Pubblicato in: filosofia

Il realismo nel pensiero arcaico (coincidenza sfere ontologica e logico-linguistica): Eraclito fr.1


Audio-lezione di filosofia per le classi terze del liceo – La coincidenza delle sfere ontologica, logica e linguistica nel pensiero arcaico: analisi del fr. 1 di Eraclito (Guido Calogero, Gabriele Giannantoni) – Dalla polis alla cosmopolis – Esempi di pensiero olistico Per approfondire: https://francescodipalo.wordpress.com/?s=Eraclito
Pubblicato in: filosofia

Sul concetto di armonia nelle filosofie eraclitea e pitagorica


Audio-lezione di filosofia per le classi terze del liceo (lezione dialogata con elementi di educazione ambientale) – Eraclito: la dialettica vita-morte come metafora fisica, cosmologica, umana (frr. 76 e 77 DK); Pitagora: la decade come simbolo di armonia derivante da spinte contrapposte; il rapporto uomo-natura: l’Enciclica “Laudato sii” di papa Francesco
Pubblicato in: filosofia

Eraclito – Il ritmo eterno dei contrari


[12_3] Video lezione di filosofia per le classi terze del liceo – Eraclito: il flusso eterno delle cose, la coincidentia oppositorum, l’interdipendenza di tutte le cose, il relativismo, la saggezza del vivere – Si veda anche
Continua a leggere “Eraclito – Il ritmo eterno dei contrari”
Pubblicato in: filosofia

Eraclito – Il logos, armonia invisibile del cosmo


[11_3] Video lezione di filosofia per le classi terze del liceo – Eraclito: il logos, coincidenza delle sfere ontologica logica e linguistica, armonia, teoria della conoscenza – Si veda anche
Continua a leggere “Eraclito – Il logos, armonia invisibile del cosmo”
Pubblicato in: filosofia

Eraclito – Un personaggio altero e oscuro


[10_3] Video lezione di filosofia per le classi terze del liceo – Eraclito: vita ed opera attraverso l’aneddotica antica, oscurità ed enigmaticità del suo pensiero, un modello di aristocratico e di sapiente, il rapporto con il divino e con i suoi concittadini – Si veda anche
Continua a leggere “Eraclito – Un personaggio altero e oscuro”
Pubblicato in: filosofia

ERACLITO “VIVERE SIGNIFICA MORIRE”. I frammenti sull’anima e la cosiddetta “escatologia” eraclitea


Pubblichiamo, in versione integrale, la nostra tesi di laurea in filosofia antica (presentata nel lontano 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni).

Da questo link è possibile scaricare il file in pdf.

Il testo è liberamente utilizzabile purché se ne citi la fonte (Francesco Dipalo, Vivere significa morire. I frammenti sull’anima e la cosiddetta “escatologia” eraclitea, Cattedra di Storia della Filosofia Antica, Università “La Sapienza”, a.a. 1989-1990).

  Risultati immagini per eraclito

ERACLITO

“VIVERE SIGNIFICA MORIRE”

I frammenti sull’anima e la cosiddetta “escatologia” eraclitea.

 

Francesco Dipalo
Anno Accademico 1989/90
Relatore: prof. Gabriele Giannantoni

ἐδιζησάμην ἐμεωυτόν = Ho indagato me stesso (fr.101)

Ogni frammento di Eraclito racchiude
un mistero affascinante.Chi cerca di interpretare i suoi enigmi
raccoglie una sfida senza tempo,
antica quanto l’uomo.
Allora si sente un nuovo Edipo
di fronte alla Sfinge,
sull’orlo di un baratro, preda delle vertigini,
sospeso tra la vita e la morte.
Sapienza è misurarsi con se stessi:
se non ci si riesce a superare,
inevitabilmente si soccombe.

Continua a leggere “ERACLITO “VIVERE SIGNIFICA MORIRE”. I frammenti sull’anima e la cosiddetta “escatologia” eraclitea”

Pubblicato in: filosofia nel giardino

I Frammenti di Eraclito


[fonte: filosofiaenuovisentieri.it]

Terzo incontro

Panta rhei

[12 Diels-Kranz ]
A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre nuove.

[49a Diels-Kranz ]

Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo.

[ 91 Diels-Kranz ]

Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va.

Continua a leggere “I Frammenti di Eraclito”

Pubblicato in: filosofia

Intorno ai presocratici: alcune annotazioni


Secondo Aristotele i presocratici si occuparono fondamentalmente di rintracciare l’arché, ovvero la sostanza (dal latino substantia) primordiale, da cui tutto deriva: ciò che permane nonostante il cambiamento o che “sta dietro” il movimento e la molteplicità degli enti.

Aristotele li definisce “oi physikòi” perché attribuisce loro un particolare interessamento per la natura (physis) o meglio per la sua causa/e materiale/i.

