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Qual è la specificità della filosofia? Dalle origini al mondo contemporaneo


Audio-lezione di filosofia per le classi terze del liceo (Lezione dialogata: a domanda rispondo) – Le origini della filosofia greca, Occidentalisti, eurocentrismo, razzismo, sovranismo, rapporto tra mito e logos razionale, rapporti della filosofia con la religione e con la scienza
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È Eros a muovere il filosofo (video-lezione)


[02_3] Video lezione per le classi terze del liceo – Eros: la definizione di “filosofia” nel Simposio di Platone – Vedi anche
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Emmanuel Lévinas – Il Volto dell’Altro


Audio-lezione di filosofia per le classi quinte dei licei – Lévinas, Alterità, trascendenza, Volto dell’Altro, differenza di genere, Eros, – Presentazione in https://padlet.com/francesco_dipal/u8ev82i1hc40gav2

«Il volto si sottrae al possesso, al mio potere. Nella sua epifania, nell’espressione, il sensibile, che è ancora afferrabile, si muta in resistenza totale alla presa. Questo mutamento è possibile solo grazie all’apertura di una nuova dimensione. Infatti, la resistenza alla presa non si produce come una resistenza insormontabile, come durezza della roccia contro cui è inutile lo sforzo della mano, come lontananza di una stella nell’immensità dello spazio. L’espressione che il volto introduce nel mondo non sfida la debolezza del mio potere, ma il mio potere di potere. Il volto, ancora cosa tra le cose, apre un varco nella forma che per altro lo delimita. Il che significa concretamente: il volto mi parla e così mi invita ad una relazione che non ha misura comune con un potere che si esercita, foss’anche godimento o conoscenza. Ma è così che l’epifania dell’infinito è espressione e discorso. L’essenza originale dell’espressione e del discorso non risiede nell’informazione che fornirebbero su un mondo interno e nascosto. Nell’espressione un essere si auto-presenta. L’essere che si manifesta assi­ste alla propria manifestazione e quindi fa appello a me. Questa assisten­za non è il neutro di un’immagine, ma una sollecitazione che mi riguar­da con la sua miseria e la sua Maestà. Parlarmi significa superare in ogni istante ciò che vi è di necessariamente plastico nella manifestazione. Ma­nifestarsi come volto significa imporsi al di là della forma, manifestata e puramente fenomenica, presentarsi m un modo irriducibile alla mani­festazione, come la rettitudine stessa del faccia a faccia, senza la mediazione di nessuna immagine nella sua nudità, cioè nella sua miseria e nel­la sua fame. Nel Desiderio si confondono i movimenti che vanno verso la Maestà e l’Umiltà d’Altri. L’espressione non irradia come uno splendore che si diffonde all’in­saputa dell’essere irradiante — ciò che forse costituisce la definizione del­la bellezza. Manifestarsi assistendo alla propria manifestazione equivale ad invocare l’interlocutore e ad esporsi alla sua risposta e alla sua do­manda. L’espressione non si impone né come una rappresentazione ve­ra, né come un atto. L’essere offerto nella rappresentazione vera resta possibilità d’apparenza. L’impossibilità di uccidere non ha un significato semplicemente negativo e formale; la relazione con l’infinito o l’idea dell’infinito in noi la condiziona positivamente. L’infinito si presenta come volto nella re­sistenza etica che paralizza il mio potere e si erge dura ed assoluta dal fondo degli occhi senza difesa nella sua nudità e nella sua miseria. La comprensione di questa miseria e di questa fame instaura proprio la pros­simità dell’Altro. Il mondo che mi invade quando mi impegno in esso non può nulla contro il «libero pensiero» che sospende questo im­pegno o addirittura lo rifiuta interiormente, capace di vivere nascosto. L’essere che si esprime si impone, ma appunto facendo appello a me con la sua miseria e la sua nudità — con la sua fame — senza che io possa restare sordo al suo appello. Così, nell’espressione, l’essere che si im­pone non limita ma promuove la mia libertà, facendo nascere la mia bon­tà. L’ordine della responsabilità in cui la gravità dell’essere, nella sua ineluttabilità, spegne ogni sorriso, è anche l’ordine in cui la libertà è invocata in modo così ineluttabile che il peso irremissibile dell’essere fa nascere la mia libertà. L’ineluttabile non ha più l’inumanità del fatale, ma la serietà severa della bontà».

