Pubblicato in: politica mente

Il vicolo cieco


Filosopolis

Onorevole Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Interni Matteo Salvini,

non sono mai stato un sostenitore né dell’immigrazione indiscriminata, né della cosiddetta “società multietnica” come sua soluzione, ritengo radicalmente sbagliate le politiche messe in atto dai governi passati e persino schiavista chi consideri utile, se non necessario, l’afflusso di immigrati che facciano “lavori che noi non vogliamo più fare” e che “contribuiscano a pagare le pensioni alla nostra popolazione che invecchia”. Ciononostante, considero le Sue azioni dei giorni scorsi, oltre che cinicamente pericolose, del tutto inutili per affrontare seriamente il problema e le parole da Lei usate per giustificarle in parte immorali, in parte grossolani tentativi di manipolazione.

Che seicento migranti vengano accolti dalla Spagna invece che dall’Italia non ha infatti alcuna rilevanza per l’epocale migrazione di popoli alla quale stiamo assistendo: molte altre migliaia ne arriveranno e, per quanti muscoli Lei possa mostrare, parte di esse spetterà al nostro…

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Pubblicato in: filosofia

Catalogo delle passioni: la (quasi) identità di speranza e timore


La Botte di Diogene - blog filosofico

La speranza II-Klimt-particolare

Abbarbicate come l’edera l’una all’altra: così Spinoza ci presenta gli “affetti” della speranza (spes) e del timore (metus). Le loro definizioni sono identiche, anche se l’una è una passione “triste” mentre l’altra è “lieta” (come già sappiamo tutti i sentimenti sono riducibili ai due fondamentali). Ma entrambe sono inconstanti:

La speranza (il timore) è una letizia (tristezza) incostante, nata dall’idea di una cosa, futura o passata, del cui evento in qualche modo dubitiamo” (Etica, parte III, Definizioni degli affetti, prop. XII-XIII).

Si resta sempre stupefatti di fronte alla lapidaria essenzialità, e grande precisione, del testo nel quale Spinoza viene distillando concetti correlati ad un pensiero così vasto e stratificato (e la cui ampiezza e disegno complessivo possono essere colti solo a poco a poco). Naturalmente il rischio è anche quello di restare perplessi e a bocca asciutta. Proverò allora ad inferire qualcosa…

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Pubblicato in: istantanee

Distrazione


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La sola cosa che ci consoli delle nostre miserie è la distrazione; tuttavia, è la più grande di tutte, perché essa soprattutto c’impedisce di pensare a noi stessi e fa che ci perdiamo insensibilmente. Senza di lei, saremmo nella noia; e questa ci spingerebbe a cercare un mezzo più sicuro per uscirne. Mentre la distrazione ci svaga, e ci fa giungere alla morte senza che ce ne avvediamo. (B. Pascal, Pensieri, fr. 366)

Abilissimi a cercare distrazioni. Disposti a tutto. Cosa rimarrebbe della trama della nostra quotidiana senza le consuete distrazioni? Pagheremmo qualsiasi cifra. Venderemmo all’ingrosso brani della nostra anima.

Pubblicato in: scuola

Burocrazia scolastica


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Studiare, prepararsi lezioni e approfondimenti, per noi insegnanti è ormai diventata un’attività collaterale, di secondo piano: immersi nelle burocrazie cartacee e telematiche volute da un sistema idiocratico c’impantaniamo come dannati che annaspano nella merda. Per ogni attività che si riesce a svolgere – buona o cattiva, utile o inutile è del tutto irrilevante: nessuno la riconoscerà perché nessuno ha il tempo materiale per ascoltare, leggere, dialogare, “umanizzarsi” con l’Altro – occorre produrre una secchiata di merda burocratica. Così ti mettono il giogo, così appiattiscono tutti quanti in un uomo standardizzato, senza qualità, così ti premiano con PON, BITcoin, diplomi fotocopiati, menzioni – o piuttosto minzioni – di merito. Questo ulteriore, diabolico, carico di ansia burocratica, di insensatezza coprofila, trasferiamo alle future generazioni. Ansia chiama ansia: narcisismo ferito, auto-referenzialità, auto-accanimento. Un karma di merda: altro che disegnare nuovi orizzonti, aprire autostrade verso il cielo.

