Pubblicato in: politica mente

La scuola è (quasi) morta


Correva il mese di settembre dell’anno 2019, incipit del secondo governo Conte. L’allora neoministro dell’istruzione, Fioramonti, nell’assumere l’incarico chiese gli venisse messo a disposizione un portafoglio di tre miliardi di euro per iniziare a metter mano all’annoso problema dell’istruzione italica. Contratti da rinnovare, edifici da ristrutturare, personale da formare e svecchiare, ecc. Questione di serietà e dignità quasi minimalista. Governo e Parlamento nicchiarono fino a fine 2019. Non era aria. Il ministro Fioramonti diede le dimissioni. Un gesto di grande coerenza politica ed umana. Gli succedette la ministra Azzolina che, da parlamentare, aveva presentato un disegno di legge per l’eliminazione delle cosiddette “classi pollaio”, rimasto, manco a dirlo, lettera morta. Intanto covid bussava alle porte. Il combinato di pandemia e psico-pandemia si abbatterono sul nostro paese. Situazioni di emergenza affrontate come sappiamo. Quanto meno il secondo governo Conte provvide a rimpinguare le buste paga dei lavoratori dipendenti (in cui rientra anche il personale scolastico) con detrazioni ed assegni familiari più congrui (lontani dalla media europea, ma non disprezzabili: ci si attacca a tutto). Di investimenti significativi per la scuola manco a parlarne. Ma, ripeto, si era in piena emergenza (per quanto, pare si sia sempre in emergenza, per un motivo o per l’altro, da una quindicina di anni a questa parte). Si disse che per iniziare degnamente il nuovo a.s. 2020-21 si erano prese misure efficaci, rivoluzionarie: delle norme nuove di zecca (lo spassosissimo distanziamento di 90 cm dalle “rime buccali”) e i famosi banchi monoposto con o senza ruote. Le norme non costano niente (salvo lo stipendio dei portaborse che devono scriverle), mentre per i banchi qualche milioncino di euro fu sborsato. La successiva gestione Bianchi, dopo la defenestrazione di Conte e l’ascesa al potere del salvatore della patria Mario Draghi, ha prodotto, in vista dell’a.s. 2021-22 alcuni interventi degni di nota. A parte le solite torrenziali e spesso contraddittorie circolari ministeriali e l’accanimento contro i nuovi nemici della patria, i non-vaccinati, i titubanti, i meri “tamponati”, di soldi un po’ se ne sono spesi, per fortuna. Qualche collega supplente in più come “personale covid” a coprire i vuoti lasciati dal fuoco incrociato del morbo e della burocrazia verde e un torrente di mascherine distribuite a pioggia, sulla scia di quanto aveva precedentemente fatto il commissario Arcuri, immediatamente silurato da Draghi e sostituito con il generale dei vaccini Figliuolo. Si calcola che le mascherine chirurgiche che inondano le nostre scuole costino circa 1 milione di euro al mese. Giacché la gran parte giace inutilizzata da molti mesi, si stima si dovranno spendere altri 700.000 euro mensili per smaltirle. Perché non vengono usate? In primo luogo perché fanno schifo. Se non ci credete provate ad indossarle voi. Basta entrare nella scuola che avete sotto casa: ve le regalano a pacchi. Poi perché servono a poco o a niente. Lo sostiene qualche complottista fiancheggiatore degli sfuggenti no-vax, un Emmanuel Goldstein de noantri? No, sono le stesse circolari ministeriali che hanno imposto, con un anno e mezzo di ritardo, l’uso delle FFP2 che la gran parte dei docenti e molti studenti usano ininterrottamente da due anni pagando di tasca loro. Chi le produce siffatte supertecnologiche mascherine? FCA Fiat Chrysler Automobiles N.V., azienda italo-statunitense di diritto olandese, nel senso che le tasse non le pagano qui da noi. Per pura coincidenza si tratta della stessa azienda proprietaria del gruppo GEDI, editore de La Stampa, Repubblica, il Sole24ore, ecc.
