Pubblicato in: storia

Socialismo (voce in Politica, vocabolario Ornaghi)


SOCIALISMO:
dal lat. societas (“società”) e dal derivato socialitas. Nel secolo XVIII “socialista” è il fautore delle dottrine contrattualistiche e di derivazione giusnaturalistica, che pongono all’origine della società l’istinto sociale, la benevolenza, il potenziale progresso (Jean-Jacques Rousseau, Cesare Beccaria, Pietro Verri), in contrasto con le interpretazioni basate sull’origine ferma dell’uomo e sulla necessità della lotta primitiva come base della convivenza politica.

Il termine S., però, non attecchisce e non si diffonde al di fuori dell’ambiente dei sostenitori e dei confutatori delle idee illuministe, assumendo una connotazione polemica e non di rado negativa. Dopo la Rivoluzione francese, S. diviene vocabolo che, perdendo di incisività, finisce per designare solo la corrente antihobbesiana del diritto naturale. Intorno al 1830 sorgono le dottrine più consistenti riferibili al S., dove il termine deriva dal fr socialistique, socialisme (1831). Tali dottrine, in concomitanza con lo sviluppo industriale inglese e francese e con le sue contraddizioni sociali, verranno poi definite “utopistiche”, proprio perché elaborano l’ideologia egualitaria illuminista e rivoluzionaria riferendola a un ordinamento sociale perfettibile indefinitamente.

Il S. non coincide più, allora, con la generica opposizione all’individualismo, ma assume il significato di dottrina compiuta, di movimento che persegue il fine della democrazia politica, dell’uguaglianza sociale e di una nuova organizzazione del sistema economico, fondata sull’associazionismo cooperativo e sul controllo ; pubblico dei mezzi di produzione. Gli aspetti comuni a tali dottrine sono: a) la trasformazione della proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio; b) il controllo delle risorse economiche da parte delle classi lavoratrici; c) l’eguaglianza sociale come complemento a quella politica e giuridica.
Già nel 1825 il termine fiorisce fra i seguaci di Robert Owen (autore dell’opuscolo Cos’è il Socialismo?), espandendosi in Inghilterra e Francia (poi in Germania, anche attraverso l’opera di Lorenz V. Stein). Oltre alle utopie sansimoniane (industriets e scienziati devono guidare la società favorendo le classi più povere) e fourieriste (il lavoro deve essere proporzionato alle capacità S. è quella di Louis blanc in modo illuminato), la teoria più compiuta del Blanc, che riprendendo e sviluppando l’idea degli ateliers – progettati nel 1793 -perviene al progetto di un’economia collettivista pianificata e centralizzata. il termine S. viene a confondersi con quello di “comunismo” (ittienne Cabet), fino a quando, negli anni Quaranta, il secondo non qualifica una variante autonoma nella denuncia della condizione operaia. Friedrich Engels oppone le due dottrine, sostenendo ne il Manfesto che “il socialismo era un movimento borghese, il comunismo un movimento della classe operaia”.
La distinzione si stempera nel periodo delle Internazionali operaie del secolo scorso e finisce poi per riaffiorare con la concezione leninista (in contrapposizione alle posizioni riformistiche maggioritarie dei partiti socialisti europei). Il S. marxista ha assunto invece la denominazione di “scientifico” in quanto fa riferimento a una tendenza del processo storico ritenuta oggettiva (il tramonto del modo capitalistico di produzione), che porterà all’autoemancipazione del proletariato, instaurandone la dittatura e abolendo il lavoro salariato. Nel passaggio dal sistema capitalistico alla società comunista occorre però distinguere due fasi: quella socialista e quella comunista (Lenin), entrambe comunque caratterizzate dalla proprietà sociale dei mezzi di produzione.
Alla fine dell’Ottocento il nuovo interrogarsi sulla “crisi” del sistema capitalistico porta Eduard Bernstein a dichiarare sorpassato il marxismo grazie alla dinamica della società moderna. Il suo “revisionismo” sostiene che la lotta di classe sia in via di estinzione e che le migliori condizioni di vita delle classi lavoratrici, dovute alle conquiste stesse del movimento operaio, lasciano intravedere un nuovo assetto sociale consentendo così un S. di tipo nuovo “con un partito delle riforme socialiste e democratiche”. Questa dottrina provoca la spaccatura con l’ala sinistra del S. internazionale (Rosa Luxemburg, bolscevismo russo) e la definitiva organizzazione autonoma dei partiti comunisti, poi confluiti nella Terza Internazionale.
Il dibattito teorico più recente sul S. è stato catalizzato dalle esperienze dei cosiddetti Paesi del “S. reale”, i quali, dopo la fase della costruzione per vie nazionali (e imperiali) dell’S. stesso, hanno visto il crollo ideologico, economico e politico della fine degli anni ottanta. Dalla critica di quei regimi (a partire dall’analisi trockiana della rivoluzione tradita fino alle teorie sulla nuova classe e sul crollo dell’esperienza cinese e sovietica in quanto crollo del marxismo), si è passati oggi a una analisi dell’S. come ideologia, non divera da altre fortemente aggreganti ma poi tramontate.

In: Politica, vocabolario a cura di Lorenzo Ornaghi, Milano, ed. Jaca Book, 1996

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Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nell'aprile del 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Nel giugno del 2005 ho partecipato come relatore al convegno "Pratiche filosofiche e cura di sé" presso l'Università di Venezia "Cà Foscari". Tra il settembre 2006 e il giugno 2007 ho curato il ciclo di seminari "La filosofia come arte di vivere" presso la Biblioteca Comunale di Rieti "Paroniana" con il beneplacito dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti. Nell'anno accademico 2006-2007 sono stato docente a contratto per il master in Consulenza Filosofica attivato presso l'Università di Roma3. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X).