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Lettera di Lincoln al maestro di suo figlio (e lettera di risposta dal XXI sec.)


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My son starts school today. It is all going to be strange and new to him for a while and I wish you would treat him gently. It is an adventure that might take him across continents. All adventures that probably include wars, tragedy and sorrow. To live this life will require faith, love and courage.
So dear Teacher, will you please take him by his hand and teach him things he will have to know, teaching him – but gently, if you can. Teach him that for every enemy, there is a friend. He will have to know that all men are not just, that all men are not true. But teach him also that for every scoundrel there is a hero, that for every crooked politician, there is a dedicated leader.
Teach him if you can that 10 cents earned is of far more value than a dollar found. In school, teacher, it is far more honorable to fail than to cheat. Teach him to learn how to gracefully lose, and enjoy winning when he does win.
Teach him to be gentle with people, tough with tough people. Steer him away from envy if you can and teach him the secret of quiet laughter. Teach him if you can – how to laugh when he is sad, teach him there is no shame in tears. Teach him there can be glory in failure and despair in success. Teach him to scoff at cynics.
Teach him if you can the wonders of books, but also give time to ponder the extreme mystery of birds in the sky, bees in the sun and flowers on a green hill. Teach him to have faith in his own ideas, even if every one tell him they are wrong.
Try to give my son the strength not to follow the crowd when everyone else is doing it. Teach him to listen to every one, but teach him also to filters all that he hears on a screen of truth and take only the good that comes through.
Teach him to sell his talents and brains to the highest bidder but never to put a price tag on his heart and soul. Let him have the courage to be impatient, let him have the patient to be brave. Teach him to have sublime faith in himself, because then he will always have sublime faith in mankind, in God.
This is the order, teacher but see what best you can do. He is such a nice little boy and he is my son.

***

“Il mio figlioletto inizia oggi la scuola: per lui, tutto sarà strano e nuovo per un po’ e desidero che sia trattato con delicatezza. È un’avventura che potrebbe portarlo ad attraversare continenti, un’avventura che, probabilmente, comprenderà guerre, tragedie e dolore. Vivere questa vita richiederà Fede, Amore e Coraggio. Quindi, maestro caro, la prego di prenderlo per mano e di insegnargli le cose che dovrà conoscere. Gli trasferisca l’insegnamento, ma con dolcezza, se può. Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico. Dovrà sapere che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri. Gli faccia però anche comprendere che per ogni farabutto c’è un eroe, che per ogni politico disonesto c’è un capo pieno di dedizione.

Gli insegni, se può, che 10 centesimi guadagnati valgono molto di più di un dollaro trovato; a scuola, o maestro, è di gran lunga più onorevole essere bocciato che barare. Gli faccia imparare a perdere con eleganza e, quando vince, a godersi la vittoria. Gli insegni a esser garbato con le persone garbate e duro con le persone dure. Gli faccia apprendere anzitutto che i prepotenti sono i più facili da vincere.

Lo conduca lontano, se può, dall’invidia, e gli insegni il segreto della pacifica risata. Gli insegni, se possibile, a ridere quando è triste, a comprendere che non c’è vergogna nel pianto, e che può esserci grandezza nell’insuccesso e disperazione nel successo. Gli insegni a farsi beffe dei cinici. Gli insegni, se possibile, quanto i libri siano meravigliosi, ma gli conceda anche il tempo di riflettere sull’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.

Gli insegni ad aver fede nelle sue idee, anche se tutti gli dicono che sbaglia. Cerchi di infondere in mio figlio la forza di non seguire la folla quando tutti gli altri lo fanno. Lo guidi ad ascoltare tutti, ma anche a filtrare quello che ode con lo schermo della verità e a prendere solo il buono che ne fuoriesce.

Gli insegni a vendere talenti e cervello al miglior offerente, ma a non mettersi mai il cartellino del prezzo sul cuore e sull’anima. Gli faccia avere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli insegni sempre ad avere suprema fede nel genere umano e in Dio.

Si tratta di un compito impegnativo, maestro, ma veda che cosa può fare. È un bimbetto così grazioso, ed è mio figlio”. 

