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Liberi dentro. Vivere secondo il Manuale di Epitteto pubblicato in formato ebook


Francesco Dipalo, Liberi dentro. Vivere secondo il “Manuale” di Epitteto, in formato ebook, YCP, €4,99.

In formato kindle acquistabile su Amazon

Epub acquistabile nelle principali libreria online:

Il volume contiene l’edizione integrale del Manuale di Epitteto, ampiamente commentato e presentato in chiave di pratica filosofica. Dipalo propone l’opera come possibile guida per le scelte della propria vita, e indica con precisione gli esercizi spirituali che possono essere praticati ispirandosi al Manuale e, in generale, alla filosofia stoica.

Questo lavoro si inserisce sul solco delle ricerche che traggono ispirazione della lezione sul modo di leggere i filosofi antichi che ci ha lasciato Pierre Hadot. È un libro per tutti, scritto da chi lavora a scuola con un linguaggio piano e diretto.

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Presentazione canale youtube per “didattica rovesciata”


prof. Francesco Dipalo, Liceo Classico “Ignazio Vian” – Bracciano (https://www.liceovian.edu.it/)
canale youtube: https://www.youtube.com/francescodipalo
handle: https://youtube.com/@FrancescoDipalo
blog: https://francescodipalo.wordpress.com/
facebook: https://www.facebook.com/LiberiDentro/
curriculum: https://francescodipalo.wordpress.com/info/

TERZO ANNO

INTRODUZIONE ALLO STUDIO DELLA FILOSOFIA: https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYgPjPOGvH2SpQWVy1uYZdOx

CORSO DI STORIA MEDIEVALE E MODERNA – CICLO DI LEZIONI ON LINE PER “CLASSE ROVESCIATA”: https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYiQVjCxzA7LxI3Bs_8NTJre
MATERIALI DIDATTICI: https://francescodipalo.wordpress.com/tag/storia-terzo-anno/

CORSO DI FILOSOFIA ANTICA E MEDIEVALE – CICLO DI LEZIONI ON LINE PER “CLASSE ROVESCIATA”: https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYjsWS7WaJ-XB0rvuastQUMH
MATERIALI DIDATTICI: https://francescodipalo.wordpress.com/tag/filosofia-terzo-anno/

QUARTO ANNO

CORSO DI STORIA TRA SEICENTO ED OTTOCENTO – CICLO DI LEZIONI ON LINE PER “CLASSE ROVESCIATA”: https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYjfUwvQNcwdHOMXwQiJ-RuG
MATERIALI DIDATTICI: https://francescodipalo.wordpress.com/tag/storia-quarto-anno/

CORSO DI FILOSOFIA MODERNA – CICLO DI LEZIONI ON LINE PER “CLASSE ROVESCIATA”: https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYgRrmQ4PkUkXiadxV0Mtal5
MATERIALI DIDATTICI: https://francescodipalo.wordpress.com/tag/filosofia-quarto-anno/

QUINTO ANNO

CORSO DI STORIA CONTEMPORANEA – CICLO DI LEZIONI ON LINE PER “CLASSE ROVESCIATA”: https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYjm5aEKHlKLsAwTsdpKkvGF
MATERIALI DIDATTICI: https://francescodipalo.wordpress.com/tag/storia-quinto-anno/

CORSO DI FILOSOFIA CONTEMPORANEA – CICLO DI LEZIONI ON LINE PER “CLASSE ROVESCIATA”: https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYg_xv4gt0SjLerfTU21H01j
MATERIALI DIDATTICI: https://francescodipalo.wordpress.com/tag/filosofia-quinto-anno/

PRATICA FILOSOFICA

https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYjfUwvQNcwdHOMXwQiJ-RuG

CRONACHE “SCOLASTICHE”

https://www.youtube.com/playlist?list=PL2DGRTcIxOYhVGblAczSitADMuuLWoeGy

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Il “tecnofascismo” dei diritti civili secondo P.P. Pasolini


In queste poche frasi c’è tutto. Pasolini ha visto con largo anticipo quali danni avrebbe prodotto il “neocapitalismo” nella sua versione “tecnofascista” oggi imperante, quello mascherato di “progressismo dei diritti civili”, di “politicamente corretto”, di “cultura della cancellazione della tradizione e della storia”.

