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Elevazione: i cieli come specchio dell’eternità. Sentirsi parte del tutto: dalla polis alla cosmopolis


La natura da contemplare: esercizi spirituali e filosofia antica – Antologia di passi scelti (sulla scorta dell’insegnamento di Pierre Hadot) – Parte Seconda

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Il conoscere come puro piacere teoretico e realizzazione della natura umana (Pierre Hadot)


La natura da contemplare: esercizi spirituali e filosofia antica – Antologia di passi scelti (sulla scorta dell’insegnamento di Pierre Hadot) – Parte Prima

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Filosofia come terapia dell’ansia


Audio-lezione di filosofia per le classi terze del liceo – Con la pratica filosofica ci si può prendere cura dell’ansia? Un breve excursus dalle filosofie ellenistiche all’epoca contemporanea. A che serve fare filosofia (e farla a scuola)?
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Alain De Botton – Una filosofia di successo più amichevole e gentile


Alain de Botton esamina le nostre idee di successo e fallimento – e mette in discussione i fondamenti di questi due giudizi. Il successo è sempre meritato? E il fallimento? La sua analisi eloquente e spiritosa va oltre lo snobismo per trovare il vero piacere nel lavoro.
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Encheiridion – Il Manuale di Epitteto (per l’uomo del XXI secolo)


Audiolibro – Encheirìdion – Il Manuale di Epitteto (lettura integrale)

Una nuova versione del celebre “Manuale”, già tradotto da Giacomo Leopardi (1825), riadattata al linguaggio e all’immaginario collettivo del XXI secolo per la pratica filosofica.

Introduzione

Con l’affidare alle inquiete onde della rete questa versione del Manuale di Epitteto non mi propongo alcun fine scientifico o filologico. Non mi interessa e non ne sarei comunque all’altezza, dato che la mia competenza di traduttore va poco oltre quella liceale. Questo lavoro obbedisce piuttosto a specifiche esigenze di carattere personale e pratico-filosofico. Ho fatto una piccola scommessa con me stesso: provare a restituire al Manuale la sua funzione originaria, adattandolo alla sensibilità e all’immaginario collettivo dei nostri tempi. Ovvero, l’ho “riscritto” per me.

Redatto da Arriano di Nicomedia verso la fine del I sec. d. C. sulla scorta degli insegnamenti orali del grande filosofo stoico, esso aveva una funzione eminentemente pratica. Enchiridion in greco significa, letteralmente, “che sta in mano”, “da portarsi in mano” (én chéir). Qualcosa, insomma, che ci si può (o ci si deve) portare sempre appresso, perché concretamente serve.

A cosa? Alla pratica, ovvero al saper fare e al saper essere. O, per dirla più chiaramente, al “saper stare al mondo”, affrontando nella maniera più idonea le circostanze che la vita ci pone dinanzi in termini più o meno problematici.

Il Manuale è filosofia, d’accordo, quindi si tratta di “pensiero astratto”. Ma la sua funzione non è affatto “astratta”. Conoscere per il gusto di conoscere è una bellissima esperienza. Ma ancor più bella è quella conoscenza che dalla concretezza del vissuto (personale) ascende faticosamente alle vette dell’astrazione per ridiscenderne purificata e fresca come torrente montano, nuova vita e nuove prospettive fornendo all’agire qui e ora.

Insomma, conosco per stare bene, conosco per provare a essere felice. E quelle nozioni che mi servono ad affrontare nel modo più tranquillo e dignitoso possibile la quotidianità, me le porto dietro, nella memoria e, non si sa mai, anche su carta.

E se il contenuto del Manuale, giunto a noi attraversando i secoli, è sempre vivo e vitale, come ben si conviene a un classico, per restituirlo al compito che dovette attribuirgli Arriano occorreva provare a ripristinarne l’immediatezza, l’efficacia comunicativa, il suo saper essere incisivo, mordente. Senza snaturarlo, travisandone il greco, ma, per così dire, lasciandolo parlare alle orecchie, al sentimento e all’intelligenza dei miei contemporanei, come a suo tempo (1825) fece Giacomo Leopardi.

Non è affatto detto che quest’alchimia mi sia riuscita, tanto meno che meriti – ci mancherebbe altro! – l’accostamento alla traduzione del Leopardi. Giudicherà il lettore. A me preme, semplicemente, essergli utile. Con la consapevolezza che difficilmente riuscirò a esser utile a chicchessia se avrò fallito nel giovare a me stesso.

