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Presentazione del libro “Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso” presso il liceo classico “Varrone” di Rieti


Lezione-conferenza completa tenuta il 30 aprile 2017 presso il Liceo “Varrone” di Rieti nell’ambito del progetto “Biblioteca”.

Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso

 

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Perché No (senza volere la caduta del Governo)


Fare filosofia, per tornare a fare politica – Il blog di Neri Pollastri

Sorgente: Perché No (senza volere la caduta del Governo)

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Il discorso del Presidente Josè Mujica


“La politica è soggetta a volare come le pernici, corta e rapida. E c’è bisogno di una politica a lungo termine, in un mondo sempre più globalizzato”

“Per vivere hai bisogno di lavorare, giusto? E se non stai lavorando, stai vivendo alle spalle di qualcun altro. E la vita di un parassita non è dignitosa, allo stesso tempo però non puoi vivere solo per lavorare e basta. E’ semplice. Perchè la cosa più gloriosa che uno ha è la vita. E anche se è così elementare, troppo spesso ce ne dimentichiamo. Ma ce lo fanno dimenticare la cultura, l’ambiente in cui viviamo e soprattutto quella violenza della società del consumo, che ci fa sembrare che se non saliamo su quel treno, moriremo.”

“Siamo i più poveri. La mia definizione di povertà è quella di Seneca “Povero è colui che ha bisogno di tanto” Perchè chi ha bisogno di tanto, cioè tutti, sono i più poveri.”

“Crediamo che il narcotraffico, non la droga in sè, ma il narcotraffico, sia il peggior flagello che stiamo supportando recentemente in America Latina”

“Non difendiamo nessuna dipendenza, ma la via della repressione sta fallendo, e lo sta facendo da molti decenni, per questo diciamo ‘Dobbiamo conquistare il mercato, togliere loro la ragione di esistere, cioè il loro mercato.’ “

“Sostengo uno stile di vita moderato, perchè per vivere devi avere la libertà, ed avere libertà significa avere tempo. Quindi sono moderato per avere tempo, perchè quando vai a comprare qualcosa, non lo stai comprando con i soldi, ma con il tempo della tua vita che hai sprecato per guadagnarli.”

“Vale la pena vivere con intensità, puoi cadere una, due, tre o venti volte, ma ricordati che puoi alzarti e cominciare da capo. Gli sconfitti sono quelli che smettono di combattere, i morti sono quelli che non combattono per vivere.”

“Quello che alcuni chiamano crisi ecologica del pianeta è una conseguenza dell’immenso trionfo dell’ambizione umana: è il nostro trionfo, ma anche la nostra sconfitta.”

“Continueranno le guerre e quindi anche i fanatismi, fino a quando la natura ci chiamerà all’ordine e renderà inattuabile la nostra civiltà.”

https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica

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Incontro con la cittadinanza: Cosa intendiamo col termine “democrazia”?


Liceo Statale “I. Vian” di Bracciano

 in occasione della presentazione del libro

Democrazia

Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso

 Foto Cover di Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso, Libro di AA.VV edito da Diogene Multimedia

 il prof. Francesco Dipalo terrà una conversazione sul tema

Cosa intendiamo col termine “democrazia”?

Martedì 29 novembre 2016 ore 17.00

Aula Magna del Liceo “Vian”

Largo Cesare Pavese, 1 – Bracciano

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza,
studenti, docenti, genitori, amici.

Ingresso libero.

