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Darksevic – Jiddu: l’esperienza del vuoto


Philosophical experimental metal

Darksevic

https://darksevic.bandcamp.com/track/jiddu

Jiddu Krishnamurti

Tratto da “Taccuino – Un diario spirituale”

There was a casual movement, without any direction.
But there was, though. It began nowhere and went on into vast, unfathomable emptiness where the essence of everything is. In this emptiness there is an expanding,
exploding movement whose very
explosion is creation and destruction.
Time as measure, and time as thought and feeling had stopped, but there was nothing static.
On the contrary there was an extraordinary intensity and sensitivity, a nucleus, a fire that was burning, without heat and colour. The “what is” is ever new; it has never been and it will never be. The release of this energy is only possible when every form of search ceases.

Now, here.

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Pubblicato in: creatività

La cattivella rimane zitella


C’era una bella ragazza che amava un ragazzo. Lei aveva un’amica sincera e generosa che le consigliava modi di conquistarlo e spesso le regalava stivali, animaletti, e le faceva anche torte e dolci deliziosi!!! Ma la bellissima ragazza aveva un difetto: comandava a bacchetta tutti quelli che le parlavano, ma quando c’era il ragazzo che le piaceva non aveva lo stesso atteggiamento. Era buona e generosa. Un giorno il ragazzo che le piaceva venne a confessare il suo amore per lei regalandole un anello di diamanti. La ragazza stava sgridando e picchiando l’amica che piangeva quando lui entrò e vide la faccia della bella ragazza. Scoprì la verità, cioè che lei era una viziata che spendeva i suoi soldi in manicure e vestiti. Però lei lo amava e gli si spezzò il cuore a vederlo arrabbiato con lei. Lui si gettò ad abbracciare la sua amica, e scoccò la scintilla: infatti le diede un bacio. Lei pianse pianse e si trasferì nel wisconsin, lo stato dei latticini, la sua amica si sposò con il ragazzo e lei diventò zitella, la cattivella.

Angela Dipalo

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POPI IL SUPER CANE


C’era una volta un cagnolino di nome Popi che era di razza un west highlander white terrier, detto anche Er (Popi). Gli Er sono cani da tartufo e da tana e si usavano per cacciare lepri e conigli.

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LA BAMBOLA DI PEZZA ASSASSINA


In un paese lontano che si chiamava Turchia abitava una famiglia povera. La figlia non aveva nessun giocattolo e perciò la mamma decise di cucirle una bambola di pezza. La bambina era assai felice della sua bambola di pezza. Ma gli anni passarono, la bimba diventò una ragazza e un giorno buttò la bambola nella spazzatura. La bocca felice della bambola non era più così felice, anzi era arrabbiata. Finché una notte la bambola si ingrandì e decise di sbattere la sua ira sulla ragazza. La mattina dopo la ragazza uscì e vide che tutte le case erano chiuse e persino il giornalaio era chiuso. Guardò per terra e c’era un giornale su cui era scritto: “bambola di pezza infuriata gira per la città”. La ragazza non sapeva che fare e si chiuse pure lei dentro casa. Di notte si sentì un urlo: era una persona aggredita dalla bambola. Di mattina la ragazza e i suoi genitori andarono in un hotel in Florida e dormirono meravigliosamente. Vi rimasero finché non si rilassarono al punto da scordarsi della bambola impazzita e ritornarono a casa. Quando ritornarono a casa la bambola li aggredì. Terrorizzati ritornarono indietro e andarono da un mago potente. Il mago andò dalla bambola e con un incantesimo potente la mandò negli Inferi, ma rimase la leggenda della bambola assassina.

FINE

Angela Dipalo

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LA STREGA MALALA


Racconto di Angela Dipalo (6 anni)