Le loro teorie, a maggior ragione in quanto giunteci solo attraverso pochi frammenti e testimonianze, sono state sottoposte a varie interpretazioni.

Sapere è potere e conoscere l’arché equivale a dominare la natura, ad anticipare quel che sarà diminuendo la portata terrifica dell’ignoto. Continua a leggere “Intorno ai presocratici: alcune annotazioni”

Pubblicato in: didattica, filosofia

ERACLITO: IL LOGOS COME PRINCIPIO


Eraclito (535 a.C. – 475 a.C.) fiorì ad Efeso, sulle coste della Ionia. Efeso, come Mileto, nella seconda metà del VI secolo a.C. costituiva un centro urbano e portuale assai avanzato e dinamico, che intratteneva rapporti commerciali con i popoli che si affacciavano sulle coste del Mediterraneo Orientale e nell’entroterra anatolico. La società efesina praticava un’economia, che potremmo definire, per l’epoca, di stampo “capitalistico”. Spostando merci e persone lungo le principali rotte marittime dell’antichità era aperta agli influssi culturali provenienti dalle più antiche civiltà orientali, Fenici ed Egiziani in primis. Alle spalle di Efeso verso la fine del VI secolo si affacciarono minacciose le armate persiane del Gran Re Ciro che conquistò la città ionica e le impose tributi gravosi, inserendola nella sua sfera d’influenza. Nel 494 a.C. gli Efesi parteciparono alla rivolta delle poleis ioniche contro l’impero persiano, rivolta che, nonostante l’appoggio loro fornito dai Greci dell’Ellade, ed in particolare da Atene, fu soffocata nel sangue. Tale evento rappresentò l’antefatto delle successive campagne militari di Dario e Serse contro le poleis elleniche passate alla storia come Guerre Persiane e narrate dallo storico Erodoto.

Dell’opera di Eraclito, che secondo la tradizione si sarebbe intitolata Intorno alla natura (ΠΕΡΙ ΦΥΣΕΩΣ), ci restano ben 126 frammenti, alcuni composti da poche parole, altri più ampi. Ad essi si aggiungono, come per gli altri presocratici, un certo numero di testimonianze indirette. Le principali fonti letterarie da cui sono tratti i frammenti dell’opera eraclitea, oltre a Platone ed Aristotele, sono le opere di Clemente Alessandrino e Sant’Ippolito di Roma (entrambi vissuti tra il II e il III secolo d.C.), in cui essi vengono citati a scopo apologetico, in difesa della fede cristiana o dell’ortodossia in ambito cristologico.

Come tutti i presocratici, Eraclito fiorisce in un’epoca di “passaggio” tra tradizione orale e tradizione scritta. Il suo poema, infatti, è probabile sia stato composto per la recitazione in pubblico, quindi per un uso “orale”. Da quanto ci risulta doveva essere ricco di metafore, visioni a mezza strada tra il naturalistico e l’antropologico, con un linguaggio così sofisticato ed enigmatico da fargli meritare, successivamente, il soprannome di “oscuro” (Σκοτεινός). Molti dei suoi frammenti appartengono al genere letterario dell’aforisma oracolare o della massima morale: breve, conciso, immaginifico.

Il fr. 1 della collezione Diels-Kranz costituiva, molto probabilmente, l’incipit del poema eracliteo.

τοῦ δὲ λόγου τοῦδ’ ἐόντος ἀεὶ ἀξύνετοι γίνονται ἄνθρωποι καὶ πρόσθεν ἢ ἀκοῦσαι καὶ ἀκούσαντες τὸ πρῶτον˙ γινομένων γὰρ πάντων κατὰ τὸν λόγον τόνδε ἀπείροισιν ἐοίκασι, πειρώμενοι καὶ ἐπέων καὶ ἔργων τοιούτων, ὁκοίων ἐγὼ διηγεῦμαι κατὰ φύσιν διαιρέων ἕκαστον καὶ φράζων ὅκως ἔχει. τοὺς δὲ ἄλλους ἀνθρώπους λανθάνει ὁκόσα ἐγερθέντες ποιοῦσιν, ὅκωσπερ ὁκόσα εὕδοντες ἐπιλανθάνονται.

«Di questo logos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benché infatti tutte le cose accadano secondo questo logos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole e in opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com’ è. Ma agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo.»

In questo frammento si trova una celebre metafora, quella che distingue tra gli “svegli” e i “dormienti”. Il suo significato è universale. Basti pensare che mentre Eraclito fioriva sulle coste del Mediterraneo orientale, ai piedi della catena dell’Himalaya nell’odierna India settentrionale, Siddharta Gautama, ottenuta l’illuminazione ricevette l’appellativo di “Buddha“, in sanscrito il “risvegliato” (da cui “buddhismo”). Nel frammento eracliteo la condizione di “sveglio” in senso di “esser cosciente” va distinta da quella di “sveglio” in senso letterale. La maggior parte degli uomini (di sicuro, tutti salvo Eraclito; o anche tutti salvo una ristretta “aristocrazia” di sapienti?) quando sono “svegli”, in realtà, si comportano come se stessero dormendo. Il sonno è caratterizzato dal sogno, ossia da una visione distorta e illusoria e singolare della realtà. I più, quindi, non sono “svegli” (nel senso di “consapevoli”) della natura, dell’essenza del reale, così com’è. Non vedono ciò che è comune, ma si ritirano in una specie di mondo privato (in greco idìon). Trascorrono la vita in una condizione di “idiozia”, nel senso etimologico della parola.

