una dottrina, ma un’attività.

5. La proposizione è una funzione di verità delle proposizioni elementari (la proposizione elementare è una funzione di verità di se stessa).
5.525 È scorretto rendere in parole, mediante «Fx è possibile» la proposizione «xFx» –come fa Russell–. Certezza, possibilità o impossibilità d’una situazione sono espresse non da una proposizione, ma dall’essere un’espressione una tautologia, una proposizione munita di senso o una contraddizione.

6. La forma generale della funzione di verità è [p, x, N(x)]. Questa è la forma generale della proposizione.
6.001 Questo non dice altro se non che ogni proposizione è un risultato dell’applicazione successiva dell’operazione N() alle proposizioni elementari.
6.121 Le proposizioni della logica dimostrano le proprietà logiche delle proposizioni connettendole in proposizioni che dicon nulla.
6.122 Ne risulta che possiamo far anche senza le proposizioni logiche, poiché, in una notazione rispondente, possiamo riconoscere le proprietà formali delle proposizioni per mera ispezione delle proposizioni stesse.
6.44 Non come il mondo è, è il mistico, ma che esso è.
6.53 Il metodo corretto della filosofia sarebbe propriamente questo: Nulla dire se non ciò che può dirsi; dunque, proposizioni della scienza naturale –dunque, qualcosa che con la filosofia nulla ha da fare, e poi, ogni volta che altri voglia dir qualcosa di metafisico, mostrargli che, a certi segni nelle sue proposizioni, egli non ha dato significato alcuno. Questo metodo sarebbe insoddisfacente per l’altro –egli non avrebbe il senso che gli insegniamo filosofia, eppure esso sarebbe l’unico rigorosamente corretto.
6.54 Le mie proposizioni illustrano così: colui che mi comprende, infine le riconosce insensate, se è salito per esse – su esse – oltre esse. (Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v’è salito).

7. Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).