Bracciano, 21 giugno 2011

Nota del curatore

Per la redazione di questo testo ho consultato, oltre alla già citata versione leopardiana reperita dal sito web di LiberLiber (http://www.liberliber.it), il Manuale di Epitteto (con testo greco a fronte) tradotto e commentato da Pierre Hadot (Einaudi, Torino 2006). Da quest’ultimo ho tratto spunto per la paragrafazione. I titoli a scopo esemplificativo sono miei.

Avvertenza editoriale

Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/ Tu sei libero: • di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera Alle seguenti condizioni: • Attribuzione – Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera. • Non commerciale – Non puoi usare quest’opera per fini commerciali. • Non opere derivate – Non puoi alterare o trasformare quest’opera, ne’ usarla per crearne un’altra. Prendendo atto che: • Rinuncia – È possibile rinunciare a qualunque delle condizioni sopra descritte se ottieni l’autorizzazione dal detentore dei diritti. • Pubblico Dominio – Nel caso in cui l’opera o qualunque delle sue componenti siano nel pubblico dominio secondo la legge vigente, tale condizione non è in alcun modo modificata dalla licenza. • Altri Diritti – La licenza non ha effetto in nessun modo sui seguenti diritti: – Le eccezioni, libere utilizzazioni e le altre utilizzazioni consentite dalla legge sul diritto d’autore; – I diritti morali dell’autore; – Diritti che altre persone possono avere sia sull’opera stessa che su come l’opera viene utilizzata, come il diritto all’immagine o alla tutela dei dati personali. • Nota – Ogni volta che usi o distribuisci quest’opera, devi farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza. Francesco Dipalo in qualità di autore del testo e curatore del blog Scorribande filosofiche afferma i propri diritti morali riconoscendosi come autore di questo libro

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Pubblicato in: filosofia, pratica filosofica

Pierre Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica. Imparare a vivere – Ciclo completo di lezioni


Prima lezione
Seconda lezione
Terza lezione
Quarta lezione
Scarica la presentazione completa in pdf

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Il virus, da un punto di vista filosofico


Sottopongo alla vostra attenzione il lucidissimo contributo dell’amico Neri Pollastri.

Buona lettura!

Pubblicato in: pratica filosofica, zendo

Thich Nhath Hanh: Libero dovunque tu sia


Dal discorso tenuto al Penitenziario di Stato del Maryland, U.S.A. nel 2000

Per me non c’è felicità senza libertà e la libertà non ce la dà nessuno, la dobbiamo coltivare noi stessi. Condividerò con voi come ottenere una maggiore libertà per se stessi. Per tutto il tempo in cui sediamo, camminiamo, mangiamo o lavoriamo all’esterno, noi coltiviamo la nostra libertà. La libertà è ciò che pratichiamo ogni giorno. In qualunque condizione o luogo vi troviate, se avete la libertà siete felici.

Io ho molti amici che hanno scontato condanne ai lavori forzati e che, sapendo come praticare, hanno sofferto molto meno. In realtà la loro vita ha avuto una crescita spirituale, cosa che mi rende molto orgoglioso di loro. Per libertà intendo la libertà dalle afflizioni, dalla rabbia e dalla disperazione. Se in te c’è rabbia, la devi trasformare per poter ottenere di nuovo la tua libertà. Se in te c’è disperazione devi riconoscere questa energia e non permetterle di sopraffarti. Devi praticare in modo da trasformare l’energia della disperazione e raggiungere la libertà che meriti: la libertà dalla disperazione.

Puoi praticare la libertà ogni momento della vita quotidiana: ogni passo che fai può aiutarti a recuperarla, ogni respiro ti può aiutare a svilupparla e coltivarla. Quando mangi, mangia da persona libera. Quando cammini, cammina da persona libera. Quando respiri, respira da persona libera. Lo si può fare dovunque. Coltivando la libertà per te stesso sarai in grado di aiutare le persone con cui vivi. Se pratichi sarai una persona molto più libera, molto più solida, anche se continui a vivere nello stesso posto e nelle stesse condizioni fisiche e materiali. Gli altri, osservandoti, saranno colpiti dal modo in cui cammini, dal modo in cui siedi, dal modo in cui mangi. Vedranno che la gioia e la felicità ti sono accessibili, e vorranno essere come te, che sei padrone di te stesso, non più vittima della rabbia, della frustrazione e della disperazione.

