Pubblicato in: filosofia

Eraclito – Il ritmo eterno dei contrari


[12_3] Video lezione di filosofia per le classi terze del liceo – Eraclito: il flusso eterno delle cose, la coincidentia oppositorum, l’interdipendenza di tutte le cose, il relativismo, la saggezza del vivere – Si veda anche

IL RITMO ETERNO DEI CONTRARI

22 B 12 [41- 42]. AR. DIDYM. ap. EUSEB. praep. evang. XV 20 [Dox. 471] – Zenone dice che l’anima è un’evaporazione sensibile, allo stesso modo di Eraclito; il quale, infatti, volendo chiarire che le anime sempre diventano capaci di comprendere evaporando, le paragonò ai fiumi, dicendo così: “Acque sempre diverse scorrono per coloro che s’immergono negli stessi fiumi; ma anche le anime evaporano dall’umido”.

22 B 91 [41. 40]. PLUTARCH. de E 18 p. 392 B – Nello stesso fiume non è possibile scendere due volte secondo Eraclito [cfr. PLAT. Cratyl. 402 A = 22 A 6. ARISTOT. metaph. Γ 5. 1010 a 12 = 22 B 12 e 49 a] né toccare due volte una sostanza mortale nello stesso stato. Ma per l’impeto e la velocità del mutamento «si allenta e di nuovo si raccoglie» (piuttosto non si dovrebbe dire né di nuovo né dopo, ma insieme si concentra e si allenta) «si avvicina e si allontana».

22 B 88 [78]. [PLUTARCH.] cons. ad Apoll. 10 p. 106 E – La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli di nuovo mutando son questi.

22 B 126 [39]. TZETZ. Schol. in exeg. Il. I 1 p. 126 – Le cose fredde si scaldano, il caldo si fredda, l’umido si secca, ciò che è arido s’inumidisce.

22 B 30 [20]. CLEM. ALEX. strom. V 105 [II 396, 10] – Quest’ordine universale, che è lo stesso per tutti, non lo fece alcuno tra gli dei o tra gli uomini, ma sempre era, è, e sarà fuoco sempre vivente, che si accende e si spegne secondo giusta misura.

22 B 111 [104b]. STOB. flor. III 1, 177 – La malattia rende piacevole e buona la salute, la fame la sazietà, la fatica il riposo.

22 B 23 [60]. CLEM. ALEX. strom. IV 10 [II 252, 25] – Non conoscerebbero neppure il nome di Dike, se non esistessero queste cose.

22 B 51 [45; cfr. 56]. HIPPOL. ref. IX 9 p. 241 [dopo B 50] – E quanto al fatto che non tutti sanno questo né su questo convengono, egli lo riprova con queste parole: “Non comprendono come, pur discordando in se stesso, è concorde: armonia contrastante, come quella dell’arco e della lira”.

22 B 52 [79]. HIPPOL. ref. IX 9 p. 241 – Il tempo è un fanciullo che giuoca spostando i dadi: il regno di un fanciullo.

22 B 53 [44]. HIPPOL. ref. IX 9 p. 241 – Polemos [la guerra] è padre di tutte le cose, di tutte re; e gli uni disvela come dèi e gli altri come uomini, gli uni fa schiavi gli altri liberi.

22 B 10 [59]. [ARISTOT.] de mundo 5. 396 b 7 – Forse la natura desidera i contrari e da questi, e non dai simili, si realizza l’accordo… e questo coincide con quanto detto dall’oscuro Eraclito: “Congiungimenti sono intero non intero, concorde discorde, armonico disarmonico, e da tutte le cose l’uno e dall’uno tutte le cose”.

LA SAGGEZZA DELL’UOMO

22 B 115 [0]. STOB. flor. III 1, 180 a – È proprio dell’anima un logos che accresce se stesso.

22 B 113 [91]. STOB. flor. III 1, 179 – Il pensare è a tutti comune.

22 B 114 [91 b]. STOB. flor. III 1, 179 – È necessario che coloro che parlano adoperando la mente si basino su ciò che è comune a tutti, come la città sulla legge, ed in modo ancora più saldo. Tutte le leggi umane infatti traggono alimento dall’unica legge divina: giacché essa domina tanto quanto vuole e basta per tutte le cose e ne avanza per di più.

22 B 119 [121]. STOB. flor. IV 40, 23 – Eraclito disse: Per l’uomo il carattere è il suo demone.

22 B 45 [71]. DIOG. LAERT. IX 7 – Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell’anima: così profondo è il suo logos.

22 B 41 [19]. DIOG.LAERT. IX 1 – Un’unica cosa è la saggezza, comprendere la ragione per la quale tutto è governato attraverso tutto.

22 B 72 [93]. MARC. ANTON. IV 46 – Da questo logos, con il quale soprattutto continuamente sono in rapporto e che governa tutte le cose, essi discordano e le cose in cui ogni giorno si imbattono essi le considerano estranee.22 B 73 [94]. MARC. ANTON. IV 46 – Non bisogna agire e parlare come se si stesse dormendo; anche dormendo, infatti, crediamo di agire e di parlare.

Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nel 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X). Utilizzo la filosofia in pratica sia durante le lezioni ordinarie che in altre "straordinarie" occasioni (passeggiate filosofiche nel bosco, dialoghi socratici a tema, ecc.). A scuola provo a tener aperto uno "sportello" di consulenza filosofica rivolto ai grandi ed ai meno grandi.

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