I bisogni indotti dal vecchio capitalismo erano in fondo molto simili ai bisogni primari. I bisogni invece che il nuovo capitalismo può indurre sono totalmente e perfettamente inutili e artificiali. Ecco perché, attraverso essi, il nuovo capitalismo non si limiterebbe a cambiare storicamente un tipo d’uomo: ma l’umanità stessa. Va aggiunto che il consumismo può creare dei “rapporti sociali” immodificabili, sia creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo); sia, com’è ormai più probabile, creando come contesto alla propria ideologia edonistica un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili. In ambedue i casi lo spazio per una reale alterità rivoluzionaria verrebbe ristretto all’utopia o al ricordo: riducendo quindi la funzione dei partiti marxisti ad una funzione socialdemocratica, sia pure, dal punto di vista storico, completamente nuova.

(dal testo dell’intervento che Pier Paolo Pasolini avrebbe dovuto tenere al Congresso del Partito Radicale del 4 novembre 1975, testo che fu letto postumo, in quanto Pasolini fu barbaramente ucciso due giorni prima)

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Babij Jar – Documenti di un massacro (Shoah, genocidio popolo ebraico in Ucraina)


Babij Jar era un enorme burrone, quasi una forra di montagna, vicino a Kiev. Qui tra il 29 e il 30 settembre 1941 furono gettati i corpi di 33.771 ebrei, secondo i precisi rapporti tedeschi. L’eccidio fu compiuto dal Sonderkommando 4a dell’Einsatzgruppe C con la partecipazione di reparti ausiliari ucraini (vedi la voce “collaborazionismo” in Enciclopedia dell’Olocausto). Migliaia di persone, tra cui donne, bambini e anziani, furono condotte e uccise a Babij Jar anche nelle settimane e nei mesi successivi e fra gli assassinati a sangue freddo, con cinica ferocia, vi erano anche russi, ucraini, zingari, prigionieri di guerra e partigiani. Ma mentre la gran parte delle vittime del primo eccidio si erano presentate “volontariamente”, ignare del tragico tranello celato nei manifesti nazisti, gli ebrei di Kiev sterminati in seguito furono catturati in retate o dopo le denunce della popolazione locale. Alla fine della carneficina, in città si contarono duecentomila morti, metà dei quali a Babij Jar (voce “fucilazioni di massa a Babij Jar” in Enciclopedia dell’Olocausto).

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Che cos’è insegnare?


Questo è insegnare
(Chico Xavier Pilado, Nada y alrededores, aforisma 315)
A scuola. Vi lancio pietre una volta aguzze. Per voi le ho ben smussate e amorevolmente smerigliate. Al loro interno diamanti grezzi di gioia e dolore, tetraedri di carne e sangue che la pressione senza tempo di vulcaniche passioni giovanili mi formò dentro. Un po’ alchimista, un po’ speleologo, un po’ teatrante, mai del tutto serio, il vostro gioioso silenzio rumoroso debbo infrangere ticchettandole su coscienze o, quanto meno, orecchie. Pietruzze d’emozione, di concetti vestite. Ma pietre, pur sempre pietre. Devon colpire, lasciare un segno, abbluire un’ammaccatura per far effetto. Provocare altre passioni. Ché altrimenti sarebbe vano scagliarle con tanto fervore. Produrre un’eredità d’impeti vitali agghindati di parole affinché fecondino altre persone, sempre nuove, sempre le stesse, gli occhi ridenti di giovinezza. O quanto meno provarci. Questo è insegnare. Fugare niente e su nulla gettar fondamenta.

