Pubblicato in: pratica filosofica

VACANZE FILOSOFICHE PER NON…FILOSOFI (DI PROFESSIONE) 21-27 AGOSTO 2020


INVITO

Il gruppo editoriale “Il pozzo di Giacobbe”- “Di Girolamo” di Trapani

organizza la
XXIII

SETTIMANA FILOSOFICA

PER… NON FILOSOFI

* Per chi:
Destinatari della proposta non sono professionisti della filosofia ma tutti coloro che desiderano coniugare i propri interessi intellettuali con una rilassante permanenza in uno dei luoghi tra i più gradevoli del Bel Paese, cogliendo l’occasione di riflettere criticamente su alcuni temi di grande rilevanza teorica ed esistenziale. 
* Dove e quando:
Roccaraso (L’Aquila) a 1.250 metri,dal 21 al 27 agosto 2020
* Su che tema:

LA SOCIETÀ DEMOCRATICA E I SUOI NEMICI

Le “vacanze filosofiche per…non filosofi”, avviate sperimentalmente sin dal 1983, si sono svolte regolarmente dal 1998. Per saperne di più si possono leggere: Autori vari, Filosofia praticata. Su consulenza filosofica e dintorni (Di Girolamo, Trapani 2008) oppure, A. Cavadi, Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Di Girolamo, Trapani 2010) oppure A. Cavadi, Mosaici di saggezze (Diogene Multimedia, Bologna 2015).È attivo anche il sito http://vacanze.domandefilosofiche.it curato da Salvatore Fricano (Bagheria).

Programma orientativo

Arrivo nel pomeriggio (possibilmente entro le 19) di venerdì 21 agosto e primo incontro alle ore 21. La partecipazione alle riunioni è ovviamente libera, ma le stesse non subiranno spostamenti per far posto a iniziative private.
Sono previsti due seminari giornalieri, dalle 9.00 alle 10.30 e dalle 18.15 alle 19.45, sui seguenti temi:

* Platone teorico del totalitarismo?* Hegel teorico del totalitarismo?* Marx teorico del totalitarismo?* Antidoti a ogni totalitarismo che non voglia presentarsi come tale

I seminari saranno introdotti a turno da Augusto Cavadi (Palermo), Francesco Dipalo (Bracciano), Elio Rindone (Roma), Giacomo Vaiarelli (Palermo)

È possibile chiedere di anticipare e/o posticipare di qualche giorno il soggiorno in albergo.
Partenza dopo il pranzo di giovedì 27 agosto.

Costo

L’iscrizione al corso (comprensiva dei materiali didattici) è di euro 180 a persona. Chi si iscrive entro il 30 giugno ha diritto a uno sconto di 30 euro. Le coppie che si iscrivono entro tale data avranno un ulteriore sconto di 15 euro a persona.
Eccezionalmente si può partecipare a uno dei 12 incontri (euro 15).
Ognuno è libero di trovare il genere di sistemazione (albergo, camping o altro) che preferisce.
Chi vuole, può usufruire di una speciale convenzione che il comitato organizzatore (che come sempre non può escludere eventuali sorprese positive o negative) ha stipulato con:
Hotel Trieste, Via C. Mori 15, 67037 Roccaraso, Tel. 0864.602346, Mail: info@hoteltrieste.it – (a cui ci si può rivolgere per la prenotazione delle camere e il versamento del relativo acconto).
Si consiglia di chiedere l’iscrizione per tempo, poiché il numero delle camere è limitato, facendo riferimento alla convenzione particolare col gruppo di filosofia.
La pensione completa, comprensiva di bevande, costa:
* in camera singola (con bagno) € 74 al giorno.* in camera doppia (con bagno) € 64 al giorno.tassa di soggiorno, Euro 1,50 a persona a notte

Avvertenze tecniche

Per l’iscrizione ai seminari, dopo aver risolto la questione logistica, inviare l’acclusa scheda d’iscrizione e la copia (anche mediante scanner) del versamento di € 50,00 a persona, a titolo di anticipo sulla quota complessiva, a: prof. Elio Rindone (tel 0699928326 – fax 0623313760 – email: eliorindone@tiscali.it oppure a.cavadi@libero.it). In caso di mancata partecipazione alla vacanza-studio, detta somma non verrà restituita. La prenotazione al seminario non è valida finché non è stato effettuato il versamento e la data del bonifico fa fede per lo sconto!
Il saldo della quota di partecipazione sarà versato all’arrivo in albergo.

