Pubblicato in: pratica filosofica, scuola

Il Volto dell'Altro


In occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico, che si terrà venerdì 17 gennaio 2020, grazie al contributo di alcuni studenti del nostro Liceo, abbiamo realizzato un e-book di contenuto filosofico sul tema “Il volto dell’Altro”.

Come nelle passate edizioni, il progetto si incentra sulla proposta condivisa di un’esperienza di riflessione e di approfondimento personale da tradurre in un testo narrativo, poetico o argomentativo a scelta. Alcuni dei testi qui raccolti saranno letti durante la Notte del Liceo Classico.

Buona lettura!

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Pensierino di Natale


Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi.
Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per la stragrande maggioranza della popolazione.
In una parola, voi ci accusate di voler abolire la vostra proprietà. È proprio quello che vogliamo.
(K. Marx, F. Engels, Il Manifesto del partito Comunista, 1848)

La disuguaglianza economica comprende la disparità nella distribuzione del patrimonio economico e del reddito tra gli individui di una popolazione. Essa è variata e varia in base ai periodi storici e alle condizioni e fattori che possono influenzarla, come guerre o carestie.
Dalle analisi svolte si può osservare che:
• l’1% della popolazione possiede oltre il 48% della ricchezza mondiale;
• il 19% possiede ricchezza per il 46,5% del totale;
• l’ 80% della popolazione mondiale si divide il restante 5,5% delle risorse.
Tra questi ultimi circa 1 miliardo di persone vivono con 1,25$ al giorno, mentre altri 800.000 persone vivono nella totale indigenza (ovvero soffrono la fame). Tra questi ci sono le oltre 24.000 persone che muoiono ogni giorno per carenza di cibo. Fra quell’1% della popolazione che vive nell’agiatezza vi sono 85 individui che possiedono risorse quanto i 3,5 miliardi di persone più povere. Questo significa che da cinque anni ad oggi la ricchezza è andata concentrandosi nelle tasche di un sempre più esiguo numero di persone.
Secondo un altro rapporto pubblicato dall’ONG Oxfam, le otto persone più ricche del mondo possiedono tanta ricchezza quanto la metà più povera della popolazione.
[Fonte: https://www.festascienzafilosofia.it/2018/02/distribuzione-della-ricchezza-nel-mondo/ ]

http://www.globalrichlist.com/
Per calcolare quanto vale il tuo reddito rispetto al resto del mondo.

Pubblicato in: storia

L’ultimo discorso di Salvador Allende: “La storia è nostra e la fanno i popoli”


«Non rinuncerò» Appello radiofonico di Salvador Allende al popolo cileno, pronunciato l’11 settembre 1973, mentre il palazzo presidenziale della Moneda veniva bombardato. Una registrazione è stata posta in salvo dalla figlia Beatriz e resa pubblica all’Avana il 29 settembre da Fidel Castro (trad. it. in «Belfagor», 28, 1973, n. 6).

Compatrioti, questa, certamente, è l’ultima volta che io mi rivolgo a voi. Le forze aeree hanno bombardato le antenne di Radio Portales e di Radio Corporacion. Le mie parole non sono piene di amarezza, ma di delusione; esse sono anche la condanna morale per coloro che hanno tradito i giuramenti fatti: soldati del Cile, comandanti in capo titolari e l’ammiraglio Merino che si è autonominato; il signor Mendoza, generale spregevole che ancora ieri manifestava la sua fedeltà e la sua lealtà al governo e che si è ugualmente autonominato direttore generale dei carabineros.
Dinanzi a tali fatti non posso dire che una sola parola ai lavoratori: io non rinuncerò.
Posto in questa situazione storica, io pagherò con la vita la mia lealtà al popolo e posso assicurarvi che ho la certezza che al grano che noi abbiamo seminato non si potrà mai impedire di germogliare. Costoro hanno la forza, essi possono ridurci in schiavitù, ma non è con i crimini, né con la forza che si possono guidare dei processi sociali.
La storia è nostra, sono i popoli che la fanno.
Lavoratori della mia patria, tengo a ringraziarvi per la lealtà di cui avete sempre dato prova nei riguardi di un uomo che è stato l’interprete delle grandi aspirazioni alla giustizia, che si è impegnato nelle sue dichiarazioni a rispettare la Costituzione e la legge e che è stato fedele a questi impegni. Questi sono gli ultimi istanti nei quali io mi posso rivolgere a voi perché possiate trarre la lezione degli avvenimenti. Il capitale straniero, l’imperialismo alleato alla reazione, hanno creato il clima nel quale le forze armate hanno potuto rompere le loro tradizioni, quelle tradizioni che erano state di Schneider e che erano state ribadite dal comandante Araya, tutti e due vittime delle stesse forze sociali, della stessa gente che ora se ne sta in casa attendendo di riconquistare il potere attraverso degli intermediari, per continuare a difendere i propri profitti e privilegi.
Io mi rivolgo soprattutto alle semplici donne della nostra terra, ai contadini che credono in noi, agli operai che lavorano, alle mamme che conoscevano le nostre preoccupazioni per i loro figli. Io mi rivolgo a coloro che esercitano professioni liberali e che hanno mantenuto una condotta patriottica, a coloro che già da qualche giorno lottano contro la sedizione promossa dalle unioni professionali, anche in questo caso per difendere i vantaggi che la società capitalista conferisce ad una cerchia ristretta.
Io mi rivolgo ai giovani, a quelli che hanno cantato, che hanno offerto la loro gioia e il loro spirito di lotta.
Io mi rivolgo agli uomini del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati. Perché il fascismo esiste già nel nostro Paese da tempo, attraverso gli attentati terroristici, il minamento dei ponti e della rete ferroviaria, la distruzione degli oleodotti e dei gasdotti.
Di fronte al silenzio che essi erano obbligati… [a questo punto la registrazione è confusa, si odono sempre più forti scoppi di bombe]… alla quale essi erano sottomessi.
Radio Magallanes sarà certamente ridotta al silenzio e il tono tranquillo della mia voce non vi giungerà più. Non importa, voi continuerete a sentirla, io sarò sempre con voi e lascerò almeno il ricordo di un uomo degno che fu leale di fronte alla lealtà dei lavoratori.
Il popolo deve difendersi, ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi schiacciare e annientare, ma non deve lasciarsi umiliare.
Lavoratori della mia patria, io ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini sopravviveranno a quest’ora tetra e dolorosa, in cui il tradimento mira al potere. Sappiate che presto o tardi – io ritengo assai presto – si apriranno di nuovo le grandi strade dove passeranno gli uomini degni, per costruire una società migliore.
Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!
Queste sono le mie ultime parole [si odono ancora scoppi vicinissimi] ed io ho la certezza che la mia morte non sarà invano, io ho la certezza che sarà almeno una lezione morale che condannerà la fellonia, la viltà, il tradimento.

