Pubblicato in: pratica filosofica, scuola

Voci di speranza: ebook filosofico a cura dei ragazzi del Liceo classico “Ignazio Vian” di Bracciano


Anche quest’anno, alcune ragazze e ragazzi del nostro liceo classico (triennio sez. X) hanno prodotto dei testi a contenuto filosofico per la Notte bianca del Liceo Classico che si è svolta l’11 gennaio scorso. Il tema scelto per il 2019, di particolare attualità, era “I giovani e la speranza”. Ne è nato questo ebook intitolato Voci di speranza che potete scaricare liberamente dal sito del nostro liceo. Fatto dai giovani parla ai giovani, con un linguaggio schietto ed immediato, di cose molto concrete, che ci riguardano tutti da vicino. Perché la filosofia, non ce lo dimentichiamo, è fondamentalmente attività di riflessione, pratica dialogica che ha come oggetto la vita di ciascuno di noi. Inoltre, editing, illustrazioni, copertine e lavoro di redazione, come vedrete, sono particolarmente pregevoli. Se ci sono studentesse e studenti in grado di realizzare cose così belle sia in termini contenutistici che grafici, ebbene, forse possiamo permetterci tutti quanti di “sperare un po’ più forte”. Vi segnaliamo, inoltre, il video youtube che riassume i contenuti del libro e che è stato presentato in occasione della Notte bianca: “I giovani e la speranza” https://www.youtube.com/watch?v=t4X9mKW-Mio&t=6s. Grazie per la considerazione.

Qui trovate il libro pubblicato lo scorso anno (2017-2018) La filosofia non serve a niente!

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Pubblicato in: filosofia

Edipo a Colono: terzo Stasimo


L’essenza dello spirito tragico: un esempio tratto dall’Edipo a Colono di Sofocle

CORO
Chi desidera di vivere a lungo
dimenticando la giusta misura,
di stoltezza darà evidente prova .
I giorni che s’ammucchiano, vicende
dolorose ci portano e la gioia
più non si vede, se siamo caduti
oltre il limite del tempo fissato.
Alla fine in soccorso c’è la morte,
per tutti eguale, la Parca che appare
senza lira, né canti, né imenei.
Il non essere nati è condizione
di privilegio, ma, venuti al mondo,
il bene secondo è di ritornare
nel luogo in cui tutti siamo nati.
Quando la giovinezza è tramontata
coi suoi momenti di liete follie,
quale assillo rimane lontano,
quale angoscia non è sempre presente?
Invidie, inimicizie e contese,
ribellioni, battaglie e uccisioni.
L’ultima ad arrivare è la vecchiaia,
bisbetica, debole e impotente,
priva di amici e pregna di mali.
Questa è l’età che ho raggiunto anch’io,
non soltanto lo sfortunato Edipo,
come scogliera battuta dai venti,
travolta dalle onde da ogni parte,
da levante a occidente senza tregua,
colpita a volte dai raggi del sole
a picco in pieno mezzogiorno,
o nelle tenebre dei monti Ripei.

Pubblicato in: didattica, filosofia

Nietzsche attraverso la lettura dei testi


Ich bin kein Mensch, ich bin Dynamit

Non sono un uomo, io sono dinamite






Antologia di passi nicciani ad uso didattico


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Apollineo e dionisiaco

Avremo acquistato molto per la scienza estetica, quando saremo giunti non soltanto alla comprensione logica, ma anche alla sicurezza immediata dell’intuizione che lo sviluppo dell’arte è legato alla duplicità dell’apollineo e del dionisiaco, similmente a come la generazione dipende dalla dualità dei sessi, attraverso una continua lotta e una riconciliazione che interviene solo periodicamente. [..] Alle loro due divinità artistiche, Apollo e Dioniso, si riallaccia la nostra conoscenza del fatto che nel mondo greco sussiste un enorme contrasto, per origine e per fini, fra l’arte dello scultore, l’apollinea, e l’arte non figurativa della musica, quella di Dioniso: i due impulsi così diversi procedono l’uno accanto all’altro, per lo più in aperto dissidio fra loro e con un’eccitazione reciproca a frutti sempre nuovi e più robusti, per perpetuare in essi la lotta di quell’antitesi, che il comune termine “arte” solo apparentemente supera; finché da ultimo, per un miracoloso atto metafisico della “volontà” ellenica, appaiono accoppiati l’uno all’altro e in questo accoppiamento producono finalmente l’opera d’arte altrettanto dionisiaca che apollinea della tragedia attica.