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Metafisica dello smartphone (Byung-chul Han, “Le non-cose”)


Uno sguardo filosofico al significato dell’uso dello smartphone nella società contemporanea – Per studenti delle classi quinte dei licei
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Cleante di Asso: Inno a Zeus – Re-impariamo a pregare insieme agli antichi stoici


Audio-lezione di filosofia per le classi terze dei licei

Zeus, il più nobile tra gli immortali, dai molti nomi, in eterno onnipotente,
signore della natura, che tutti gli esseri governi secondo legge,
salve! Tutti i mortali hanno diritto di rivolgersi a te.
A te ci rivolgiamo, avendo in sorte un’immagine del suono,
noi, i soli fra tutti gli esseri che trascinano la loro vita mortale sulla terra.
A te dedico il mio canto e sempre alla tua potenza leverò inni.
A te obbedisce tutto il cosmo che danzando si volge intorno alla terra;
ovunque lo conduci, di buon grado ti si sottomette,
giacché nelle tue mani invincibili stringi uno strumento:
la folgore forcuta, di fiamma, sempre vivente.
Grazie al suo colpo tutti i fenomeni naturali si producono.
Con esso tu armonizzi il Lógos comune che dappertutto
s’aggira, compenetrando sia i grandi che i piccoli astri;
donde ti deriva la suprema regalità su tutto.
Senza di te, o divino, nessuna opera si produce sulla terra
né nell’etereo cielo divino né nel mare,
tranne i disegni che gli scellerati escogitano mossi dalla loro follia.
Ma tu sai riportare gli eccessi entro giusta misura,
il disordine all’ordine e con sapienza rendi amiche le cose ostili.
Così, tutte le cose hai ricondotto all’uno, tanto il bene quanto il male,
un unico Lógos eterno affermando per ogni aspetto del reale.
Alcuni mortali, però, per cattiveria rifuggono questo Lógos.
Oh miseri! Pur continuando a desiderare i beni della vita,
non prestano attenzione alla legge universale del dio, né danno ascolto
a chi potrebbe recar pace alla loro vita secondo ragione, se solo gli dessero retta.
Eccoli, allora, stoltamente andar errando di male in male
gli uni impelagandosi in angoscianti controversie per desiderio di fama; gli altri
[agitandosi fuor di misura per il denaro,
altri ancora abbandonandosi senza ritegno ai piaceri e alle seduzioni del corpo.
Comunque sia, finiscono con l’incorrere nei mali, che si trascinano dall’uno all’altro,
coltivando desideri che sono proprio l’opposto di ciò che realmente vogliono.
Ma tu o Zeus, che tutti i doni elargisci e le nubi addensi, con la vivida folgore
libera gli uomini dall’ignoranza rovinosa;
poi, o padre, scacciala dalla nostra anima e fa sì che alfine s’incontri
la sapienza su cui tu stesso fai assegnamento per governare il tutto secondo giustizia.
Così, onorati grazie al tuo intervento provvidenziale, ti rendiamo onore,
celebrando senza posa le tue opere, come è giusto che faccia
chi sa di essere mortale. Non vi è merito maggiore, infatti, né per gli uomini
e neanche per gli dèi, che levar inni, secondo giustizia, alla legge universale.
(Stobeo, Egloghe, I 1, 12 p. 25,3; Svf [CA]537)

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Mezz’ora con Hegel: riassunto organico


Audio-lezione per le classi quinte dei licei
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Breve nota intorno alla questione dei “voti” a scuola