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Pubblicato in: istantanee, pratica filosofica

Abbracciare la propria ignoranza


Orfani di quel Dio – ma non del Divino, che è il Tutto, l’Interdipendente – occorre prendersi cura della nostra ignoranza. Prendersi cura significa, in primo luogo, ascolto ed accettazione.
L’ignoranza si manifesta come paura, rabbia, angoscia. Ecco, è di questo che si parla. Il dito nella piaga della nostra umanità. Di questo occorre prender consapevolezza: presso paura, rabbia, angoscia bisogna imparare a sostare. Con paura, rabbia, angoscia prender confidenza.
Senza confidenza non le si potrà trasformare in rispetto, cura amorevole, solidarietà. Il punto di svolta si chiama accettazione del limite, riconoscersi ignoranti, fragili, bisognosi, avere il sapore di chi cerca sapore, odorare di quella fragranza che dal contatto con madre-terra – humus, umiltà – trae significato.
Ecco il valore dell’inchino, del poggiare la fronte a terra, una, due, tre volte. Non m’inchino a nessuno, perché m’inchino a tutto.
So di non sapere. Ecco perché, dopo, posso rialzarmi con fiducia, portare in giro una testa un po’ più libera, leggera, in equilibrio precario sulla colonna vertebrale, sfidando la gravità materna con il suo consenso.
Responsabilità del sapersi precariamente in viaggio: al viaggio saper dire di sì, nel viaggio affratellati, uomini, animali, piante, prima di abbandonarsi all’abbraccio della madre. Non so nulla, nulla da perdere, nulla da mantenere. Nulla.

Pubblicato in: pratica filosofica

VACANZE FILOSOFICHE PER NON…FILOSOFI (DI PROFESSIONE) 21-27 AGOSTO 2020


INVITO

Il gruppo editoriale “Il pozzo di Giacobbe”- “Di Girolamo” di Trapani

organizza la
XXIII

SETTIMANA FILOSOFICA

PER… NON FILOSOFI

* Per chi:
Destinatari della proposta non sono professionisti della filosofia ma tutti coloro che desiderano coniugare i propri interessi intellettuali con una rilassante permanenza in uno dei luoghi tra i più gradevoli del Bel Paese, cogliendo l’occasione di riflettere criticamente su alcuni temi di grande rilevanza teorica ed esistenziale. 
* Dove e quando:
Roccaraso (L’Aquila) a 1.250 metri,dal 21 al 27 agosto 2020
* Su che tema:

LA SOCIETÀ DEMOCRATICA E I SUOI NEMICI

Le “vacanze filosofiche per…non filosofi”, avviate sperimentalmente sin dal 1983, si sono svolte regolarmente dal 1998. Per saperne di più si possono leggere: Autori vari, Filosofia praticata. Su consulenza filosofica e dintorni (Di Girolamo, Trapani 2008) oppure, A. Cavadi, Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Di Girolamo, Trapani 2010) oppure A. Cavadi, Mosaici di saggezze (Diogene Multimedia, Bologna 2015).È attivo anche il sito http://vacanze.domandefilosofiche.it curato da Salvatore Fricano (Bagheria).

Programma orientativo

Arrivo nel pomeriggio (possibilmente entro le 19) di venerdì 21 agosto e primo incontro alle ore 21. La partecipazione alle riunioni è ovviamente libera, ma le stesse non subiranno spostamenti per far posto a iniziative private.
Sono previsti due seminari giornalieri, dalle 9.00 alle 10.30 e dalle 18.15 alle 19.45, sui seguenti temi:

* Platone teorico del totalitarismo?* Hegel teorico del totalitarismo?* Marx teorico del totalitarismo?* Antidoti a ogni totalitarismo che non voglia presentarsi come tale

I seminari saranno introdotti a turno da Augusto Cavadi (Palermo), Francesco Dipalo (Bracciano), Elio Rindone (Roma), Giacomo Vaiarelli (Palermo)

È possibile chiedere di anticipare e/o posticipare di qualche giorno il soggiorno in albergo.
Partenza dopo il pranzo di giovedì 27 agosto.

Costo

L’iscrizione al corso (comprensiva dei materiali didattici) è di euro 180 a persona. Chi si iscrive entro il 30 giugno ha diritto a uno sconto di 30 euro. Le coppie che si iscrivono entro tale data avranno un ulteriore sconto di 15 euro a persona.
Eccezionalmente si può partecipare a uno dei 12 incontri (euro 15).
Ognuno è libero di trovare il genere di sistemazione (albergo, camping o altro) che preferisce.
Chi vuole, può usufruire di una speciale convenzione che il comitato organizzatore (che come sempre non può escludere eventuali sorprese positive o negative) ha stipulato con:
Hotel Trieste, Via C. Mori 15, 67037 Roccaraso, Tel. 0864.602346, Mail: info@hoteltrieste.it – (a cui ci si può rivolgere per la prenotazione delle camere e il versamento del relativo acconto).
Si consiglia di chiedere l’iscrizione per tempo, poiché il numero delle camere è limitato, facendo riferimento alla convenzione particolare col gruppo di filosofia.
La pensione completa, comprensiva di bevande, costa:
* in camera singola (con bagno) € 74 al giorno.* in camera doppia (con bagno) € 64 al giorno.tassa di soggiorno, Euro 1,50 a persona a notte