(F. Nietzsche, La nascita della tragedia)

Pubblicato in: filosofia, istantanee

Religione vs. spiritualità


Se ci aggrappiamo alla credenza in Dio, non possiamo anche aver fede, perché la fede non è un aggrapparsi ma un lasciarsi andare.
(Alan Watts)

Ecco il cuore della differenza tra quello che si intende con i termini “religione” e “spiritualità”. Differenti per “religione”, in quanto esseri umani possiamo essere uniti, compassionevoli e comprensivi quanto a spiritualità. Viceversa possiamo sulla carta aderire alla medesima religione, ma essere profondamente diversi sul piano spirituale. Anzi, per l’esattezza, direi che non esiste reale differenza quanto all’essenza della spiritualità che è comune all’esperienza – almeno in potenza – di tutti gli esseri umani. Possiamo parlare di racconti diversi, miti più o meno diversamente declinati, pratiche rituali diverse. In questa differenza consiste l’immensa ricchezza dell’umano. Ma alla fine, come aveva giustamente rilevato Gustav Jung, gli archetipi di fondo su cui poggia l’inconscio collettivo dell’umanità corrispondono. Dunque, propriamente vi è una certa distanza tra persone che provano a vivere la loro spiritualità e persone che si illudono di trovare le risposte altrove. Nelle religioni, per esempio, quando sono intese come ideologie o strumenti di potere.

Pubblicato in: politica mente

Il peggior crimine è quello contro la bellezza


L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui.
(Fëdor Dostoevskij)

Auschwitz sta lì a ricordarcelo. Anzi sta qui. Perché il vulnus quotidiano alla bellezza – che è la radice dell’armonia tra l’umano e il divino che è natura – è dentro ciascuno di noi. Spesso disarmonici nel pensare e nell’agire, dimentichiamo sempre di sentire in maniera cosmica (“kosmos” è vocabolo greco che indica bellezza, armonia, proporzione). Lacerati dentro, finiamo col disprezzare l’Altro perché non riconosciamo noi stessi. Ed eleviamo templi alla bruttezza, all’oscenità, nel dire, nel fare, nell’omettere di fare. Il crimine contro la bellezza, in tutte le sue forme, è l’unico crimine per il quale non può esserci perdono.
(Chico Xavier Pilado)

Pubblicato in: amore filosofico, didattica

L’amore: dono o desiderio? La concezione dell’amore nel pensiero filosofico antico e medioevale


Percorso antologico di filosofia antica e medievale sul tema di “Amore” declinato secondo i tre vocaboli greci “Eros”, “Philia”, “Agapé”, a cura di Anna M. Bianchi – Giorgio Pedrioni (rivisitato da Francesco Dipalo). Già apparso su Comunicazione Filosofica numero 8, febbraio 2001 (https://www.sfi.it/259/comunicazione-filosofica.html).

Pubblicato in: filosofia

Jiddu Krishnamurti: La libertà è una qualità della mente


Dal punto di vista economico, forse, potete organizzare il mondo in modo che l’essere umano possa avere maggiori comodità, più cibo, vestiario e abitazioni, e potreste pensare che sia questa la libertà. Sono cose necessarie ed essenziali; ma non rappresentano la libertà totale. La libertà è uno stato e una qualità della mente.

(Jiddu Krishnamurti, Sulla libertà, Ubaldini Editore, Roma 1996)

Jiddu Krishnamurti (Madanapalle, 12 maggio 1895 – Ojai, 18 febbraio 1986) è stato un filosofo apolide. Di origine indiana, non volle appartenere a nessuna organizzazione, nazionalità o religione.