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IL PROBLEMA DELL’INFINITO


 

  • L’infinito problema matematico, teologico, cosmologico, astronomico, fisico, gnoseologico, etico

COLLOCAZIONE STORICO-FILOSOFICA: IL CONCETTO DI INFINITO E L’AFFERMARSI DELL’ELIOCENTRISMO

  • Copernico (1473-1543 – De rivolutionibus orbium coelestium) rimane ancorato ad un universo finito, ma rappresenta secondo Bruno (1543-1600) “l’aurora che doveva precedere l’uscita di questo sole de l’antiqua vera filosofia”

 

L’INFINITO NELLA FILOSOFIA ANTICA E MEDIEVALE

  • I presocratici e Platone: l’infinito come incompiutezza e indeterminazione
  • L’Essere parmenideo la “ben rotonda sfera”, compiuta, determinata
  • Il Filebo di Platone: “in un certo modo l’infinito è molteplice” dunque “indeterminato”. È sempre suscettibile di un “più” e di un “meno”. Sfugge alla conoscenza che è determinazione, idea chiara e tonda.
  • Aristotele: l’infinito non è un ente reale ma solo un processo potenzialmente inesauribile (come in matematica)
  • Aristotele: la materia potenziale è ciò che più si avvicina al concetto di in finito (è quasi un “non-essere”)
  • Il neoplatonismo e il cristianesimo rivalutano il concetto di infinito
  • Plotino: distingue dall’infinito matematico (inesauribilità del numero) l’infinito metafisico, “illimitatezza della potenza” dell’Uno, assenza di limitazione del principio produttivo del reale
  • Tommaso: distingue l’infinità negatività della materia (vedi Aristotele) dall’infinità potenzialità del creatore, ens perfectissimus
  • La mistica: l’assoluta trascendenza dell’infinità divina rispetto al mondo finito
  • Dionigi l’Areopagita: distingue una “teologia positiva” da una “teologia negativa” o “apofatica”: Dio è ineffabile, al di là di ogni definizione, al di là dei ristretti limiti dell’intelletto
  • La tarda scolastica e l’Umanesimo: dall’infinito teologico all’infinito cosmologico
  • Ockham: per primo ammette il paradosso di un infinito cosmologico (la parte è uguale al tutto, essendo come esso infinita)

 

CUSANO (1401-1464) E LA FILOSOFIA DELL’INFINITO

  • La teologia dell’infinito: Dio come infinito attuale (in atto) e negativo, massimo assoluto (Anselmo)
  • Teologia negativa: “Dio non è né Padre, né Figlio, né Spirito Santo”, bensì è “Deus absconditus”, paradosso
  • Ciò che nel mondo finito è contraddittorio non lo è in Dio: la “coincidentia oppositorum”. Al di là della ragione e dell’intelletto per i quali vale il principio di contraddizione (infinito gnoseologico). Esempi matematico-geometrici: retta e circonferenza

 

L’INFINITÀ DELLA CONOSCENZA E LA COSMOLOGIA DELL’INFINITO IN CUSANO

  • Il carattere congetturale della conoscenza razionale: distinzione tra ratio discorsiva ed intellectus intuitivo in grado di elevarsi al di sopra del principio di contraddizione. Il punto d’arrivo è sempre negativo: intelligere incomprehensibiliter
  • La docta ignorantia: sapere di non sapere, riconoscere i limiti. Metafora del poligono inscritto della circonferenza
  • L’umanesimo di Cusano: l’infinita creatività della mente finita dell’uomo. “Le congetture vengono dalla nostra mente, come il mondo reale viene dalla ragione divina infinita. In quanto la mente umana, alta similitudine di Dio, partecipa come può alla fecondità della natura creatrice, essa trae da se medesima, immagine della forma onnipotente, gli enti razionali a somiglianza degli enti reali. La mente umana è dunque forma del mondo congetturale, come la mente divina è forma del mondo reale.”
  • Cassirer (su Cusano): “ora l’infinità non è più il limite ma l’affermazione della ragione. Il carattere dell’infinità è passato dall’oggetto della conoscenza alla funzione della conoscenza.”
  • Il cosmo è il dispiegamento di Dio nella molteplicità e nel tempo, laddove Dio è la complicazione della molteplicità nell’assoluta unità: Dio è in tutte le cose, tutte le cose sono in Dio
  • Un Dio infinito non può che esplicarsi in un universo infinito
  • La distinzione tra l’infinità senza limite di Dio e quella privativa del creato
  • Koyre: Cusano come precursore del Copernicanesimo in quanto afferma “la mancanza di precisione e di stabilità del mondo creato” e di conseguenza “l’assoluta impossibilità di costruire una rappresentazione oggettivamente valida dell’universo.”
  • Le tesi cosmologiche di Cusano e la crisi dell’immagine tradizionale dell’universo: negazione di un centro immobile e di una circonferenza assoluta dell’universo, della perfetta immobilità della terra e della sua posizione centrale nel mondo, dell’esistenza di poli celesti fissi e dell’immobilità dei cieli, della distinzione tra sfera sub-lunare ed iper-lunare, della vita solo sulla terra
  • La precisione matematica dell’universo tolemaico è pura astrazione

 

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).