Scheda di iscrizione
Nome_______________________
Cognome____________________
Via o piazza_________________
N. civico____________________
c.a.p. e Città_________________
Prov._______________________
tf.__________________________
e-mail______________________
fax_________________________
Ho spedito € 50 a personamediante bonifico bancario*intestato a:Elio Rindoneconto cor. n° 1071306presso Monte dei Paschi,agenzia 96, Roma

Codice IBAN del conto corrente:

IT43L0103003278000001071306
Anticipo per Roccaraso

Firma______________________
* I versamenti possono essereunificati per due o più iscrizioni

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IT43L0103003278000001071306
Anticipo per Roccaraso

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* I versamenti possono essere unificati per due o più iscrizioni

Pubblicato in: filosofia, politica mente

Quale democrazia oggi?


Francesco Dipalo

Capitolo 1

Tra democrazia antica e moderna: alcune considerazioni preliminari

Posizione filosofica del problema.

Parlare di politica in senso filosofico significa parlare, alla fine, di visioni del mondo socialmente costituite e date. Oggetto specifico delle differenti visioni sono le giuste modalità dello stare insieme al mondo. Come dire, ci si mette in relazione in un certo modo, ci si danno determinate norme ed istituzioni perché si crede, con maggiore o minore consapevolezza e convinzione, ad un determinato principio o ad una rete di principi che dovrebbero giustificare e sostenere la sensatezza delle strutture esistenti o, altrimenti, suggerirne di nuove che fungano da meta per un cambiamento possibile. Da qui i due poli di oscillazione della riflessione filosofico-politica: quello realistico (la cosiddetta Realpolitik) e quello utopistico (utòpia è il “non-luogo” del possibile, di ciò che “non-è-ancora-reale” ma può diventarlo). In mezzo, muggente, c’è l’immenso oceano della fattualità storica, che può essere solcato in molte direzioni divergenti e, spesso, contraddittorie. Fermo restando che la prospettiva in cui si sostanzia l’atto dell’interpretare giudicando, è e sarà sempre – come ammonisce Giovanni Gentile (1875-1944) – quella del presente.

La questione di cosa sia democrazia, naturalmente, non sfugge a questo prolegomeno. Anzi. Sembrerebbe che, dal nostro attuale punto di vista, parlare di politica e parlare di democrazia siano in effetti due modi di dire la stessa cosa. Dato che l’intero orizzonte dell’opinione pubblica, nonché del pensiero contemporaneo, come vedremo, è occupato da questa sorta di totem. L’unica alternativa alla democrazia parrebbe rappresentata dalla sua negazione, che, in termini perlopiù manichei, costituisce una strada non percorribile da un paese che vuol dirsi civile e dalla quale può esser finanche opportuno, in taluni casi, per ragioni “pedagogiche” ed “umanitarie”, tirar via chi si ostinasse ad andar controcorrente. Se la voce “democrazia” suona bene – ad essa ci vien istintivo associare una, per quanto vaga, connotazione etico-valoriale – “dittatura”, “totalitarismo”, “autoritarismo” suonano stridenti.

Ma che cos’è esattamente democrazia? Esiste un modello ideale di democrazia al quale rifarsi per valutare la “democraticità” di questo o quel sistema politico? In caso affermativo, si tratta di un concetto specifico oppure di un genere aperto e polisemantico? Porsi sino in fondo tali questioni è assumere un atteggiamento filosofico. Che le risposte siano o meno esaustive o convincano i più, è, tutto sommato, meno importante dell’atto concreto del domandarsi. Perché reiterando tale pratica in comunità si intacca il nocciolo duro dei pregiudizi, di cui ognuno è vittima, si dissipano le nebbie dell’ovvietà, dietro le quali, spesse volte, si celano gli inganni di certo potere, si decostruiscono strutture mentali consolidate, liberando le forze, intellettuali ed emotive, che favoriscono il continuo passaggio dal possibile al reale attraverso il progettarsi. La politica, del resto, è disciplina eminentemente pratica: partendo dall’osservazione della realtà umana nel presente, tenendo conto delle esperienze passate, elabora strategie comportamentali per il futuro. Secondo Aristotele essa ha come oggetto il bene della pòlis, cioè della comunità cittadina. Ma il bene, va da sé, non lo si può semplicemente contemplare, né afferrare o sezionare: bisogna imparare e accostumarsi a farlo.

