Pubblicato in: filosofia, politica mente, scuola

Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso


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Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso di Francesco Dipalo (Autore e Curatore), Giorgio Gagliano (Autore), Elio Rindone (Autore), Diogene Multimedia, Bologna 2016
 
 
dalla prefazione di Augusto Cavadi
La democrazia non è un principio “intoccabile” come lo sono invece i “sacri” princìpi dell’Ottantanove (la libertà, l’uguaglianza, la fraternità inalberati dai protagonisti, non sempre privi di contraddizioni, della Rivoluzione francese del 1789) e i tanti altri correlati (la giustizia, la solidarietà, il rispetto verso ogni differenza…). Ma, pur non essendo un valore in sé stesso, la democrazia è un metodo a cui si può rinunziare – in tutto o in parte – solo quando si è certi che la sua abolizione (o soltanto la sua attenuazione) non pregiudichi i princìpi cui è intrinsecamente finalizzato. Il che, concretamente, significa – come è stato da più parti e a più riprese asserito – che si può sostituire la democrazia solo se si ha a portata di mano un’alternativa almeno altrettanto conducente rispetto ai fini etici, politici, amministrativi che una comunità si prefigge.
È solo considerando questa caratteristica della democrazia – a un tempo contingente e necessaria, relativa e assoluta, opzionale (in sé) e difficilmente sostituibile (in pratica) – che si può spiegare l’enigma di milioni (ormai direi miliardi) di esseri umani sacrificatisi nella lotta per ottenerla (spesso anche per raggiungerne una misera caricatura) o – in misura decisamente ridotta – per difenderla una volta ottenuta. Anche le cronache politiche italiane di questi anni non registrerebbero dibattiti così vivaci – talora aspri – sulla Costituzione italiana e sulle mosse per modificarla se non si cogliesse il nesso fra garanzie costituzionali ed esercizio della sovranità democratica.
Ma dov’è nata l’idea – se non proprio la pratica – della democrazia? E in quale epoca? E quali interpretazioni critiche, obiezioni teoriche, apologie argomentate, proposte di correzioni e/o di integrazione ha suscitato nei venticinque secoli della sua storia? Quali gli interrogativi che oggi essa suscita, quali le sfide che è chiamata a fronteggiare se non vuole arretrare o anche solo restare nei suoi limiti attuali rifiutandosi di maturare – che sarebbe un altro modo di arretrare? A queste e analoghe domande risponde il volume che avete in mano. Un testo che, se vogliamo un po’ scherzare con le cose serie, è stato scritto in maniera democratica per parlare di democrazia. Detto altrimenti: riproduce nella genesi, nella struttura e nella finalità l’oggetto – il modello democratico e le sue disavventure, appunto – di cui si occupa. Infatti nasce dalla scommessa di coniugare la pluralità (degli autori, delle rispettive età anagrafiche, formazioni culturali e prospettive di analisi) con l’unicità (dello scopo): ricostruire un’immagine calibrata, problematica, sobriamente appassionata della democrazia come idea – o, se si preferisce, come utopia. E questo stile ‘democratico’ nella costruzione del testo si riverbera nel linguaggio adottato: lontano da tecnicismi per iniziati quanto da intenti retorico-declamatori, come si addice a un discorso indirizzato a un pubblico istruito, ma non specializzato in filosofia politica, che voglia entrare in una tematica cruciale seguendo una traccia documentata e argomentata, pur se sintetica e chiara.
Con queste caratteristiche, insomma, il libro di Elio Rindone, Francesco Dipalo e Giorgio Gagliano finisce con l’occupare un posto vuoto – o per lo meno poco affollato – nella biblioteca del cittadino desideroso di sostanziare con concetti ben temprati il proprio impegno, più o meno intenso a seconda delle circostanze storiche e delle fasi dell’esistenza di ognuno, per una convivenza sociale dignitosa.
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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).