Pubblicato in: politica mente, scuola

Bloccare le attività aggiuntive a scuola contro l’ennesima riforma per decreto


Finalmente un’iniziativa degna di nota. Io vi aderisco ora a maggior ragione, ma è dall’inizio del presente a.s. che ho deciso, unilateralmente, anche a seguito della vergognosa politica di gestione della pandemia nelle scuole, di svolgere soltanto le mansioni previste dal contratto di lavoro (oramai, come sapete, carta straccia). Sono consapevole che probabilmente servirà a poco o a nulla. Molti colleghi continueranno a sostenere il buro-modello di scuola azienda introdotto, goccia a goccia, negli ultimi vent’anni. Ognuno può avere le sue validissime ragioni, tutte degne di rispetto. Così è stato anche per me negli anni passati. Ma ora mi sembra sia l’unica arma concreta che rimanga ancora a nostra disposizione. Tutte le attività a favore della comunità in futuro le svolgerò, come fatto già in passato, a titolo personale e fuori dall’orario di lavoro.

Così scrivevo qualche tempo fa sull’ultimo decreto autocratico di questo governo:
“Domande retoriche che si potrebbero replicare all’infinito a proposito della gran parte dei decreti legge degli ultimi anni… Se non blocchiamo tutte le attività aggiuntive quanto meno dal prossimo a.s., non abbiamo speranza. Non ci sono contro-proposte da fare o nuovi modelli da studiare e riproporre. Il sistema va avanti per conto suo come un rullo compressore da almeno un quarto di secolo. Fino a qualche anno fa, c’era, almeno formalmente, qualche spunto di dialogo. I sindacati sulla carta contavano qualcosa. Ora è tutto finito. O capiamo che si tratta di una guerra dichiarata contro di noi, contro i lavoratori, lo Stato sociale e la Costituzione e ci comportiamo di conseguenza o, altrimenti, tirando a campare, facciamo il loro gioco. Tertium non datur. Spero di sbagliarmi, ovviamente…”
“Inutile scrivere, bisogna unirsi e fare… Sotto questo profilo loro, purtroppo, hanno già vinto. La classe docente, come classe di lavoratori non esiste. Ridotti ad individui, abbiamo dimenticato, disimparato ad essere persone. Non abbiamo bisogno di ulteriori conferme. Ognuno eccepirà in mille modi diversi, chi per effettiva necessità perché senza quei 100 euro in più non paga le bollette (e andrà sempre peggio: la strategia è questa, se ti costringo alla fame sei obbligato a fare corsi, corsetti, progettini, PCTO, ecc.), chi perché crede nel sistema (ed è legittimo che ci creda, per carità), chi per quieto vivere o per indolenza (tanto lo stipendio di docente è un puro complemento ad altre attività più lucrose e poi consente di vivacchiare fregandosene, ecc.), chi perché, giustamente, a pagare sarebbero i ragazzi (ed io in quell’ora posso provare a sabotare il sistema mostrando loro come funzionano le cose, affinché siano loro domani a fare la rivoluzione, ecc.), e via dicendo. Abbiamo consentito alla vergogna innominabile di vedere alcuni colleghi declassati, umiliati, privati della loro dignità professionale per la questione dell’obbligo vaccinale (comunque la si pensi al riguardo, va da sé). Il MIUR il governo hanno bisogno di ulteriori messaggi? I sindacati non esistono più, sono ridotti a CAF per aiutare, pagando, lo smarrito cittadino globale a svolgere le infinite, assurde pratiche burocratiche che ci vengono inflitte. Non esistono partiti politici che tutelino gli interessi di questa o di quella classe di lavoratori. La democrazia è ridotta a pantomima. Che potere di pressione potremmo mai avere a parte la pur nobilissima ma inane resistenza individuale? Questi sono al momento i fatti.”

Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nel 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X). Utilizzo la filosofia in pratica sia durante le lezioni ordinarie che in altre "straordinarie" occasioni (passeggiate filosofiche nel bosco, dialoghi socratici a tema, ecc.). A scuola provo a tener aperto uno "sportello" di consulenza filosofica rivolto ai grandi ed ai meno grandi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...