Caro presidente Lincoln, questi principi, in tutta sincerità, proviamo a metterli in pratica ogni giorno che Dio manda sulla terra. Non è affatto facile, ma ci proviamo. Per quanto spiegare questo a studenti e genitori – nonché a molti colleghi – si riveli spesso una mission impossible (mi perdonerà l’anglismo: oggi si parla così). Gli uomini, forse, son sempre gli stessi, ma ho l’impressione che la società in cui viviamo noi nel XXI secolo rappresenti una commedia ben più sciatta, triste ed insignificante di quella che andava in scena a metà del XIX. A dominare, come “(pseudo-)valori” e non come disvalori, sono l’egocentrismo, il furbismo, la competizione fine a se stessa, la brama di un successo di cartapesta, truffaldino. Inganniamo i nostri ragazzi, facendo credere loro che tutto si possa misurare col metro peloso del denaro, che la felicità si possa comprare e che sia lì, dietro l’angolo, a portata di mano. Che sia meglio, dopotutto, barare, perché così fan tutti. Che gli altri siano solo scomodi rivali o, peggio, pezze da piedi. Che un numero vale la nostra anima. Ma si tratta solo di una dolorosa illusione. Dietro la maschera degli attori del dramma scolastico, dietro atteggiamenti boriosi o scanzonati, spesso non c’è niente, se non una solitudine assordante, un’ansia da prestazione snervante, una confusione che lascia sbigottiti. Coraggio, fede, abnegazione, senso di giustizia, dignità, nella bocca di molti son solamente parole. Rari i genitori che le utilizzerebbero con i maestri dei loro figli. Altrettanto rari i maestri che le saprebbero mettere in pratica. Qui nel XXI secolo sappiamo (quasi) tutti leggere e scrivere, ma abbiamo disimparato ad amare, ad apprezzare il luccichio negli occhi dei nostri ragazzi, ad innamorarci della conoscenza, quella vera, che ci fa sentire uomini tra gli uomini e ci fa amare la vita nonostante tutte le sue tragedie, finte e vere. Questo i ragazzi di oggi non ce lo perdoneranno. Finiranno di scassare il mondo e, giustamente, attribuiranno a noi la colpa. Perché anche questo, il non assumersi le proprie responsabilità, sarà un frutto inacidito del nostro insegnamento. Ma continuiamo a provarci, caro presidente. Non si sa mai.

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Guida alla stesura del tema storico


Il tema storico è una delle tipologie (tipologia C) attualmente previste per la prima prova dell’Esame di Stato. È una forma di scrittura non documentata.

Si segnalano qui di seguito alcune OPERAZIONI PRATICHE da compiere in sede di stesura del tema storico. Continua a leggere “Guida alla stesura del tema storico”

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Che cos’è un testo argomentativo e le tecniche argomentative


Ribloggato da: fonte http://bmliterature.altervista.org/blog/cose-testo-argomentativo-tecniche-argomentative/

Argomentare significa presentare una propria opinione, una propria tesi, intorno a un determinato tema o problema, spiegarla e difenderla attraverso opportuni argomenti, allo scopo di persuadere chi legge della validità di quanto si dice.

I testi argomentativi più diffusi sono gli articoli di fondo (o editoriali), in cui i giornalisti espongono le proprie opinioni su un determinato evento, le arringhe degli avvocati, i discorsi degli uomini politici, le prediche e i sermoni dei sacerdoti e i saggi che trattano problemi filosofici, sociali, storici, morali o scientifici.
Nella scuola è molto diffuso, soprattutto negli ultimi anni di studio e nelle prove di esame, il tema argomentativo o tema saggio: un tema in cui, appunto, si invita lo studente a esporre la propria opinione su un argomento e a spiegarlo e dimostrarlo.

Continua a leggere “Che cos’è un testo argomentativo e le tecniche argomentative”

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Incontro con la cittadinanza: Cosa intendiamo col termine “democrazia”?


Liceo Statale “I. Vian” di Bracciano

 in occasione della presentazione del libro

Democrazia

Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso

 Foto Cover di Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso, Libro di AA.VV edito da Diogene Multimedia

 il prof. Francesco Dipalo terrà una conversazione sul tema

Cosa intendiamo col termine “democrazia”?

Martedì 29 novembre 2016 ore 17.00

Aula Magna del Liceo “Vian”

Largo Cesare Pavese, 1 – Bracciano

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza,
studenti, docenti, genitori, amici.

Ingresso libero.