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Somari disoccupati


Risultati immagini per somaro disoccupato

Constato che, almeno nelle mie discipline, sempre più ragazzi manifestano serie difficoltà di comprensione posti dinanzi a testi di media complessità che, fino a qualche anno fa, venivano  giudicati tranquillamente alla portata di un liceale. Di fatto, nella maggior parte dei casi, sopravvive a malapena lo studio mnemonico della parte manualistica, uno studio condotto perlopiù in maniera superficiale e acritica in vista delle interrogazioni e in assenza di una reale partecipazione alle proposte di lavoro e di riflessione in classe. La mia non è un’opinione, ripeto, ma una “constatazione”. Le valutazioni, negli anni, hanno assecondato in maniera strisciante questo cambiamento che è complessivo, a parte, naturalmente, qualche pregevole eccezione. Gli odierni livelli di sufficienza, insomma, sono decisamente più alti rispetto a qualche anno fa. Come dire: un “sei” di oggi equivale ad un “cinque” del 2006. In docimologia non possiamo non utilizzare la curva di Gauss: dobbiamo valutare secondo standard che tengano conto della situazione effettiva dei giovani che ci sono affidati (che ha moltissime motivazioni, sociali, economiche, culturali, ecc. senza considerare il moltiplicarsi abnorme di casi che rientrano in categorie come BES o DSA). Questo, poi, vale solo per le conoscenze. Se dovessimo valutare in maniera obiettiva le competenze dei nostri studenti la situazione sarebbe ben più drammatica. Ma, adesso, con l’alternanza scuola-lavoro prevista dalla legge 107 si risolverà tutto: al pseudo-esame di stato si valuterà il “portfolio” del liceale che avrà fatto meno ore di italiano e matematica sostituendole con (spesse volte ridicole e pretestuose) attività pseudo-lavorative. Qualcuno mi può chiarire il significato in termini di esperienza lavorativa del preparare schede e recensioni (a vantaggio di una qualche sconosciuta casa editrice) per un liceale che questo genere di competenze fino ad ieri avrebbe sviluppato facendo seriamente “italiano” e che in futuro si iscriverà a fisica, medicina oppure ingegneria? Meno ore di matematica, di filosofia, di scienze, più ore di niente compresso. Come le altre miriadi di ore che ogni anno i ragazzi trascorrono passeggiando annoiati tra gli stand variopinti di questa o quella agenzia che vende “orientamento universitario”, pure questo trasformato in merce. Insomma, “somari disoccupati” (almeno per coloro che non hanno famiglie danarose e culturalmente preparate alle spalle) a basso costo, perché una massa di disoccupati non somari, forse, sarebbe troppo pericolosa. In un’epoca in cui dovremmo e potremmo tutti quanti lavorare molto di meno e creare molto di più. Tutto promossi fino a 15 anni per legge! (È il caso di dire che la legge con ritardo si adegua alla realtà sociale.) Tutti promossi all’ancora più farsesco Esame di Stato! Viva l’idiotismo consumistico-digitale! Viva la legge 107! Viva l’Italia!

[vedi: http://www.corriere.it/scuola/secondaria/cards/maturita-ecco-cosa-cambia-giugno-l-esame-stato/nuova-maturita-due-scritti-senza-invalsi-nessun-prof-esterno_principale.shtml] ma può darsi che l’articolo sia una bufala…

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Ma la democrazia non è né veloce, né economica


E’ piuttosto curioso quel che sta accadendo negli ultimi giorni nel(lo pseudo)dibattito sulla riforma costituzionale: i sostenitori del sì alla riforma hanno pressoché smesso di portare ̶…

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Terrorismo: cosa fare?


Questione terrorismo. Cerchiamo di essere pragmatici, politicamente efficaci. Cosa si potrebbe fare? Iniziamo con quello che dice Galli della Loggia su Corriere.it: “prendere decisioni nette e quindi necessariamente impegnative: tirare in ballo finalmente le responsabilità dell’Arabia Saudita o intervenire con efficacia contro il mercato delle armi”. È evidente che lo dica in senso paradossale: sembra escludere implicitamente che una cosa del genere rientri nei progetti politici degli attuali governanti della UE. Sulla scia di Galli della Loggia facciamo un altro esempio: una politica di intervento “europeo”, davvero europeo, a sostegno delle masse di civili esiliate, massacrate, ridotte alla miseria (dalla Siria, all’Iraq, alla Libia, ecc.), intervento politico e socio-economico (una sorta di piano Marshall), a prescindere da nazionalità, fede (o pseudo-fede: molti “musulmani” oggi sono tanto musulmani quanto Salvini o l’uomo della strada si dicono “cristiani”), etnia, ecc., da sottolineare attraverso una campagna massmediatica forte, un nuovo Kulturkampf. Colpiamo gli interessi delle multinazionali del petrolio, mettiamo alle strette i Sauditi, chiudiamo i rubinetti del grande capitale in modo che i guerriglieri IS (creati e finanziati in funzione anti-Assad e anti-russa, non dimentichiamocelo) non abbiano razzi e granate da sparare ma solo pietre da lanciare. Questo, in teoria, si potrebbe fare. E poi investiamo nel sociale in UE, ricostruiamo un welfare degno di questo nome, in modo da combattere emarginazione, povertà, da sfoltire quel sottobosco di ignoranza e disperazione dove può allignare il fanatismo religioso (o pseudo-religioso). Ci vorranno anni, forse decenni. Rispetto della legge, laicità, laicità e ancora laicità, ma accompagnata da giustizia sociale. Questa sarebbe una scelta, un orientamento politico. I vertici UE e i governi UE sono decisamente orientati da tutt’altra parte per quanto concerne la politica interna e quasi inesistenti per quanto riguarda la politica estera (a parte forse la questione dell’Ucraina in funzione anti-russa, di cui i media non parlano più da mesi…) che lasciano all’iniziativa dei singoli stati (vedi gli interventi militari di Francia e Turchia, non a caso tra i paesi più esposti agli attacchi terroristici). E poi all’interno si faccia rispettare la legge: controlli serrati, interventi di pubblica sicurezza, politica di respingimento là dove è necessario, ecc. ecc.