[Fonte: Luciano Canfora. La schiavitù del capitale (2017), Il Mulino]

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Manifesto degli Eguali


Eguaglianza di fatto, ultimo scopo dell’arte sociale. CONDORCET, Tableau de l’esprit humain, p. 329.

POPOLO DI FRANCIA!

Per quindici secoli tu hai vissuto schiavo e perciò infelice. Da sei anni tu respiri a fatica nell’attesa dell’indipendenza, della felicità e dell’eguaglianza.

L’EGUAGLIANZA! primo voto della natura, primo bisogno dell’uomo, e principale nodo di ogni associazione legittima! Popolo di Francia! tu non sei stato favorito piú delle altre nazioni che vegetano su questo globo sventurato! Sempre e dovunque la povera specie umana, abbandonata ad antropofagi piú o meno astuti, serví di zimbello a tutte le ambizioni, di pastura a tutte le tirannidi. Sempre e dovunque si cullarono gli uomini con belle parole: mai e in nessun luogo con la parola essi hanno ottenuto la cosa. Da tempo immemorabile ci sentiamo ipocritamente ripetere: gli uomini sono uguali; e da tempo immemorabile la piú avvilente, la piú mostruosa ineguaglianza pesa insolentemente sul genere umano. Da quando esistono società civili, il piú bell’appannaggio dell’uomo è riconosciuto senza opposizioni, ma non si è ancora potuto realizzare una sola volta: l’eguaglianza non è mai stata altro che una bella e sterile finzione della legge. Oggi che è reclamata a piú alta voce, ci si risponde: Tacete, miserabili! L’eguaglianza di fatto è solo una chimera; contentatevi dell’eguaglianza presuntiva: siete tutti eguali di fronte alla legge. Canaglia, che piú ti occorre? Legislatori, governanti, ricchi proprietari, ascoltate alla vostra volta.

Continua a leggere “Manifesto degli Eguali”
Pubblicato in: didattica, filosofia, pratica filosofica

Libertà, Responsabilità, Autenticità: Tre parole per orientarsi “con filosofia”