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Somari disoccupati


Risultati immagini per somaro disoccupato

Constato che, almeno nelle mie discipline, sempre più ragazzi manifestano serie difficoltà di comprensione posti dinanzi a testi di media complessità che, fino a qualche anno fa, venivano  giudicati tranquillamente alla portata di un liceale. Di fatto, nella maggior parte dei casi, sopravvive a malapena lo studio mnemonico della parte manualistica, uno studio condotto perlopiù in maniera superficiale e acritica in vista delle interrogazioni e in assenza di una reale partecipazione alle proposte di lavoro e di riflessione in classe. La mia non è un’opinione, ripeto, ma una “constatazione”. Le valutazioni, negli anni, hanno assecondato in maniera strisciante questo cambiamento che è complessivo, a parte, naturalmente, qualche pregevole eccezione. Gli odierni livelli di sufficienza, insomma, sono decisamente più alti rispetto a qualche anno fa. Come dire: un “sei” di oggi equivale ad un “cinque” del 2006. In docimologia non possiamo non utilizzare la curva di Gauss: dobbiamo valutare secondo standard che tengano conto della situazione effettiva dei giovani che ci sono affidati (che ha moltissime motivazioni, sociali, economiche, culturali, ecc. senza considerare il moltiplicarsi abnorme di casi che rientrano in categorie come BES o DSA). Questo, poi, vale solo per le conoscenze. Se dovessimo valutare in maniera obiettiva le competenze dei nostri studenti la situazione sarebbe ben più drammatica. Ma, adesso, con l’alternanza scuola-lavoro prevista dalla legge 107 si risolverà tutto: al pseudo-esame di stato si valuterà il “portfolio” del liceale che avrà fatto meno ore di italiano e matematica sostituendole con (spesse volte ridicole e pretestuose) attività pseudo-lavorative. Qualcuno mi può chiarire il significato in termini di esperienza lavorativa del preparare schede e recensioni (a vantaggio di una qualche sconosciuta casa editrice) per un liceale che questo genere di competenze fino ad ieri avrebbe sviluppato facendo seriamente “italiano” e che in futuro si iscriverà a fisica, medicina oppure ingegneria? Meno ore di matematica, di filosofia, di scienze, più ore di niente compresso. Come le altre miriadi di ore che ogni anno i ragazzi trascorrono passeggiando annoiati tra gli stand variopinti di questa o quella agenzia che vende “orientamento universitario”, pure questo trasformato in merce. Insomma, “somari disoccupati” (almeno per coloro che non hanno famiglie danarose e culturalmente preparate alle spalle) a basso costo, perché una massa di disoccupati non somari, forse, sarebbe troppo pericolosa. In un’epoca in cui dovremmo e potremmo tutti quanti lavorare molto di meno e creare molto di più. Tutto promossi fino a 15 anni per legge! (È il caso di dire che la legge con ritardo si adegua alla realtà sociale.) Tutti promossi all’ancora più farsesco Esame di Stato! Viva l’idiotismo consumistico-digitale! Viva la legge 107! Viva l’Italia!

[vedi: http://www.corriere.it/scuola/secondaria/cards/maturita-ecco-cosa-cambia-giugno-l-esame-stato/nuova-maturita-due-scritti-senza-invalsi-nessun-prof-esterno_principale.shtml] ma può darsi che l’articolo sia una bufala…

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Il problema è la difficoltà, non il latino – No, il problema non è il latino


Di questo articolo condivido parola per parola. Il punto è questo, lo sostengo da anni: le uniche cose veramente difficili che restano da fare a scuola sono la traduzione di latino e greco e i compiti di matematica e fisica. Perché richiedono capacità che non si possono improvvisare né preparare a tavolino attraverso maratone mnemoniche. Queste sono discipline che fungono da “cartine di tornasole”. Non è un caso che chi riesce in queste, generalmente, consegue ottimi risultati anche nelle altre. Questo vale anche per storia e filosofia. Con l’unica differenza che qui l’ineliminabile componente nozionistica fa sì che i livelli di sufficienza si possano raggiungere con una preparazione decente in vista della verifica. Ovvero si può sopperire a scarse capacità di analisi e rielaborazione con una maggiore quantità di ore studiate o di applicazione “sgobbona”. Ed è difficile, a quel punto, negare un sei a chi, un po’ di lavoro, lo ha effettivamente svolto. Ciò non toglie che anche nel mio caso, in effetti, l’abbassamento dell’asticella sia un dato di fatto cui in maniera più o meno consapevole ho contribuito anch’io negli anni.

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FAVOLE – La filosofia per lo studente principiante


“Se la vostra mente è vuota, è sempre pronta per qualsiasi cosa; è aperta a tutto. Nella mente di principiante ci sono molte possibilità; in quella da esperto, poche.”

(Shunryu Suzuki, Mente Zen, Mente di principiante)

“Se un uomo ha fame non regalategli un pesce, poiché mangerà solo un giorno: insegnategli a pescare, e mangerà per il resto della vita.

(Proverbio cinese)

“La funzione del Maestro è stata istituita per questo motivo: l’allievo deve imparare ad imparare.”

(I. Shah, Imparare ad imparare)

Indice

Nota introduttiva

…per lo studente

…per il docente

Per cominciare

Il sapere disgiunto dal vivere è spazzatura (se non peggio)

Benvenuti al liceo

Siamo tutti Greci

Senza gli altri non sarei nulla

Dia-logando s’impara

Sproloqui, chiacchiere, rumori e

Perché siamo tutti animali filosofici

La filosofia è figlia della meraviglia

Filosofare come rimedio contro il terrore della vita

È Èros a muovere il filosofo

La filosofia come “recupero” della sapienza

Dalla follia derivano i beni più grandi

La sfida mortale dell’enigma

Il mondo è una favola

Gli dèi

Della giusta ambizione (ovvero: dei fini e dei mezzi)

Imparare a pensar semplice (ovvero l’etica delfica)

Politico e idiota

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