Nel frattempo il tanto sospirato rinnovo del contratto è addirittura scomparso dai radar della stampa (ora c’è la guerra) a tre anni e passa dalla sua scadenza (per non parlare del mitico 2013, “l’anno perduto” dell’era Monti). I benefici concessi dal governo Conte sono stati azzerati dalla riforma Draghi: un taglio netto di 100-150 euro mensili. Per capirci l’assegno familiare ora erogato dall’INPS per figlio a carico (se hai un ISEE superiore a 40.000 euro: basta una casa di proprietà…) è pari a ben 25 euro mensili che si vanno ad aggiungere ai 12 euro concessi una tantum per aver prestato servizio durante i primi, eroici tempi della pandemia, quelli in cui si cantava l’inno nazionale dai balconi, si maledivano i cinesi (né i no-vax né i no-war erano ancora spuntati all’orizzonte).
Nelle foto provo a mostrarvi che fine hanno fatto una parte dei pochi milioni di euro che si sono spesi per la scuola, una miseria, utile comunque a dare la paghetta ai soliti noti.
Di banchi lasciati a marcire e di mascherine inutilizzate ne abbiamo a gogò. Ma intanto in aula ci manca la luce elettrica e se la giornata è piovosa per fare il compito in classe dobbiamo ricorrere alle torce dei cellulari, più o meno imbacuccati per via dell’aerazione modello Bianchi: finestre aperte e pedalare.
Ora, nel programma di filosofia abbiamo anche un certo Marx. Ci tocca spiegarlo. Niente di troppo complicato. Ecco un’equazione che siamo tutti in grado di comprendere: lavoro = tempo-vita = denaro = merce = denaro. Andiamo all’indietro: qualcuno ha guadagnato del denaro con la vendita di banchi, mascherine ecc. (merci) pagate con denaro pubblico che si ricava attraverso le tasse dal lavoro ovvero dal tempo-vita di ciascuno di noi. Ecco, posso rattristarmi immaginando che una parte dei miei contributi fiscali ovvero del mio lavoro, del tempo-vita che trascorro ogni giorno con i ragazzi a scuola e alla mia scrivania a studiare, mi sia stato sottratto, alienato e abbia preso la forma oscena di queste merci. Ogni giorno, passando davanti a queste cose, penso a tutto quello di cui manchiamo e di cui avremmo bisogno, penso a quanto ci prendono per il culo a reti unificate e un senso di nausea mi assale. Che sia maledetto Emmanuel Goldstein!
Morale: qualche giorno fa i nostri eroici parlamentari, su imbeccata del governo, hanno votato nel breve volgere di una serata un finanziamento extra di 13 miliardi di euro in armamenti (al netto di quelli già inviati gratuitamente per sostenere la causa ucraina) da spendere nei prossimi anni. Poche ore per trovare 13 miliardi. Un lustro per non trovare una lira in più per la nostra scuola. Salvo, appunto, quei milioni di euro spesi in banchi e mascherine.
Voi, dico voi, che gli fareste ad Emmanuel Goldstein se ve lo trovaste per le mani? Rassegniamoci: il nostro paese è morto. Non abbiamo a che fare con un liquidatore fallimentare, bensì con un addetto alle pompe funebri.
Che sia maledetto Emmanuel Goldstein.

Autore:

Ho studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mi sono laureato nel 1990, relatore il prof. Gabriele Giannantoni, con una tesi in storia della filosofia antica intitolata "Vivere significa morire: analisi di alcuni frammenti eraclitei". Sono socio della SFI - Società Filosofica Italiana di cui curo il sito web. Da alcuni anni mi interesso di Pratiche Filosofiche e Consulenza Filosofica, collaborando con riviste scientifiche del settore, sulle quali ho all'attivo decine di pubblicazioni. Dal 2004 svolgo la professione di Consulente Filosofico e ho promosso una serie di iniziative filosofiche (Caffè Philo, Dialogo Socratico, Seminari di gruppo) aperte al pubblico. Attualmente insegno filosofia e storia presso il Liceo "I. Vian" di Bracciano (Liceo Classico sezione X). Utilizzo la filosofia in pratica sia durante le lezioni ordinarie che in altre "straordinarie" occasioni (passeggiate filosofiche nel bosco, dialoghi socratici a tema, ecc.). A scuola provo a tener aperto uno "sportello" di consulenza filosofica rivolto ai grandi ed ai meno grandi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...