Non si tratta, dunque, di una questione personale. “Politico” si contrappone ad “idiota” (dal greco idìon, “privato”): è in gioco la definizione di una prassi tendenzialmente universale o universalizzabile. O, detto altrimenti, non è in questione il “mio” o il “tuo” bene, bensì il “nostro”. Se vale per me, allora vale anche per te. Questo dovrebbe essere il modo corretto di affrontare il discorso politico in senso filosofico. Ma questo è anche il motivo, inconscio, per cui tanto ci si infervora nel dibattere di politica: lo sconfinamento nell’altrui sfera è sempre dietro l’angolo. E se la ragione, propriamente usata, tende all’universale, il cuore, la sostanza istintuale ed emozionale di cui ciascun io è impastato, è incline a difendere il particolare, a marcare il proprio territorio. Questione di potenza.

In ultimo, ci si appresta ad abitare lo spazio socio-politico – ambiente umano per eccellenza, in quanto, come afferma Hannah Arendt (1906-1975), luogo di azione dialogica e simbolica – in base alla concezione del mondo nella quale, da esseri storicizzati, ci si riconosce, ricca o povera che sia. Ecco perché, come ben messo in luce da Baruch Spinoza (1632-1677), la politica ha a che fare con la metafisica (e dunque con la teologia) più di quanto comunemente si pensi. Ieri come oggi. È mia convinzione che il concetto di democrazia, tipico del nostro tempo, non sfugga a questa impostazione di fondo.

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Pubblicato in: filosofia

Quali prospettive etiche sono possibili dopo la morte di Dio?


Al mio amico Roberto Fiorentini

Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici non è fortuna è arte allo stato puro.

René Magritte

Il concetto di “ateismo” nel pensiero moderno

Le correnti ateistiche espresse dal pensiero moderno possono esser comprese, in termini dialettici, come contrappunto al teismo della tradizione medievale, se non, a volte, persino come articolazione o declinazione di temi in essa già presenti. In quest’ottica possiamo affermare che, in generale, “teismo” ed “ateismo” – pur variamente esplicitati – sono “facce della stessa medaglia”. Negare apertamente Dio, sottoporre a critica radicale le prove razionali della sua esistenza oppure mostrare l’insensatezza di alcuni dogmi ecclesiastici, tra XVII e XVIII secolo, significa far comunque riferimento ad una visione del mondo complessiva, universalmente diffusa ed accettata nel mondo europeo, nota come Scolastica. In altre parole, se si nega apertamente l’esistenza di Dio, cosa peraltro alquanto rara, si sta, di fatto, negando l’esistenza di quel-Dio-là (o, meglio, si respinge quella-idea-di-Dio). Si è piuttosto tacciabili di “eresia” o “blasfemia” che di “puro ateismo” – tant’è che le espressioni, talvolta, tendono a sovrapporsi: gli stessi maomettani vengono considerati degli “eretici”, là dove “ateo” significa semplicemente “nemico di Dio”, cioè del Dio cristiano e della santa fede.