Sommario
Libertà
-Jiddu Krishnamurti: La libertà è una qualità della mente
-Immanuel Kant: Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me
-Immanuel Kant: Libertà significa avere il coraggio di usare la propria intelligenza
-Fernando Savater: Che cos’è la libertà
-Fernando Savater: Non siamo liberi di non essere liberi
-Søren Aabye Kierkegaard: Ciascuno di noi è ciò che sceglie di essere. Anche scegliendo di non scegliere
-Søren Aabye Kierkegaard: Il “singolo”, baricentro della dimensione esistenziale e spirituale (in senso cristiano) del fare filosofia
-Jean-Paul Sartre: L’uomo è condannato ad essere libero
-Friedrich Wilhelm Nietzsche: Delle tre metamorfosi (Zarathustra)
-Epitteto: Libertà significa imparare a volere che le cose accadano esattamente come accadono
-Erich Fromm: Fuga dalla libertà
-Herbert Marcuse: L’uomo ad una dimensione. La sola libertà rimastaci è quella di “consumare”?
-Zygmunt Bauman: Amare significa imparare ad accettare la libertà dell’Altro
-Thich Nhat Hanh: Coltivare la libertà
Responsabilità
-Fernando Savater: Responsabilità significa esser consapevoli della propria libertà
-Platone: Il mito di Er
-Søren Aabye Kierkegaard: Ciascuno di noi ha un naturale bisogno di rappresentarsi lo scopo della propria vita e non può esimersi dall’assumersi la responsabilità delle proprie scelte
-Karl Jaspers: Il carattere originario ed irrinunciabile dell’idea di responsabilità
-Jean-Paul Sartre: L’esistenzialismo (ateo o cristiano) è un umanismo, ovvero una filosofia centrata sull’uomo. Nell’uomo l’esistenza precede l’essenza: egli è pienamente responsabile delle sue scelte esistenziali
-Albert Camus: Pur in assenza di Dio, dinanzi al comune destino di morte, abbiamo la responsabilità di essere solidali gli uni verso gli altri
-Albert Camus: Il mito di Sisifo, emblema dell’umano destino, eroe positivo
-Umberto Galimberti: Dietro l’abuso di droghe stimolanti vi è il senso di responsabilità “schiacciante” indotto dal nichilismo della società post-moderna
Autenticità
-Wikipedia.org: Il significato etimologico del termine “autenticità”
-Fernando Savater: Autenticità significa porsi in relazione con l’Altro, riuscire ad essere uomo tra gli uomini
-Vito Mancuso: Vivere autenticamente significa dedicare la vita a qualcosa più grande di sé, rimanendo in armonia con la propria interiorità
-Martin Heidegger: Vivere autenticamente significa essere-per-la-morte, ovvero vivere con la consapevolezza della propria morte
-Osho Rajneesh: Tre cose da ricordare per incamminarti verso l’Autenticità
-Charlie Chaplin: Amore di sé…
-Muriel James e Dorothy Jongeward: Vincenti o perdenti…?
-Theodor Wiesengrund Adorno: Critica del concetto di autenticità

Pubblicato in: filosofia, pratica filosofica

TÀ SOKRATIKÀ – Antologia ragionata di testi “socratici”


[Fonte: https://www.corriereirpinia.it/wp-content/uploads/2019/06/socrate-982×540.jpg%5D

Indice

  1. Socrate personaggio della commedia di Aristofane
    Il Socrate sofista
  2. La figura di Socrate nella testimonianza di Platone
    Alcibiade intesse l’elogio di Socrate al termine del Simposio
    Socrate e il regime dei trenta tiranni
    L’accusa di Melèto
    L’arringa difensiva di Socrate durante il processo
    Quale pena propone per sé Socrate
    L’obbedienza alle leggi di Atene
    Morte di Socrate
  3. Il Socrate dei Memorabili di Senofonte
    Il Socrate moralista
    La povertà di Socrate
  4. Il Socrate “filosofo teoretico” nella concezione aristotelica
    Socrate scopritore dell’universale e dei ragionamenti induttivi
    Conoscere la virtù significa essere virtuosi
  5. Figure metodologiche socratiche
    Il filosofare è una faccenda “erotica”
    La maschera dell’ironia
    Il lògos al di là del lògos
    La maieutica
    Funzione catartica della maieutica
    Un dialogare centrato sulla persona
    Socrate “tafano” costringe i suoi concittadini a prendersi cura di se stessi
    Una personalità pedagogica
    La ricerca socratica della definizione (o del “concetto”)
    Il modo d’essere fa l’uomo
    La cura di sé (epimeléia heautou) è l’unico bene
    Conosci te stesso (gnôthi sautón)
    Il dèmone simbolo dell’ispirazione divina della missione socratica
    L’obbedienza alla ragione migliore
    L’élenchos socratico
    Alla ricerca del “concetto”
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Frasi, citazioni e aforismi sugli insegnanti e l’insegnamento


[Fonte: https://aforisticamente.com/2014/08/26/frasi-citazioni-e-aforismi-sugli-insegnanti-e-insegnamento/ ]

Nell’insegnamento non si può vedere il frutto di una giornata di lavoro. È invisibile e rimane così, forse per venti anni.
(Jacques Barzun)

Un insegnante ti prende per mano, ti tocca la mente, ti apre il cuore.
(Anonimo)

Insegnare è toccare una vita per sempre
(Anonimo)

Forse è questo insegnare: fare in modo che a ogni lezione scocchi l’ora del risveglio.
(Daniel Pennac)

E’ l’arte suprema dell’insegnante: risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.
(Albert Einstein)

Gli insegnanti ideali sono quelli che si offrono come ponti verso la conoscenza e invitano i loro studenti a servirsi di loro per compiere la traversata; poi, a traversata compiuta, si ritirano soddisfatti, incoraggiandoli a fabbricarsi da soli ponti nuovi.
(Nikos Kazantzakis)

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