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Thomas Kuhn: la struttura delle rivoluzioni scientifiche


A cura di Enrico Rubetti

[fonte: http://www.filosofico.net/kuhnrivscientiff.htm]

Insieme ad Imre Lakatos e a Paul K. Feyerabend, Thomas S. Kuhn è uno dei più noti epistemologi post-popperiani, che sono venuti sviluppando le loro teorie della scienza sempre a più stretto contatto con la storia della scienza. Al centro degli interessi di Kuhn, in particolare nella sua opera La struttura della rivoluzioni scientifiche (1962), è la storia della scienza non solo come studio specialistico, ma come mezzo particolarmente efficace per comprendere le stesse strutture della scienza. Tale studio richiede una metodologia specifica, autonoma rispetto a quelle della storiografia tradizionale e della filosofia della scienza.

Il problema principale per il filosofo, come per altri epistemologi suoi contemporanei, è quello della “rivoluzione scientifica”. Ma le rivoluzioni scientifiche non sorgono in base a verifiche (come pensavano positivisti e neopositivisti) e neppure in base a una o più falsificazioni (come pensava Popper), bensì con la sostituzione di un paradigma all’altro.

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IL PROBLEMA DELL’INFINITO


 

  • L’infinito problema matematico, teologico, cosmologico, astronomico, fisico, gnoseologico, etico

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Rousseau: Uomo e natura. L’educazione di Emilio


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Tutto è bene uscendo dalle mani dell’Autore delle cose, tutto degenera fra le mani dell’uomo. Egli sforza un terreno a nutrire i prodotti propri d’un altro, un albero a portare i frutti d’un altro; mescola e confonde i climi, gli elementi, le stagioni; mutila il suo cane, il suo cavallo, il suo schiavo; sconvolge tutto, altera tutto, ama le deformità, i mostri; non vuol nulla come l’ha fatto natura, neppure l’uomo; bisogna addestrarlo per sé, come un cavallo da maneggio; bisogna sformarlo a modo suo, come un albero del suo giardino. Continua a leggere “Rousseau: Uomo e natura. L’educazione di Emilio”

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Rousseau: La democrazia


Contratto Sociale – Libro Terzo – Capitolo IV – La democrazia
Colui che fa la legge sa meglio di tutti come deve essere posta in esecuzione e interpretata. Parrebbe dunque che non sarebbe possibile avere una costituzione migliore di quella in cui il potere esecutivo fosse unito a quello legislativo; ma è proprio questo che rende tale governo insufficiente sotto certi aspetti, perché le cose che devono essere distinte non lo sono, in quanto, essendo il principe e il corpo sovrano una sola persona, essi non formano, per così dire, che un governo senza governo. Continua a leggere “Rousseau: La democrazia”

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Jean-Jacques Rousseau: Il potere della casta


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«… un rapporto di cui non si tiene mai conto, mentre si dovrebbe sempre tenerne conto per primo, riguarda l’utilità che ciascuno ricava dal patto sociale, che protegge fortemente gl’immensi possessi del ricco, mentre a un miserabile concede a malapena di godere della capanna che ha costruito con le proprie mani.
Non sono forse tutti i vantaggi della società per i potenti e per i ricchi? Tutti gli uffici lucrativi non sono destinati a loro? Tutte le distinzioni e i privilegi non sono ad essi riservati? E l’autorità dello Stato non è sempre a loro disposizione? Allorché un uomo di rango elevato deruba i suoi debitori o compie altri inganni, non è sicuro dell’impunità? Le bastonate che egli distribuisce, le violenze che compie, persino l’omicidio e l’assassinio di cui si macchia, non lo rendono colpevole: sono cose che si nascondono e di cui nessuno parla più nel corso di sei mesi. Ma allorché lo stesso uomo viene derubato, subito tutta la polizia si mette in moto, e guai all’infelice su cui cade il sospetto.

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Rousseau: Origine della disuguaglianza


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Il primo che, cintato un terreno, pensò di affermare “Questo è mio” e trovò persone abbastanza ingenue da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quante uccisioni, quante miserie avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: “Guardatevi dall’ascoltare questo impostore. Se dimenticate che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno voi siete perduti”.

(J.J. Rousseau, Discorso sull’origine della disuguaglianza)

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Jean-Jacques Rousseau: Le fantasticherie del passeggiatore solitario


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Quinta passeggiata

Fra tutti i luoghi in cui ho abitato – e ce ne sono stati di davvero incantevoli -, nessuno mi ha reso così pienamente felice e mi ha lasciato così dolci rimpianti come l’Isola di Saint-Pierre, in mezzo al lago di Bienne. Quest’isoletta che a Neuchâtel chiamano isola della Motte è piuttosto sconosciuta, perfino in Svizzera. Nessun viaggiatore, a quanto ne so, ne accenna. E tuttavia è piacevolissima e particolarmente ben situata per fare la felicità di un uomo cui piaccia appartarsi; benché io sia forse il solo al mondo il cui destino ne ha fatto una legge, non posso credere di essere il solo che abbia un gusto così naturale, anche se fino ad ora non l’ho riscontrato in nessun altro. Continua a leggere “Jean-Jacques Rousseau: Le fantasticherie del passeggiatore solitario”