Eraclito dà l’impressione (non solo qui ma in molti altri passi che sono stati tramandati) di spingere la sua “franchezza” sino ai confini della “brutalità”. A ben guardare, però, la “brutalità” sta nella Verità di cui egli è “profeta”, o piuttosto nel fatto che i molti da questa Verità si tengano discosti, “brutalizzando” loro stessi.

I “dormienti”, probabilmente, sono gli stessi concittadini di Eraclito, gli Efesi contro i quali egli polemizza a più riprese. Tutti presi dal dio denaro, attaccati ai beni materiali e alla loro presunta durevolezza, essi hanno disimparato a guardare il mondo con gli occhi, fieri e bellicosi degli antenati. L’ignoranza li ha infiacchiti ed invigliacchiti. Per questo rischiano di essere (e saranno) travolti dal nemico persiano che proviene da est.

Del Lògos eracliteo, del discorso (prima accezione del termine Lògos) che sta per pronunciare, loro non capiranno nulla, così come non sono in grado di intendere la natura della realtà in cui sono immersi: oltre ad essere sordi sono anche ciechi.

Fu questa presa di posizione a far guadagnare al filosofo di Efeso la fama (forse “cattiva”, ma dipende dai punti di vista) di uomo sfrontato e superbo. Egli manifesta piuttosto la stoffa del profeta, del sapiente: parla ex cathedra, per conto della divinità. Le sue affermazioni vanno comprese, meditate, assimilate. Ma non sembra possano essere messe in discussione. Un atteggiamento, questo, poco “filosofico” (nel senso socratico del termine: il “filosofo” dovrebbe essere un “dialogante”). Si narra che egli avesse depositato il suo libro nel tempio di Artemide sull’acropoli, a sottolineare la distanza che lo separava da quel dèmos, il popolino piccolo-borghese e bottegaio di Efeso, per il quale provava disgusto. Insomma, l’atteggiamento politico di un vecchio aristocratico (pare che Eraclito discendesse da un’antica famiglia di re-sacerdoti di Efeso) dinanzi al regime plutocratico che favorisce l’ascesa sociale di chi sa maneggiare merci e denaro.

εἷς ἐμοὶ μύριοι, ἐὰν ἄριστος ἦι.

«Uno vale per me diecimila, se è il migliore.»

Eraclito, 22 B 49

(continua)

Pubblicato in: zendo

Kosmoszen: Manifesto sullo zen d’Occidente


Questo articolo a cura del Centro Zen di Vicenza mi pare un ottimo punto di partenza per una comune riflessione che metta in dialogo la pratica Zen con la tradizione filosofica occidentale. Un dialogo che non vuole essere di stampo “intellettuale” o “accademico”, ma per l’appunto “pratico”, ovvero inerente alla “pratica”. Perché sono convinto che gioverebbe molto provare ad utilizzare testi della tradizione filosofica occidentale per meditare, riflettere, allargare ulteriormente i nostri orizzonti. È un lavoro ancora tutto da fare. Mi piacerebbe metterci mano quanto prima.

Un loto Continua a leggere “Kosmoszen: Manifesto sullo zen d’Occidente”

Pubblicato in: filosofia

Heraclitus: Fragmenta


Αποσπάσματα (Ηράκλειτος)

Fragmenta (Heraclitus)

Diels-Kranz ordo

Il principio è il lògos

fragmentum B 1

τοῦ δὲ λόγου τοῦδ᾽ ἐόντος ἀεὶ ἀξύνετοι γίνονται ἄνθρωποι καὶ πρόσθεν ἢ ἀκοῦσαι καὶ ἀκούσαντες τὸ πρῶτον· γινομένων γὰρ πάντων κατὰ τὸν λόγον τόνδε ἀπείροισιν ἐοίκασι, πειρώμενοι καὶ ἐπέων καὶ ἔργων τοιούτων, ὁκοίων ἐγὼ διηγεῦμαι κατὰ φύσιν διαιρέων ἕκαστον καὶ φράζων ὅκως ἔχει· τοὺς δὲ ἄλλους ἀνθρώπους λανθάνει ὁκόσα ἐγερθέντες ποιοῦσιν, ὅκωσπερ ὁκόσα εὕδοντες ἐπιλανθάνονται.

Continua a leggere “Heraclitus: Fragmenta”