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I Frammenti di Eraclito


[fonte: filosofiaenuovisentieri.it]

Terzo incontro

Panta rhei

[12 Diels-Kranz ]
A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre nuove.

[49a Diels-Kranz ]

Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo.

[ 91 Diels-Kranz ]

Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va.

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Versi d’oro di Pitagora


Prima di ogni cosa onora e venera gli Dei immortali,
ciascuno secondo il proprio rango.

Rispetta il giuramento, e riverisci gli eroi illustri,
e anche i geni sotterranei:
adempirai così a tutto quello che le leggi comandano.

Onora i tuoi genitori e tutti coloro che hanno con te un vincolo di sangue.
In quanto agli altri, fatti amico colui che tutti li supera in virtù.
Cedi alle parole gentili e non ti opporre agli atti meritevoli.
Non serbare rancore ad un amico per una lieve mancanza. Continua a leggere “Versi d’oro di Pitagora”

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Pitagora e i pitagorici


Secondo incontro – 24 ottobre 2015

Vita di Pitagora

Dicearco racconta che, come Pitagora giunse in Italia e si stabilì a Crotone, tanto i Crotoniati furono attratti da lui ch’era uomo notevolissimo, e aveva molto viaggiato, e aveva ottenuto dalla fortuna ottima natura, (come quello che aveva aspetto nobile e grande, e moltissima grazia, e grande decoro nel parlare e nel comportarsi e in ogni altra cosa), che, dopo che egli si fu cattivato il senato con molti e bei discorsi, i magistrati lo incaricarono di fare ai giovani dei discorsi suasori adatti alla loro età. Parlò anche ai fanciulli, raccoltisigli intorno appena tornati da scuola; e quindi alle donne. Istituì anzi anche un’assemblea delle donne. Per tal modo s’accrebbe la sua fama, e molti gli divennero compagni, sia della città (né solo uomini, ma anche donne; e una di esse, Teano, divenne famosa), sia re e signori della circostante regione, abitata da barbari. Quello ch’egli diceva ai suoi compagni, nessuno può dire con certezza, perché serbavano su questo grande segreto. Ma le sue opinioni più conosciute sono queste. Diceva che l’anima è immortale, poi ch’essa passa anche in esseri animati d’altra specie, poi che quello ch’è stato si ripete a intervalli regolari e che nulla c’è che sia veramente nuovo, infine che bisogna considerare come appartenenti allo stesso genere tutti gli esseri animati. Fu infatti Pitagora colui che per primo portò queste opinioni in Grecia.

(14 A 8 a. PORPHYR. v. Pyth. 18) Continua a leggere “Pitagora e i pitagorici”

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Talete e la scuola di Mileto


Primo incontro – 10 ottobre 2015

Talete

La maggior parte di coloro che primi filosofarono pensarono che princípi di tutte le cose fossero solo quelli materiali. Infatti essi affermano che ciò di cui tutti gli esseri sono costituiti e ciò da cui derivano originariamente e in cui si risolvono da ultimo, è elemento ed è principio degli esseri, in quanto è una realtà che permane identica pur nel trasmutarsi delle sue affezioni. E, per questa ragione, essi credono che nulla si generi e che nulla si distrugga, dal momento che una tale realtà si conserva sempre. E come non diciamo che Socrate si genera in senso assoluto quando diviene bello o musico, né diciamo che perisce quando perde questi modi di essere, per il fatto che il sostrato – ossia Socrate stesso – continua ad esistere, così dobbiamo dire che non si corrompe, in senso assoluto, nessuna delle altre cose: infatti deve esserci qualche realtà naturale (o una sola o più di una) dalla quale derivano tutte le altre cose, mentre essa continua ad esistere immutata. Tuttavia, questi filosofi non sono tutti d’accordo circa il numero e la specie di un tale principio. Talete, iniziatore di questo tipo di filosofia, dice che quel principio è l’acqua (per questo afferma anche che la Terra galleggia sull’acqua), desumendo indubbiamente questa sua convinzione dalla constatazione che il nutrimento di tutte le cose è umido, e che perfino il caldo si genera dall’umido e vive nell’umido. Ora, ciò da cui tutte le cose si generano è, appunto, il principio di tutto. Egli desunse dunque questa convinzione da questo fatto e dal fatto che i semi di tutte le cose hanno una natura umida e l’acqua è il principio della natura delle cose umide. (Aristotele, Metafisica 983 b) Continua a leggere “Talete e la scuola di Mileto”