(E. Lévinas, Totalità e infinito, trad. it. Di S. Petrosino, Jaca Book, Milano 1980, pp. 85-86)

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PERCHÈ LA GUERRA? Carteggio Albert Einstein – Sigmund Freud


Fonte: http://www.iisf.it/discorsi/einstein/carteggio.htm

Lettera di Einstein a Freud – Gaputh (Potsdam), 30 luglio 1932

Caro signor Freud,
La proposta, fattami dalla Società delle Nazioni e dal suo “Istituto internazionale di cooperazione intellettuale” di Parigi, di invitare una persona di mio gradimento a un franco scambio d’opinioni su un problema qualsiasi da me scelto, mi offre la gradita occasione di dialogare con Lei circa una domanda che appare, nella presente condizione del mondo, la più urgente fra tutte quelle che si pongono alla civiltà. La domanda è: C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra? E’: ormai risaputo che, col progredire della scienza moderna, rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta, eppure, nonostante tutta la buona volontà, nessun tentativo di soluzione è purtroppo approdato a qualcosa.

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È Eros a muovere il filosofo


Canova, Eros e Psyche

Platone, Simposio, 201d–204c

Adesso ti lascerò un po’ in pace. Ecco il discorso su Eros che ho ascoltato un giorno da una donna di Mantinea, Diotima, molto competente su questo come su tanti altri argomenti. Fu lei che una volta, prima della peste, fece fare agli Ateniesi quei sacrifici che ritardarono di dieci anni l’epidemia. Proprio lei mi ha fatto capire molte cose su Eros.

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L’amore: dono o desiderio? La concezione dell’amore nel pensiero filosofico antico e medioevale


Percorso antologico di filosofia antica e medievale sul tema di “Amore” declinato secondo i tre vocaboli greci “Eros”, “Philia”, “Agapé”, a cura di Anna M. Bianchi – Giorgio Pedrioni (rivisitato da Francesco Dipalo). Già apparso su Comunicazione Filosofica numero 8, febbraio 2001 (https://www.sfi.it/259/comunicazione-filosofica.html).

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Schopenhauer: due volti di Amore


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Amore come sesso

Ogni innamoramento, infatti, per quanto voglia mostrarsi etereo, ha la sua radice solo nell’istinto sessuale, anzi è in tutto e per tutto soltanto un impulso sessuale determinato, specializzato in modo prossimo e rigorosamente individualizzato.

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Breve antologia filosofico-letteraria su amore nel mondo antico


eros e psiche

Esiodo –  daTeogonia (vv. 116-122, 191-206)

Dunque per primo fu Caos, e poi
Gaia dall’ampio petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono la vetta nevosa d’Olimpo,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
poi Eros, il più bello fra gli immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli déi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio. (…)
E dalla spuma del mare una figlia
nacque, e dapprima all’isola di Citera, divina,
giunse, e di lì poi giunse a Cipro molto lambita dai flutti;
lì approdò, la dea veneranda e bella, e attorno l’erba
sotto gli agili piedi nasceva; lei Afrodite, (…)
chiamano dei e uomini, perché dalla spuma
nacque (…).
La accompagna Eros, e Desiderio bello la segue
da quando, appena nata, andò verso la stirpe degli dei.
Fin dal principio tale onore lei ebbe e sortì,
come destino fra gli uomini e gli dei immortali,
bisbigli di fanciulle e sorrisi e inganni
e il dolce piacere e affetto e blandizie.

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XX SETTIMANA FILOSOFICA PER… NON FILOSOFI


INVITO

Il gruppo editoriale “Il pozzo di Giacobbe”-“Di Girolamo” di Trapani

e la fattoria sociale “Martina e Sara” di Bruca (Trapani)

organizzano la

XX

SETTIMANA FILOSOFICA

PER… NON FILOSOFI

* Per chi:

Destinatari della proposta non sono professionisti della filosofia ma tutti coloro che desiderano coniugare i propri interessi intellettuali con una rilassante permanenza in uno dei luoghi tra i più gradevoli del Bel Paese, cogliendo l’occasione di riflettere criticamente su alcuni temi di grande rilevanza teorica ed esistenziale.

* Dove e quando:

Erice (Trapani) a 750 metri, dal 18 al 24 agosto 2017

* Su che tema: 

L’amore: risorsa e trappola

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Sesso e consumismo


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L’unica sublimazione dell’istinto sessuale ammessa dal sistema è quella volta al consumo. Nella società industriale le energie sessuali erano represse per poter essere messe al servizio della produzione alla catena di montaggio. Oggi sono al servizio del consumo compulsivo di beni superflui. Dunque, il mercato del sesso, in un certo senso, sta allo shopping come il capitalismo finanziario sta all’economia reale. (C.X. Pilado)