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Pubblicato in: scuola, storia

Gli Americani hanno liberato Auschwitz: la storia riscritta in un testo delle elementari


Oggi, giorno della memoria, ho letto e commentato (tra le altre cose) alcuni passi del libro delle letture di quinta elementare edizione 1940. Mio intento era mostrare quanto possa essere potente, ma anche delicata e manipolabile l’istruzione (o educazione nazionale, come si chiamava a quel tempo). In particolare, abbiamo letto le pagine dedicate alle “razze”, infarcite di bestialità pseudoscientifiche e luoghi comuni a gogò. Ma, insomma, erano “altri tempi”. Quale sorpresa arrivare a casa e ricevere la segnalazione di una mia amica russa – solo lei ci ha fatto caso? – che ha trovato nel libro di letture del figlio (quinta elementare 2019-2020) la seguente informazione: ad Auschwitz il 27 gennaio 1945 sarebbero entrati gli americani per liberare gli Ebrei dalle SS. Ora, non volevo crederci. Forse un errore di stampa, ho pensato di primo acchito. Ma no, gli Americani liberatori li ritroviamo anche qualche rigo più sotto. E meno male che sulla copertina del libro si parla di “compiti di realtà”. Non so cosa pensare. Ancora, così d’emblée, mi è tornata in mente la risoluzione votata qualche mese fa dal Parlamento europeo che equipara il totalitarismo nazista con quello sovietico. La storia è una faccenda molto delicata. Ricordatevi del Ministero della Verità di orwelliana memoria. Nessun insegnante se ne è accorto? Nessun genitore? Eppure si tratta di un testo in adozione nelle nostre scuole…

Pubblicato in: storia

Le leggi razziali del 1938


DECRETO-LEGGE 17 novembre 1938-XVII, n.1728
Provvedimenti per la difesa della razza italiana
VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER LA VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D’ITALIA IMPERATORE D’ETIOPIA
Ritenuta
la necessità urgente ed assoluta di provvedere;
Visto l’art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100, sulla facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro per l’interno, di concerto coi Ministri per gli affari esteri, per la grazia e giustizia, per le finanze e per le corporazioni;
Abbiamo decretato e decretiamo:

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Pubblicato in: pratica filosofica, scuola

Il Volto dell'Altro


In occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico, che si terrà venerdì 17 gennaio 2020, grazie al contributo di alcuni studenti del nostro Liceo, abbiamo realizzato un e-book di contenuto filosofico sul tema “Il volto dell’Altro”.

Come nelle passate edizioni, il progetto si incentra sulla proposta condivisa di un’esperienza di riflessione e di approfondimento personale da tradurre in un testo narrativo, poetico o argomentativo a scelta. Alcuni dei testi qui raccolti saranno letti durante la Notte del Liceo Classico.

Buona lettura!

Pubblicato in: politica mente

Pensierino di Natale


Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi.
Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per la stragrande maggioranza della popolazione.
In una parola, voi ci accusate di voler abolire la vostra proprietà. È proprio quello che vogliamo.
(K. Marx, F. Engels, Il Manifesto del partito Comunista, 1848)

La disuguaglianza economica comprende la disparità nella distribuzione del patrimonio economico e del reddito tra gli individui di una popolazione. Essa è variata e varia in base ai periodi storici e alle condizioni e fattori che possono influenzarla, come guerre o carestie.
Dalle analisi svolte si può osservare che:
• l’1% della popolazione possiede oltre il 48% della ricchezza mondiale;
• il 19% possiede ricchezza per il 46,5% del totale;
• l’ 80% della popolazione mondiale si divide il restante 5,5% delle risorse.
Tra questi ultimi circa 1 miliardo di persone vivono con 1,25$ al giorno, mentre altri 800.000 persone vivono nella totale indigenza (ovvero soffrono la fame). Tra questi ci sono le oltre 24.000 persone che muoiono ogni giorno per carenza di cibo. Fra quell’1% della popolazione che vive nell’agiatezza vi sono 85 individui che possiedono risorse quanto i 3,5 miliardi di persone più povere. Questo significa che da cinque anni ad oggi la ricchezza è andata concentrandosi nelle tasche di un sempre più esiguo numero di persone.
Secondo un altro rapporto pubblicato dall’ONG Oxfam, le otto persone più ricche del mondo possiedono tanta ricchezza quanto la metà più povera della popolazione.
[Fonte: https://www.festascienzafilosofia.it/2018/02/distribuzione-della-ricchezza-nel-mondo/ ]

http://www.globalrichlist.com/
Per calcolare quanto vale il tuo reddito rispetto al resto del mondo.