Pubblicato in: pratica filosofica

Sulla Sospensione del Giudizio


Tutti quanti – io per primo – abbiamo bisogno di esercitare quotidianamente l’esercizio scettico della sospensione del giudizio. Purtroppo l’uso di internet – a mezza strada tra il detto e lo scritto – induce spesso la tentazione di sottoscrivere affermazioni e informazioni (o presunte tali) sull’onda dell’emotività, senza la giusta mediazione della verifica e del controllo razionale. A maggior ragione occorre praticare “epoché” e astenersi dal precipitare il giudizio. Su alcune questioni, poi, sarebbe bene tacere del tutto. Ottimo l’articolo che mi permetto qui di ribloggare.

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Pubblicato in: filosofia

Eudaimonia: la felicità attraverso i testi antichi


ARISTOTELE

Aristotele, Etica nicomachea, X, 6, 1177a 23 sgg.

Noi pensiamo che il piacere sia strettamente congiunto con la felicità, ma la più piacevole delle attività conformi a virtù è, siamo tutti d’accordo, quella conforme alla sapienza; in ogni caso, si ammette che la filosofia ha in sé piaceri meravigliosi per la loro purezza e stabilità, ed è naturale che la vita di coloro che sanno trascorra in modo più piacevole che non la vita di coloro che ricercano. Quello che si chiama “autosufficienza” si realizzerà al massimo nell’attività contemplativa. Delle cose indispensabili alla vita hanno bisogno sia il sapiente, sia il giusto, sia tutti gli altri uomini; ma una volta che sia sufficientemente provvisto di tali beni, il giusto ha ancora bisogno di persone verso cui e con cui esercitare la giustizia, e lo stesso vale per l’uomo temperante, per il coraggioso e per ciascuno degli altri uomini virtuosi, mentre il sapiente anche quando è solo con se stesso può contemplare, e tanto più quanto più è sapiente; forse vi riuscirà meglio se avrà dei collaboratori, ma tuttavia egli è assolutamente autosufficiente.

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