La strega Malala andava nella notte oscura a rubare i bambini. La sua casa era antica ed era piena di ragnatele. Malala aveva una gemella in sé: ovvero in un corpo due teste. Un bambino andò una volta in un negozio che vendeva torte a forma di scheletri, di fantasmi, di gormiti e altri giocattoli che piacciono ai maschietti. Inoltre, vendeva pasticcini assai buoni.
La strega Malala era così cattiva da uccidere senza pietà una lumachina calpestandola con i suoi tacchi neri. Sua figlia si chiamava Delfina. Anche lei era cattiva come la madre ed aveva piani diabolici come la madre. Ma torniamo al bambino. Appena addentato uno di quei dolci magici il bambino diventò invisibile e fu rapito da Malala che era in grado di vedere ciò che era invisibile (solo la testa Malala, perché l’altra testa, di nome Crata non ci riusciva).
Nella notte una bambina, Angela, che era più intelligente di tutti i maschi, vide in cielo una lucetta rossa ed udì una voce spettrale che faceva ahahahah! Allora le due streghe (in un solo corpo) si trasformarono in forme di fuoco.
Nella città dove abitava Angela – in estrema periferia – c’era una fattoria con un mulino a vento. In questa fattoria abitavano due signori anziani di nome Marilù e Giustino. Erano fortunati poiché la strega non poteva prenderli grazie al loro cagnolino di nome Leone (cane fifone).
La notte successiva una bambina fu rapita dallo stesso negozio dopo essere diventata invisibile. Ancora una volta Angela affacciata alla finestra vide tracciarsi nel cielo oscuro una orribile faccia di fuoco lasciata lì dalle streghe.
Un altro bambino mentre stava giocando nella sua cameretta con i gormiti fu afferrato da una mano grigia con le unghie lunghe e taglienti. Era la mano della strega Crata che non sapeva vedere il mondo invisibile, ma in compenso era in grado di attraversare i muri.
Siccome Angela stava a dieta, chiese, una volta, alla mimmina di comprarle un dolcetto al negozio fatato da dove erano scomparsi il bambino e la bambina. La mamma glielo comprò. Angela stava per mangiare il dolcetto in camera sua quando vide un luccichio nel dolce e, insospettita, decise di buttarlo via. Allora le streghe dissero: “non vale! doveva pur mangiarlo questo dolce squisito!”. Perché a questo punto della storia ormai lo sappiamo tutti che i bambini venivano rapiti dopo aver assaggiato il dolcetto magico. Ad ogni modo le streghe entrarono nella sua camera. Stavano per afferrarla, quando Angela, che studiava karaté, diede loro un bel pugno in faccia e dopo un calcio nella pancia. Successivamente le schiaffeggiò entrambe sulle facce (ne avevano due) chiedendo loro: “dove stanno i bambini? sputate il rospo altrimenti vi dò un altro pugno in faccia e vi ammazzo!” Le streghe rimasero in silenzio e lei le uccise.
In seguito Angela rintracciò Delfina, la figlia delle streghe, per costringerla a parlare. Ma anche lei rimase in silenzio. Allora le diede un altro pugno. A questo punto Delfina, terrorizzata, parlò. I bambini rapiti si trovavano in un passaggio segreto. Angela li liberò, li ricondusse a casa dai loro genitori e vissero tutti felici e contenti, soprattutto Angela che era stata l’eroina della storia.

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PIETRAIA NIETZSCHIANA (3)


Un cielo profondo a portata di mano
nuvole basse di panna da violentare
affondandovi le mani
senza ritegno
profonda benrotonda superficialità
signora occhi di civetta
azzurra custode del più profondo e ridicolo tra i segreti!
Un progetto per allucinogeno
come contare qualcosa
bisogna pur dare un senso
le regole del gioco
per te, soltanto per te
sorprendendosi di tanto in tanto
a giocare con castelli di sabbia in riva al mare
eterno luminoso fanciullo in lotta perenne con le onde
che tutto infrangono.

Questi oggetti queste persone
queste maschere e discorsi
guarda la forza centrifuga di questo tempo folleggiante
perso mai più ritrovato sempre ricadente su sè medesimo
i balocchi di un bimbo innocente
spezzati infranti da una parte gettati
il regno di un fanciullo il tuo tempo.

Ho esplorato me stesso
lungo abissi barcollando e costoni dirupati
a ginestre e incerti rami d’olivo aggrappandomi
avevo le vertigini e lo stomaco in subbuglio
chiusi gli occhi la vista acuta dell’aquila in sogno bramando
per mano una dea mi prese
accarezzò il petto umido di desideri mai espressi
un peana al dio sterminatore per me recitò
Fu così che appresi l’arte
di plasmare il mio sentire con l’argilla dell’attimo.

Piove
Va ticchettando un ditirambo a Dioniso
Non mi interessa.

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LE AVVENTURE FILOSOFICHE DI DÀMONA – L’origine di tutte le cose


Vi presento il primo capitolo di una favola filosofica per bambini più o meno grandi… buona lettura. Continua a leggere “LE AVVENTURE FILOSOFICHE DI DÀMONA – L’origine di tutte le cose”