Avvertenze tecniche

Per l’iscrizione ai seminari, dopo aver risolto la questione logistica, inviare l’acclusa scheda d’iscrizione e la copia (anche mediante scanner) del versamento di € 50,00 a persona, a titolo di anticipo sulla quota complessiva, a: prof. Elio Rindone (tel 0699928326 – fax 0623313760 – email: eliorindone@tiscali.it oppure a.cavadi@libero.it). In caso di mancata partecipazione alla vacanza-studio, detta somma non verrà restituita. La prenotazione al seminario non è valida finché non è stato effettuato il versamento e la data del bonifico fa fede per lo sconto!
Il saldo della quota di partecipazione sarà versato all’arrivo in albergo.

Scheda di iscrizione
Nome_______________________
Cognome____________________
Via o piazza_________________
N. civico____________________
c.a.p. e Città_________________
Prov._______________________
tf.__________________________
e-mail______________________
fax_________________________
Ho spedito € 50 a personamediante bonifico bancario*intestato a:Elio Rindoneconto cor. n° 1071306presso Monte dei Paschi,agenzia 96, Roma

Codice IBAN del conto corrente:

IT43L0103003278000001071306
Anticipo per Roccaraso

Firma______________________
* I versamenti possono essereunificati per due o più iscrizioni

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* I versamenti possono essere unificati per due o più iscrizioni

Pubblicato in: pratica filosofica, scuola

Il Volto dell’Altro


In occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico, che si terrà venerdì 17 gennaio 2020, grazie al contributo di alcuni studenti del nostro Liceo, abbiamo realizzato un e-book di contenuto filosofico sul tema “Il volto dell’Altro”.

Come nelle passate edizioni, il progetto si incentra sulla proposta condivisa di un’esperienza di riflessione e di approfondimento personale da tradurre in un testo narrativo, poetico o argomentativo a scelta. Alcuni dei testi qui raccolti saranno letti durante la Notte del Liceo Classico.

Buona lettura!

Pubblicato in: didattica, filosofia, pratica filosofica

Libertà, Responsabilità, Autenticità: Tre parole per orientarsi “con filosofia”


Sommario
Libertà
-Jiddu Krishnamurti: La libertà è una qualità della mente
-Immanuel Kant: Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me
-Immanuel Kant: Libertà significa avere il coraggio di usare la propria intelligenza
-Fernando Savater: Che cos’è la libertà
-Fernando Savater: Non siamo liberi di non essere liberi
-Søren Aabye Kierkegaard: Ciascuno di noi è ciò che sceglie di essere. Anche scegliendo di non scegliere
-Søren Aabye Kierkegaard: Il “singolo”, baricentro della dimensione esistenziale e spirituale (in senso cristiano) del fare filosofia
-Jean-Paul Sartre: L’uomo è condannato ad essere libero
-Friedrich Wilhelm Nietzsche: Delle tre metamorfosi (Zarathustra)
-Epitteto: Libertà significa imparare a volere che le cose accadano esattamente come accadono
-Erich Fromm: Fuga dalla libertà
-Herbert Marcuse: L’uomo ad una dimensione. La sola libertà rimastaci è quella di “consumare”?
-Zygmunt Bauman: Amare significa imparare ad accettare la libertà dell’Altro
-Thich Nhat Hanh: Coltivare la libertà
Responsabilità
-Fernando Savater: Responsabilità significa esser consapevoli della propria libertà
-Platone: Il mito di Er
-Søren Aabye Kierkegaard: Ciascuno di noi ha un naturale bisogno di rappresentarsi lo scopo della propria vita e non può esimersi dall’assumersi la responsabilità delle proprie scelte
-Karl Jaspers: Il carattere originario ed irrinunciabile dell’idea di responsabilità
-Jean-Paul Sartre: L’esistenzialismo (ateo o cristiano) è un umanismo, ovvero una filosofia centrata sull’uomo. Nell’uomo l’esistenza precede l’essenza: egli è pienamente responsabile delle sue scelte esistenziali
-Albert Camus: Pur in assenza di Dio, dinanzi al comune destino di morte, abbiamo la responsabilità di essere solidali gli uni verso gli altri
-Albert Camus: Il mito di Sisifo, emblema dell’umano destino, eroe positivo
-Umberto Galimberti: Dietro l’abuso di droghe stimolanti vi è il senso di responsabilità “schiacciante” indotto dal nichilismo della società post-moderna
Autenticità
-Wikipedia.org: Il significato etimologico del termine “autenticità”
-Fernando Savater: Autenticità significa porsi in relazione con l’Altro, riuscire ad essere uomo tra gli uomini
-Vito Mancuso: Vivere autenticamente significa dedicare la vita a qualcosa più grande di sé, rimanendo in armonia con la propria interiorità
-Martin Heidegger: Vivere autenticamente significa essere-per-la-morte, ovvero vivere con la consapevolezza della propria morte
-Osho Rajneesh: Tre cose da ricordare per incamminarti verso l’Autenticità
-Charlie Chaplin: Amore di sé…
-Muriel James e Dorothy Jongeward: Vincenti o perdenti…?
-Theodor Wiesengrund Adorno: Critica del concetto di autenticità