Pubblicato in: pratica filosofica, scuola

Orientamento universitario: criteri per una scelta consapevole


Questo video è stato realizzato da alcuni ragazzi del 4° anno del liceo classico “Ignazio Vian” di Bracciano (una volta si chiamava 2° classico). Siamo – faticosamente – riusciti a far passare la linea di principio secondo cui il senso prevalente dell’alternanza scuola-lavoro (in barba all’impostazione aziendalista ed efficientista della “Buona scuola”), soprattutto in un liceo, dovesse essere quello della riflessione comunitaria sul tema dell’orientamento universitario e della scelta di vita consapevole. A tal fine, abbiamo organizzato alcuni incontri pomeridiani condotti secondo le modalità della pratica filosofica denominata “Dialogo socratico”, a sfondo autobiografico. Una specie di laboratorio di etica applicata, in cui i principi si sono discussi non in astratto, ma a partire dalle persone degli studenti, chiedendo loro conto ed invitandole ad osservare le interazioni che prendevano corpo durante il tempo trascorso insieme.

Questo tenendo presente l’idea-guida che le capacità di base che si dovrebbero sollecitare ed allenare a scuola sono quelle della relazione tra pari, a scopo collaborativo e di reciproca comprensione, finalizzare in primis alla consapevolezza delle proprie dinamiche interiori, degli stati emozionali ad esse collegati e degli spunti mitografici e razionali attraverso i quali è possibile, comunitariamente, diventarne coscienti. Dinamiche relazionali che, poi, si riveleranno fondamentali nello svolgimento di un gran numero di professioni future (da quelle più specificamente d’aiuto – in ambito sanitario e psicologico – all’insegnamento, alle cosiddette “professioni liberali”, in campo giuridico, economico, ecc.). Ma, in ultima istanza, in onore del sempreverde principio che nostro compito, come docenti e come filosofi, è assistere e stimolare i giovani (e i meno giovani) nel loro cammino verso una condizione umana più ricca dentro, più consapevole, più solidale, più bella, più vera. Assistere, da spettatori interessati al bene della polis, ma non dirigere.

Un modo, insomma, per rispondere dall’interno della scuola non con polemiche contro l’establishment, giustificate ma alla fine poco produttive, bensì con i fatti. Fatti di cui, in estrema sintesi, questo video è documento.

Pubblicato in: storia

Il verbale della conferenza di Wannsee


Il verbale della conferenza del Wannsee tenutasi il 20 gennaio 1942 fu redatto da Adolf Eichmann, seguendo le istruzioni di Reinhard Heydrich. Il documento è articolato in quattro paragrafi ed è composto da 15 pagine dattiloscritte.

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Pubblicato in: filosofia

A che serve fare filosofia? Una breve antologia


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Platone, Lettera VII, 340d-342a Così vive e con questi pensieri, chi ama la filosofia: e continua bensì a dedicarsi alle sue occupazioni, ma si mantiene in ogni cosa e sempre fedele alla filosofia e a quel modo di vita quotidiana che meglio d’ogni altro lo può rendere intelligente, di buona memoria, capace di ragionare in piena padronanza di se stesso: il modo di vita contrario a questo, egli lo odia. Quelli invece che non sono veri filosofi, ma hanno soltanto una verniciatura di formule, come la gente abbronzata dal sole, vedendo quante cose si devono imparare, quante fatiche bisogna sopportare, come si convenga, a seguire tale studio, la vita regolata d’ogni giorno, giudicano che sia una cosa difficile e impossibile per loro; sono quindi incapaci di continuare a esercitarsi, ed alcuni si convincono di conoscere sufficientemente il tutto, e di non avere più bisogno di affaticarsi. […]. Questo tuttavia io posso dire di tutti quelli che hanno scritto e scriveranno dicendo di conoscere ciò di cui io mi occupo per averlo sentito esporre o da me o da altri o per averlo scoperto essi stessi, che non capiscon nulla, a mio giudizio, di queste cose. Su di esse non c’è, né vi sarà, alcun mio scritto. Perché non è, questa mia, una scienza come le altre: essa non si può in alcun modo comunicare, ma come fiamma s’accende da fuoco che balza: nasce d’improvviso nell’anima dopo un lungo periodo di discussioni sull’argomento e una vita vissuta in comune, e poi si nutre di se medesima. Continua a leggere “A che serve fare filosofia? Una breve antologia”