Il problema, in generale, non sono i voti in sé, che devono esserci se non vogliamo che la scuola cessi di avere “valore legale”. Tutto si basa sulla “relazione” tra docente e studente. Ovvero sulle persone in sé e sulla capacità del docente di instaurare e coltivare tale relazione. Il messaggio deve essere, in poche parole, il seguente: «Io e te stiamo dalla stessa parte. Cerchiamo di lavorare insieme affinché il tuo percorso di studio sia il più interessante, produttivo e coinvolgente possibile. I voti sono solo mezzi, segnapunti che servono per fissare alcune linee di valutazione condivisa. L’importante è rendersene conto. Un 4 preso in maniera consapevole può stimolarmi a fare meglio oppure può anche indurmi a riorientarmi. Nessuno di noi sa fare o può fare tutto. Valutiamo la prova, non la persona, che noi amiamo esattamente per quella che è. Impara anche tu ad amarti.»
Il nostro problema principale è la metafisica dilaniante ed alienante del sistema: debiti/crediti, persona-numero, ansia da prestazione dovuta alla contraddizione strutturale tra contenuti valoriali che si dovrebbero insegnare a scuola e l’atroce desertificazione di tali valori nella società civile. Punto. Il sistema neolib continua a propinarci burocrazie, numeri, di più, di più, altri compiti, altre sigle, altre stronzate. Il tempo che dovremmo trascorrere con gli studenti o in funzione degli studenti lo dobbiamo impegnare in una miriade di ridicole burocrazie in cui descriviamo in maniera distorta e compulsiva attività che non avremo poi il tempo di realizzare. Scava e riempi di terra la stessa fossa. Il merito si misura così: le mancette si prendono grazie a questa abilità automortificante nel produrre cartacce elettroniche fatte di niente montato su niente. Scrivere un libro o un articolo scientifico per il sistema è merda. Merda pericolosa, peraltro. Potrebbe indurre qualcuno a pensare.
Non ci sono altri modi di fare scuola se non in termini “resistenziali”. Provare a tutti i costi a mantenerci umani e consapevoli della nostra umanità in un oceano di idiotismo disumanizzante. Provare a sfruttare tutte le disconnessioni e fessure che il sistema ci lascia. Coinvolgere i ragazzi in questa attività ormai rivoluzionaria e antisistema espressa dal verbo “studiare”, studiare cose vive, studiare per dare valore alla vita e a se stessi, studiare e basta.

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Essere filosofo nell’età del nichilismo


Non è facile essere filosofo nell’età del nichilismo… Anzi no: è uno spasso.
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EPITAFFIO DI SICILO: UNA CHIAVE DI LETTURA FILOSOFICA


Un “messaggio whatsapp” di 2000 anni fa recapitatoci per caso. Una storia d’amore che vince i secoli, quella di Sikilo ed Euterpe. Una visione del mondo e della vita che vi sorprenderà. Per gli studenti vecchi e nuovi…
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Plutarco: la morte del grande pan. Trenodia per il liceo classico


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In morte del liceo classico


In morte del liceo classico. Del liceo classico in particolare, dei licei in generale, della trasmissione culturale del tempo che fu. L’essenza del liceo classico è impermeabile ai dettami imposti dal sistema neo-liberale, alle logiche di mercato, alla dolorose, ridicole maschere della neo-lingua (individualismo è inclusione, conoscenza è ignoranza, eccellenza è normalità sistemica, ecc.). Glorioso il nocciolo duro di matrice gentiliana, che, come ponte romano, ha resistito sin qui alla fiumana del riformismo transumano e disumanizzante che ha caratterizzato gli ultimi tre decenni. Abbiamo resistito, ma siamo gli ultimi: siamo quelli del tempo che fu. Un’epoca sta finendo. Gli antichi dèi stanno abbandonando il continente. Il grande Pan è morto [Ὁ μέγας Πὰν τέθνηκεν]. Viandante, possa la notizia camminare sulle tue gambe. Il nostro tempo lo abbiamo ben vissuto. Nulla rimpiangiamo. La polvere e l’oblio non temiamo. Viator, vale.

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Che cos’è lo Stato in versione post-democratica?


“Il potere statale moderno non è che un comitato, che gestisce gli affari comuni della classe borghese nel suo insieme” (Marx-Engels, Il manifesto del partito comunista).

A più di centosettanta anni di distanza l’affermazione dei nostri rimane di grande attualità. Per adeguarla agli aventi degli ultimi trent’anni (parliamo di paesi europei e di Italia in particolare) propongo alcune lievi modifiche del testo:

“Il potere statale moderno non è che un sotto-comitato, che gestisce a livello locale gli affari comuni delle ristrette consorterie neoliberali transnazionali nel suo insieme”.