Pubblicato in: filosofia, pratica filosofica

TÀ SOKRATIKÀ – Antologia ragionata di testi “socratici”


[Fonte: https://www.corriereirpinia.it/wp-content/uploads/2019/06/socrate-982×540.jpg%5D

Indice

  1. Socrate personaggio della commedia di Aristofane
    Il Socrate sofista
  2. La figura di Socrate nella testimonianza di Platone
    Alcibiade intesse l’elogio di Socrate al termine del Simposio
    Socrate e il regime dei trenta tiranni
    L’accusa di Melèto
    L’arringa difensiva di Socrate durante il processo
    Quale pena propone per sé Socrate
    L’obbedienza alle leggi di Atene
    Morte di Socrate
  3. Il Socrate dei Memorabili di Senofonte
    Il Socrate moralista
    La povertà di Socrate
  4. Il Socrate “filosofo teoretico” nella concezione aristotelica
    Socrate scopritore dell’universale e dei ragionamenti induttivi
    Conoscere la virtù significa essere virtuosi
  5. Figure metodologiche socratiche
    Il filosofare è una faccenda “erotica”
    La maschera dell’ironia
    Il lògos al di là del lògos
    La maieutica
    Funzione catartica della maieutica
    Un dialogare centrato sulla persona
    Socrate “tafano” costringe i suoi concittadini a prendersi cura di se stessi
    Una personalità pedagogica
    La ricerca socratica della definizione (o del “concetto”)
    Il modo d’essere fa l’uomo
    La cura di sé (epimeléia heautou) è l’unico bene
    Conosci te stesso (gnôthi sautón)
    Il dèmone simbolo dell’ispirazione divina della missione socratica
    L’obbedienza alla ragione migliore
    L’élenchos socratico
    Alla ricerca del “concetto”
Pubblicato in: filosofia, pratica filosofica

Sulle emozioni distruttive – Elementi di psicologia buddista


I TRE VELENI DELLA MENTE

Emozioni distruttive è la cronaca dell’incontro (l’ottavo di “Mind and Life”) avvenuto a Dharamsala e presieduto dal quattordicesimo Dalai Lama (Tenzin Gyatso) nel marzo del 2000, cui hanno partecipato psicologi, neuroscienziati, filosofi di entrambe le tradizioni (occidentale ed orientale), nonché monaci buddisti di diverse scuole. L’autore del libro, Daniel Goleman, è uno psicologo statunitense di fama mondiale.

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Pubblicato in: filosofia, pratica filosofica

SPINOZA, Etica, parte IV, Appendice con commento


HUMANAS ACTIONES non ridere nec lugere neque detestari sed intelligere

(Tractatus politicus, I, 4)

Baruch Spinoza (1632-1677)

Ethica more geometrico demonstrata. Completata, presumibilmente, nel 1662 pubblicata postuma nel 1677.

Suddivisione dell’opera:

Pars I – De Deo (Intorno a Dio)

Pars II – De natura et origine mentis (Sulla natura e sull’origine della mente)

Pars III – De origine et natura affectuum (Sull’origine e sulla natura degli affetti)

Pars IV – De servitute humana seu de affectuum viribus (Sulla servitù umana ovvero sulla forza degli affetti ovvero moti dell’animo ovvero passioni)

Pars V – De potentia intellectus seu de libertate humana (Sulla potenza dell’intelletto ovvero della libertà umana)

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