Pubblicato in: filosofia

Parmenide – Le caratteristiche dell’Essere – La doxa


[16_3] Video lezione di filosofia per le classi terze del liceo – Parmenide: I tre principi della logica classica, la dimostrazione per assurdo, la doxa: dal monismo al dualismo – Si veda ancheIn particolare

LE CARATTERISTICHE DELL’ESSERE

28 B 8 – Non resta ormai che pronunciarsi sulla via che dice che è. Lungo questa sono indizi in gran numero. Essendo ingenerato è anche imperituro, tutt’intero, unico, immobile e senza fine.

Non mai era né sarà, perché è ora tutt’insieme, uno, continuo. Difatti quale origine gli vuoi cercare?

Come e donde il suo nascere? Dal non essere non ti permetterò né di dirlo né di pensarlo. Infatti non si può né dire né pensare ciò che non è. E quand’anche, quale necessità può aver spinto lui, che comincia dal nulla, a nascere dopo o prima?

Di modo che è necessario o che sia del tutto o che non sia per nulla.

Giammai poi la forza della convinzione verace concederà che dall’essere alcunché altro da lui nasca. Perciò né nascere né perire gli ha permesso la giustizia disciogliendo i legami, ma lo tien fermo.

La cosa va giudicata in questi termini; e o non è. Si è giudicato dunque, come di necessità, di lasciar andare l’una delle due vie come impensabile e inesprimibile (infatti non è la via vera) e che l’altra invece esiste ed è la via reale.

L’essere come potrebbe esistere nel futuro? In che modo mai sarebbe venuto all’esistenza?

Se fosse venuto all’esistenza non è e neppure se è per essere nel futuro. In tal modo il nascere è spento e non c’è traccia del perire.

Neppure è divisibile, perché è tutto quanto uguale.

Né vi è in alcuna parte un di più di essere che possa impedirne la contiguità, né un di meno, ma è tutto pieno di essere.

Per cui è tutto contiguo: difatti l’essere è a contatto con l’essere.

Ma immobile nel limite di possenti legami sta senza conoscere né principio né fine, dal momento che nascere e perire sono stati risospinti ben lungi e li ha scacciati la convinzione verace.

E rimanendo identico nell’identico stato, sta in se stesso e così rimane lì immobile; infatti la dominatrice Necessità lo tiene nelle strettoie del limite che tutto intorno lo cinge; perché bisogna che l’essere non sia incompiuto: è infatti non manchevole: se lo fosse mancherebbe di tutto.

È la stessa cosa pensare e pensare che è: perché senza l’essere, in ciò che è detto, non troverai il pensare: null’altro infatti è o sarà eccetto l’essere, appunto perché la Moira lo forza ad essere tutto intiero e immobile.

Perciò saranno tutte soltanto parole, quanto i mortali hanno stabilito, convinti che fosse vero: nascere e perire, essere e non essere, cambiamento di luogo e mutazione del brillante colore.

Ma poiché vi è un limite estremo, è compiuto da ogni lato, simile alla massa di ben rotonda sfera di ugual forza dal centro in tutte le direzioni; che egli infatti non sia né un po’ più grande né un po’ più debole qui o là è necessario.

Né infatti è possibile un non essere che gli impedisca di congiungersi al suo simile, né c’è la possibilità che l’essere sia dell’essere qui più là meno, perché è del tutto inviolabile.

Dal momento che è per ogni lato uguale, preme ugualmente nei limiti.

Con ciò interrompo il mio discorso degno di fede e i miei pensieri intorno alla verità; da questo punto le opinioni dei mortali impara a conoscere, ascoltando l’ingannevole andamento delle mie parole. Perché i mortali furono del parere di nominare due forme, una delle quali non dovevano – e in questo sono andati errati -; ne contrapposero gli aspetti e vi applicarono note reciprocamente distinte: da un lato il fuoco etereo che è dolce, leggerissimo, del tutto identico a se stesso, ma non identico all’altro, e inoltre anche l’altro [lo posero] per sé con caratteristiche opposte, [cioè] la notte senza luce, di aspetto denso e pesante.

Quest’ordinamento cosmico, apparente come esso è, io te lo espongo compiutamente, cosicché non mai assolutamente qualche opinione dei mortali potrà superarti.

LA DOXA

28 B 9. SIMPLIC. phys. 180, 8

Ma dal momento che tutto è denominato luce e tenebra e queste, secondo le loro attitudini sono applicate a questo e a quello, tutto è pieno insieme di luce e di tenebra invisibile, pari l’una e l’altra, perché né con l’una né con l’altra c’è il nulla.

28 B 10. CLEM. ALEX. Strom. V 138 [II 419, 12]

Conoscerai l’eterea natura e quanti astri sono nell’etere e della pura e tersa lampada del sole l’opera distruttrice, e di dove derivarono; e apprenderai l’errabondo agire della luna dal tondo occhio e la sua natura; conoscerai inoltre di dove la volta celeste che tutto circuisce nacque e come la Necessità guidandola la costrinse a osservare i limiti degli astri.

28 B 12. 1-3 SIMPLIC. phys. 39, 12

Giacché le più strette vennero riempite di non mescolato fuoco, le altre dopo di queste di tenebra e vi s’insinua una porzione di fuoco; in mezzo a queste è la dea che tutto dirige; per ogni dove infatti essa guida la dolorosa nascita e l’unione spingendo la femmina ad unirsi col maschio e di nuovo all’inverso il maschio ad unirsi con la femmina.

Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nel 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X). Utilizzo la filosofia in pratica sia durante le lezioni ordinarie che in altre "straordinarie" occasioni (passeggiate filosofiche nel bosco, dialoghi socratici a tema, ecc.). A scuola provo a tener aperto uno "sportello" di consulenza filosofica rivolto ai grandi ed ai meno grandi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...