A parte alcune questioni marginali e localistiche, la funzione dei sotto-comitati è di dare esecuzione alle direttive delle suddette consorterie transnazionali, la cui proteica ubiquità è accentuata dalla loro natura essenzialmente capitalistico-finanziaria. Esse creano, dispensano e trattano la più metafisica delle merci: il denaro. I sotto-comitati sono essenzialmente costituiti da “tecnici” ovvero esecutive-manager.
Loro compito precipuo è massimizzare i profitti degli azionisti transnazionali a scapito delle plebi (le “borghesie” locali, i nuovi poveri, nonché l’immenso, miserabile sottoproletariato transfrontaliero continuamente rimpolpato da guerre, crisi economiche artefatte, desertificazione, ecc.) attraverso la progressiva privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici, congiuntamente all'”individualizzazione” e alla “virtualizzazione” degli aspetti più salienti della vita quotidiana.
Alla colonizzazione delle menti provvede l’ufficio marketing della sotto-commissione (media mainstream, opinion leaders, opinion makers) che rielabora e riadatta i format e gli story-telling della narrazione globale.
Lo storytelling più diffuso prevede l’esercizio formale della “(post)democrazia” (Crouch), la quale consiste nello show rituale delle cosiddette “libere elezioni”, che legittimeranno l’esercizio delle funzioni residuali da parte delle sotto-sotto-commissioni. Resta inteso che le cariche da cui dipendono le funzioni fondamentali dell’esercizio del potere, a scanso di equivoci, non sono sottoposte alla finzione rituale delle “libere elezioni”.
Gli esecutive-manager e i membri dei consigli di amministrazione locale vengono nominati in base a criteri “neo-feudali” (di cui la fedeltà al sistema dominante rappresenta la condicio sine qua non).

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Scuola, riforma, tecnologie (intervista al prof. Francesco Dipalo)


L’intervista è del 2016, sei anni fa. Mi pare che la situazione, nel complesso, sia ulteriormente peggiorata. In più rispetto a prima abbiamo qualche nuovo banco monoposto, con o senza rotelle, e diversi bancali di mascherine FCA by Elkann inutilizzate (ed inutilizzabili). Un fenomeno che è diventato decisamente più rilevante riguarda il disagio psico-relazionale di studenti e docenti. I certificati medici fioccano come d’inverno la neve in Siberia. Il disagio socio-economico, che ha chiare responsabilità politiche, viene avvertito e declinato per lo più in termini di sofferenza individuale. Vedi, per esempio, il “bonus psicologo”. Non dico che non esista il disagio personale o che il singolo in difficoltà non possa e non debba trovare sostegno in quelle date figure professionali, ma che socialmente (e metafisicamente) parlando si fa ricadere sul singolo individuo la responsabilità (o il senso di colpa) di “avere qualcosa che non va”, di “essere lui/lei a non funzionare bene” (e non gli assurdi, disfunzionali, inumani standard sociali ai quali siamo sottoposti). Sofferenza inaudita accentuata da una solitudine tutt’avvolgente.

Pubblicato in: filosofia, politica mente

Della servitù volontaria


«Vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e città, tante nazioni a volte, sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato. Da dove ha potuto prendere tanti occhi per spiarvi se non glieli avete prestati voi? come può avere tante mani per prendervi se non è da voi che le ha ricevute? Siate dunque decisi a non servire più e sarete liberi!».
Étienne de La Boétie, Discours de la servitude volontaire o Contr’un


Scritto quasi cinque secoli fa, ma sempre attuale. Ora occhi e mani glieli prestiamo attraverso i gesti più automatici e quotidiani che si possano immaginare. Basta un click. Abbiamo scambiato la libertà con il massimo di sicurezza (sanitaria, sociale, ecc.). Ora insieme alla libertà ci stanno togliendo anche la sicurezza. Con la scusa che corriamo rischi inimmaginabili da loro inventati o provocati o entrambe le cose.

Pubblicato in: politica mente, storia

Principi e funzionamento della propaganda di guerra (Anne Morelli) – Ciclo lezioni completo


Per il testo e i riferimenti online si veda: https://francescodipalo.wordpress.com/2022/06/24/principi-e-funzionamento-della-propaganda-di-guerra-anne-morelli/