Pubblicato in: filosofia

Degli asini che scalciano (quelli umani s’intende)…


Tramandano sul conto di Socrate…

Demetrio di Bisanzio attesta che Critone lo tolse via dall’officina e lo educò, innamorato della grazia della sua anima; convinto che la speculazione naturalistica non ci riguarda affatto, discuteva di questioni morali nelle officine e nel mercato. Era solito dire che l’oggetto della sua ricerca era: «Ciò che nella casa si fa di male e di bene».

Spesso nell’indagine il suo conversare assumeva un tono piuttosto veemente: allora i suoi interlocutori lo colpivano con pugni o gli strappavano i capelli; nella maggior parte dei casi era disprezzato e deriso, ma tutto sopportava con animo rassegnato. A tal punto che una volta, sopportando i calci che aveva ricevuti da un tale, a chi si meravigliava del suo atteggiamento paziente, rispose: «Se mi avesse preso a calci un asino, l’avrei forse condotto in giudizio?». Così tramanda Demetrio.

(Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, I, V, 20)

Di asini in giro ce n’è sempre in grande abbondanza. E tirano calci, ieri come oggi. Sbraitano, si agitano, querelano. A volte son loro a portare Socrate in giudizio, paradossalmente.

Con gli asini sarebbe meglio non parlare. A che pro? Però a volte giustizia lo chiede, verità lo impone. E il daimon, in questi casi, resta silente.

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La filosofia come modo di vivere – Percorso nei testi antichi


Aristotele, Protreptico, B44

Non dobbiamo perciò preoccuparci se la filosofia non si dimostra utile o vantaggiosa perché non affermiamo innanzi tutto che sia vantaggiosa, ma piuttosto che è buona, e che la si debba scegliere non per qualcos’altro, ma per se stessa. Infatti come noi andiamo ad Olimpia per lo spettacolo dei giochi in sé, anche senza averne alcun altro vantaggio (perché lo spettacolo vale in sé più di molto denaro), e come non guardiamo le rappresentazioni drammatiche delle feste Dionisie in base al calcolo di ricevere qualcosa dagli attori – anzi siamo proprio noi a pagare – e come valutiamo molti altri spettacoli più di una gran somma di denaro, così anche valuteremo la contemplazione dell’universo più che non tutte quelle cose, che ci si dia molta pena per andare a vedere delle persone che sulla scena si presentano come donne e schiavi, oppure lottano o gareggiano in corse ad Olimpia, e d’altra parte si consideri che non si debba contemplare senza un compenso la natura delle cose e della verità.

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