Pubblicato in: filosofia

Eraclito – Un personaggio altero e oscuro


[10_3] Video lezione di filosofia per le classi terze del liceo – Eraclito: vita ed opera attraverso l’aneddotica antica, oscurità ed enigmaticità del suo pensiero, un modello di aristocratico e di sapiente, il rapporto con il divino e con i suoi concittadini – Si veda anche

22 A 1. DIOG. LAERT. IX 1-17 – Eraclito, figlio di Blosone o, secondo alcuni, di Eraconto, nacque ad Efeso. Fiorì nella 69.a olimpiade [504-1]. Fu altero quant’altri mai e superbo, come è chiaro anche dal suo scritto, nel quale dice:

Sapere molte cose non insegna ad avere intelligenza: l’avrebbe altrimenti insegnato ad Esiodo, a Pitagora e poi a Senofane e ad Ecateo (22 B 40).

Un’unica cosa è la saggezza, comprendere la ragione per la quale tutto è governato attraverso tutto (22 B 41).

Omero è degno di essere scacciato dagli agoni e di essere frustato, ed egualmente Archiloco (22 B 42).

Bisogna spegnere la superbia ancor più dell’incendio (22 B 43).

È necessario che il popolo combatta in difesa della legge come in difesa delle mura (22 B 44). E con tono di rimprovero si esprime anche nei confronti degli Efesi, perché avevano cacciato il suo amico Ermodoro [cfr. B 121]. Avendolo i suoi concittadini pregato di dar loro le leggi, rifiutò, per la ragione che la città era ormai dominata da una cattiva costituzione. Ritiratosi nel tempio di Artemide, si mise a giocare ai dadi con i fanciulli: agli Efesi che gli si facevano attorno, disse: «Perché vi meravigliate, o malvagi? non è forse meglio far questo che occuparsi della città in mezzo a voi?». Alla fine, per insofferenza verso gli uomini, ritirandosi dalla vita civile, visse sui monti, cibandosi di erbe e di piante.

Ma, in conseguenza di ciò, ammalatosi di idropisia, tornò in città e, in forma di enigma, chiese ai medici se fossero capaci di far sì che dall’inondazione venisse siccità; e poiché quelli non comprendevano, si seppellì in una stalla sotto il calore dello sterco animale, sperando che l’umore evaporasse. Non avendone, neppure così, alcun giovamento, morì dopo essere vissuto sessant’anni. […] Fin dalla fanciullezza suscitò stupore: da giovane diceva di non sapere nulla; diventato adulto, diceva di sapere tutto. Non ebbe alcun maestro, ma asseriva di aver indagato se stesso [cfr. B 101] e da se stesso di aver imparato tutto. […] Eraclito depose il suo libro nel tempio di Artemide, avendo deciso intenzionalmente, secondo alcuni, di scriverlo in forma oscura, affinché ad esso si accostassero 〈solo〉 quelli che ne avessero la capacità e affinché non fosse dispregiato per il fatto di essere alla portata del volgo. E questo lo sottolinea anche Timone [fr. 43 Diels], allorché dice:

Tra di essi s’innalzò con il suo acuto grido l’enigmatico

Eraclito, dispregiatore della folla.

22 B 121 [114]. STRAB. XIV p. 642. DIOG. LAERT. IX 2 – Bene farebbero gli Efesi ad impiccarsi tutti, quanti sono nell’età adulta, e a consegnare la città ai fanciulli imberbi, essi che hanno esiliato Ermodoro, il più capace di tutti loro, con queste parole: tra noi nessuno sia eccellente per capacità, ma se vi è, vada altrove in mezzo ad altri.22 B 49 [113]. GALEN. de dign. puls. VIII 773 Kühn – Uno è per me diecimila, se è il migliore.

Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nel 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X). Utilizzo la filosofia in pratica sia durante le lezioni ordinarie che in altre "straordinarie" occasioni (passeggiate filosofiche nel bosco, dialoghi socratici a tema, ecc.). A scuola provo a tener aperto uno "sportello" di consulenza filosofica rivolto ai grandi ed ai meno grandi.

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