Però sarebbe necessario che i governanti producessero fatti (nella suddetta direzione) non chiacchiere pseudo-consolatorie. Le leggi ci sono. Manca la volontà politica. E sarebbe necessario che la cittadinanza e l’opinione pubblica premessero in questa direzione (cosa ancor più difficile: vedi Brexit). Nessun vittimismo passatista (l’imperialismo europeo, il colonialismo di fine XIX sec., ecc.): si tratta di fare adesso e domani (ovvero di combattere l’odierno neo-colonialismo). Il passato pesa soltanto se non ci si impegna a costruire un futuro diverso. Detto questo poi possiamo anche riconoscere, fuori dai denti, che il Corano è più facilmente fraintendibile della Torah (?) o del Vangelo e che nella cultura delle genti “musulmane” (tutte senza distinzione, dall’Indonesia al Marocco) ci siano potenziali germi alla violenza, attivabili in determinate condizioni (come anche in quella ebraica e cristiana). Va anche riconosciuto a chiare lettere che, ammesso e non concesso che il terrorista di Nizza sia solo un lupo solitario o uno squilibrato (lo è a prescindere, a mio avviso), la propaganda islamico-fondamentalista IS ha comunque un ruolo determinante nel provocare questo genere di fatti. Per quanto mi riguarda la religione, vissuta in una certa maniera, è strumento di potere e oppio dei popoli: Machiavelli e Marx insegnano. Tutte le religioni. Il punto non è il dogma o il modo in cui chiamiamo dio: ma il modo in cui concretamente viviamo quella visione religiosa. Questo non significa necessariamente fare di tutte le erbe un fascio, né negare che la pericolosità di certa propaganda fondamentalista su scala globale, allo stato attuale dei fatti.

Mi pare lapalissiano. Ma cambia qualcosa? Che facciamo? Violenza chiamerà sempre violenza. Alcuni invocano l’intervento militare, dimostrando di non avere la minima nozione di storia contemporanea e di geopolitica. Chi dovrebbe colpire chi? Dove? Come? Un altro Afghanistan? Le guerre degli ultimi 25 anni stanno lì a dimostrare che gli interventi militari NATO più che aver risolto i problemi li abbiano creati. (Anche gli eserciti nazionali, sempre più spesso, sono ridotti al ruolo di agenzie private al soldo del grande capitale).

Altra iniziativa della UE potrebbe riguardare i rapporti con Israele: di assistenza politica e solidarietà vera, non ipocrita. Fino all’integrazione di Israele nella UE. Ma questo comporterebbe la rinuncia a quella ambiguità nei confronti dei sauditi e degli sceicchi del Golfo. E saremmo punto da capo. Tutti processi difficilissimi, per carità. Ma non mi pare ci sia la minima volontà politica di intraprenderli. E di questo gli europei, la gente comune intendo, pagherà, sta già pagando il prezzo. Poveri disgraziati contro altri poveri disgraziati.

Il nostro nemico non abita in mezzo a noi, ma ai piani alti. Invero, esso risiede dentro di noi ed è culturale: corrisponde ad una certa concezione del potere.